sabato 29 aprile 2017

Intervista a Miriam sui Beni Culturali

Buongiorno!
Oggi si torna a parlare di cultura con Miriam.

Intanto potresti spiegare ai lettori chi sei e che percorso di studio hai seguito? 

  • Grazie per avermi invitata di nuovo sul vostro blog! Sono un’avida lettrice e un’instancabile forgiatrice di storie di 32 anni. Sono nata a Napoli e da sempre nutro un grande interesse per l’arte e in particolar modo per l’archeologia.


So che è doloroso per te parlarne ma qual è stato il tuo percorso di studi? 

  • Dopo essermi diplomata al Liceo Scientifico ho intrapreso gli studi presso la Facoltà di Scienze del Turismo per i Beni Culturali della SUN. Si tratta (trattava? Ingannano ancora i giovani diplomati? Non lo so…) di un’interfacoltà di Economia e Lettere e Filosofia, nata per formare operatori del settore turistico, sia pubblico sia privato, con specifiche competenze per la valorizzazione del turismo culturale.


E grazie a questo che lavoro sei riuscita a ottenere?

  • In ambito culturale, nessuno. In ambito economico, nemmeno.


Questa situazione che descrivi è grama. Secondo te ci sono dei motivi a monte o un errore di impostazione dei corsi/ concorsi pubblici? 

  • Scienze del Turismo (qualunque sia la sua denominazione nei diversi atenei di Italia) è nata per formare operatori che fossero preparati sia in ambito culturale che economico. Quando mi iscrissi parlavano “di figure dirigenziali all’interno di musei e parchi archeologici”, ora hanno imparato a essere più sinceri. Gli sbocchi lavorativi nel settore pubblico sono praticamente nulli, questa laurea ha delle equipollenze con altre lauree ma non ha una sua identità nei concorsi pubblici. Nel privato nemmeno si sa che esistono dei laureati in queste discipline. La formazione è completa (discipline aziendali, giuridiche, dell’organizzazione e della gestione dei servizi turistici, discipline storiche artistiche e architettoniche), ben bilanciata, ma molto carente per quanto riguarda la lingua straniera. Nel settore privato, quando si parla di turismo, non si cerca il bagaglio culturale, ciò che conta sono soprattutto le lingue, e anche se promette la conoscenza di lingue straniere in realtà questo percorso di studi non offre una preparazione solida. In generale comunque non credo affatto che ci sia un errore di impostazione nei corsi, sono gli sbocchi lavorativi a mancare. Lavorare nella pubblica amministrazione in ambito culturale è quasi impossibile. Dico quasi, perché se hai i giusti agganci e le giuste conoscenze qualche possibilità puoi anche averla. Altrimenti ti attendono anni e anni di tirocini e lavori mal pagati, o non pagati affatto. In sostanza, nulla di ciò che il corso di laurea promette.

venerdì 28 aprile 2017

La Morte Velata - Capitolo 5 - Valentino Eugeni

Bentrovati lettori!
Eccoci al nuovo capitolo del Romanzo a Puntate di Valentino Eugeni, vi lascio il link al Capitolo 1 se qualcuno non lo avesse letto.
E vi lascio il link alla pagina dell'autore: Valentino Eugeni
La Morte Velata, Capitolo 5
[Passi a piedi nudi, parole non riconoscibili. “ho paura” (forse)]

“Ho l’impressione di cadere, ma non a terra, di cadere nel nulla infinito. Perdo la coscienza come brandelli di me stessa, perdo i ricordi e li vedo allontanarsi da me. Sono minuscole scintille che vagano in un nero così profondo da farmi paura.
Sento le sue parole, - dietro di me? Sopra di me? -, che continuano a parlare di trasmutazione, di calcinazione. Non capisco. Il coltello mi ha squarciato la gola, non ho provato dolore, la sua mente mi ha costretta a desiderare il martirio. Una parte di me, un piccolo cuore luminoso, viaggia oltre il buio e una mano lo afferra, sento ridere…”

[Grido acuto, respiro affannoso]

***

Erika scende in laboratorio.
Per accedere al seminterrato bisogna scendere due rampe di scale anonime e raggiungere un piccolo atrio spoglio. La parte inferiore del muro è dipinta di verde, il resto è bianco. Sul soffitto, a distanza regolare, sono murate delle piastre d’ottone, con smeraldi triangolari incastonati, che servono a creare zone di non interferenza. La Cappa Grigia non è solo brutto tempo e pioggia e nebbia, ma è la frattura tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Certo, vi sono definizioni migliori, definizioni scientifiche, ma la realtà è molto semplice: ciò che doveva essere separato si è incastrato come pezzi sbagliati di un puzzle. I fantasmi sono ovunque, i demoni, come li chiama il popolino, camminano sulla terra e l’uomo si è inventato talismani, incantesimi, parole, gesti, e mille altri modi per tenerli a bada. “Incanti Apotropaici”, ha dato quattro esami solo per quelli.

Senza accorgersene si ritrova davanti alle porte a vetri degli uffici investigativi. I loghi della polizia di stato e del DIE campeggiano in bianco, a destra un tastierino numerico e un lettore di tessere.

Il cellulare squilla.
“Pronto? Ciao mamma, bene mamma, adesso avrei un po’ da fare.”

Il signore della morte - Stoneland 2 - Roberto Saguatti, Nuova Uscita

Buongiorno a tutti!
Oggi, per restare in tema con la mia recensione di ieri, vi segnalo l'uscita del secondo, e ultimo, volume che andrà a comporre la saga di Stoneland:


Il signore della Morte

Stoneland Vol. 2

di Roberto Saguatti



Per chi volesse saperne di più sulla serie e sul primo libro può dare un'occhiata alla mia recensione: Stoneland, i signori del vento e del fuoco

Sinossi del nuovo volume:

La rivolta del Duras ha sconvolto nel profondo gli equilibri politici delle Stonelands: Il Quo Listra spaccato in più fazioni da una guerra fratricida troverà una sanguinosa risoluzione alle sue lotte intestine. Gerrit impegnato nel suo percorso di ricerca delle pietre del potere si spingerà sull’isola di Mur ma, purtroppo, nulla andrà come previsto e il ragazzo ne uscirà segnato nel profondo dell’animo. Val dovrà regolare i conti con il proprio passato prima di recarsi ad Ismat per iniziare una nuova vita. Quando, dopo tanti anni, tutti gli amici si ritroveranno nuovamente assieme la guerra tornerà prepotente a reclamare il suo tributo ma un pericolo ancora maggiore minaccerà la vita di tutti gli abitanti. Solo una persona potrà tentare di fermare tale minaccia ma a che prezzo?

giovedì 27 aprile 2017

I signori del vento e del fuoco - Roberto Saguatti

Buongiorno a tutti e bentrovati!
Oggi vi parlerò di un libro che ho finito da poco:


I signori del vento e del fuoco 

della saga di Stoneland

di Roberto Saguatti




Questo è il primo libro fantasy di un autore italiano: Roberto Saguatti. 

Direi che, prima di fare un excursus sulla trama e sui personaggi, in questo caso sia utile spiegare l'ambientazione del romanzo.
Questo perché ci sono alcune caratteristiche salienti senza cui non riuscirei a spiegarvi nulla.
Partiamo dal presupposto che questo è un mondo magico dove la magia è propria di quasi tutti gli esseri umani.
Questi, per passare alla maggiore età, si devono sottoporre ad alcune prove per poter conquistare delle pietre dai poteri elementali.
Le pietre esistono di: Fuoco, Acqua, Terra, Vento e Luce, e in base alla loro grandezza una persona può ricavare più o meno potere da esse.
E' possibile, sforzando troppo il proprio potere, morire utilizzandole. Per questo tutti devono imparare a gestirle. Quelli che arriveranno a possedere una pietra di grosse dimensioni verranno successivamente istruiti dai Maestri, possessori di 3 pietre, o verranno affidati a scuole speciali per l'utilizzo della propria pietra. A esempio per le pietre di Terra ci sono le scuole dei Guaritori. 
I Maestri che ho ora nominato sono delle figure, stabili o erranti, sagge, che possiedono 3 pietre.
I Grandi Maestri ne possiedono 4. 
Infine gli Eccelsi possiedono tutte e 5 le pietre. 
I Maestri sono obbligati a prendere degli allievi con sé, l'apprendistato dura un anno e può essere esteso per un altro anno.
Questo serve a passare conoscenze e a mettere alla prova gli allievi. Solo i più meritevoli arriveranno a diventare Eccelsi, figure quasi leggendarie che, si dice, non soffrano di alcuna avidità umana e anzi siano i saggi su cui tutte le nazioni fanno affidamento in caso di bisogno.

Con questo sfondo abbiamo due personaggi principali: Val Lamce, quartogenito del Conte  di Rehit e Gerrit Rabe, figlio di un mercante. 
I due abitano in zone diverse del continente e ciò li porta incontro a due diverse prove, Gerrit otterrà infatti una pietra del Fuoco di notevoli dimensioni, sprigionando un potere mai visto prima, per cui verrà affidato a Maestro Darius per l'addestramento, mentre Val otterrà una grossa pietra del vento e, per alcuni fattori fortuiti, verrà preso dai Lorgo Viola, un'associazione di spie e combattenti micidiali. 
Il libro narra del viaggio dei due e delle persone che incontreranno sul loro cammino fino a incontrarsi e conoscersi a Fawaz, capitale del regno di Duras, dove entrambi affronteranno la prova della pietra di Terra.
Il bello di questo libro è proprio questo: non c'è una missione da compiere per cui i due fanno cose prestabilite bensì abbiamo un insieme di avvenimenti che si susseguono senza sosta incalzati dalle vicende e dalle situazioni.
Gerrit è in viaggio con il Maestro per il suo apprendistato mentre Val è in missione per i Lorgo. Non c'è niente di più e niente di meno.
Ma su questo sfondo ci sono molte altre trame.
Un regno e un generale che combatte per la libertà di un popolo dalla tirannia di un Re ingiusto. 
Un fratello maggiore che cerca di ostacolare il minore, anche arrivando a tentare la carta dell'assassinio.

I nostri protagonisti incontreranno vari personaggi amici, amori impossibili e molto altro nella loro avventura.


Stile

Parto da una cosa lievemente negativa: eccessivo scarico di informazioni all'inizio del libro. Va bene, come avrete capito anche voi, il mondo è particolare e qualcosa in più sulle pietre lo dobbiamo sapere... 
Ma ci sono troppe informazioni in troppo poco spazio. E nella maggior parte dei casi spiegate con lo stesso sistema: un maestro che insegna. 
Inoltre c'è un capitolo unico che non mi è piaciuto moltissimo. Il primo di Gerrit dove spiega una sua abilità speciale che lo aiuterà in seguito più volte nelle sue avventure. Il modo i cui la spiega è divertente e ti lascia anche col fiato sospeso ma il capitolo serve solo a questo e, sinceramente, sarebbe stato meglio che lo scrittore lo inserisse in altri punti. 
Passando alle cose positive... lo stile è alquanto particolare.
Ci sono infatti davvero moltissimi capitoli di poche pagine ciascuno con cambi continui e repentini di punti di vista.
La brevità dei capitoli e i cambi continui portano il lettore a divorare e continuare a voltare pagine al libro: la volontà di continuare a leggere è troppo grande e questo ti porta a completare il libro in poco tempo.
Io ero lì che mi dicevo: "Ancora un capitolo..." però finito quello guardando quello dopo reiteravo: "Ma dai sono solo due pagine, ne leggo un altro!" e questo mi ha portato a divorarlo molto velocemente.
Cosa ottima visto che in verità sono in mezzo a esami e in più ho mille altre cose a cui pensare. Bravo! 

Conclusione

Un libro piacevole, una lettura scorrevole alla portata di tutti. 
Molti refusi nel testo, cosa che segnalerò direttamente all'autore, ma ci si può passare abbastanza sopra. 
Mi sento di consigliarlo?
Sì, mi è piaciuto =) 
Spero che questa recensione vi sia utile per decidervi sulla prossima lettura, potete trovare ulteriori recensioni a questo link (amazon): Stoneland. I signori del vento e del fuoco

A presto

Aratak








Messico e nuvole - Commedia a Milano

“Messico e nuvole”:
piove a dirotto sui sogni di due giovani disperati.




Ancora Napoli, ancora risate a crepapelle al Martinitt. Un’altra irresistibile commedia partenopea, con tutta la verve tragicomica di Antonio Grosso che fotografa con spietata lucidità l’intrecciarsi pericoloso di vite allo sbaraglio. In una città accesa dalla vittoria dello scudetto nel 1990, si spengono per sempre i sogni di molti.
Sullo sfondo, le facili seduzioni, le minacce e i ricatti del narcotraffico.


In scena dal 27 aprile al 14 maggio.

mercoledì 26 aprile 2017

La vita è un tiro da tre punti - Marco Dolcinelli - Nuova Uscita

Buongiorno a tutti!
Oggi vi segnalo un nuovo libro targato Nativi Digitali Edizioni:


La vita è un tiro da tre punti

di Marco Dolcinelli


Sinossi:


Ogni compagnia di amici ha un posto speciale, un punto di riferimento dove incontrarsi, un luogo dove dimenticarsi dei problemi quotidiani.
Per Alberto, Federico e Orlando, questo posto è il campetto da basket del paese, dove si ritrovano con gli amici per praticare il loro sport preferito. Lo stesso però vale per un'altra compagnia di ragazzi, ben più bravi a pallacanestro, soprannominati "Le Bestie" per la loro antipatia e arroganza. Complice una diatriba amorosa, la rivalità tra i due gruppi cresce sempre più, fino a rendere necessaria una sfida, ovviamente a basket, per decidere chi potrà rivendicare il controllo del campetto. I tre amici non si immaginano però che la posta in palio si rivelerà molto più grande, portandoli a mettere in discussione se stessi e la loro amicizia.
Con "La vita è un tiro da tre punti", Marco Dolcinelli non si limita a raccontare la vita di un gruppo di ventenni tra amicizie, amori, delusioni e speranze, ma riesce a portare il lettore in mezzo a loro, al tavolo di un pub, in sala studio e, soprattutto, nel luogo dove si manifesta tutta la passione degli amici per il basket: il campetto.

martedì 25 aprile 2017

Mastica amaro e sputa dolce - Guerra e resistenza a Pregnana Milanese

Buongiorno!
Oggi per la Festa della Liberazione voglio parlare brevemente di uno spettacolo teatrale a cui ho assistito domenica 23.


Mastica amaro e sputa dolce

Guerra e resistenza a Pregnana Milanese




Di: Stefania Vianello
Con: Giorgia Annacarata, Michele Barbella, Andrea Baroni, Angelo Cavalli, Marco Covelli, Roberta Covelli, Stefano Cislaghi, Agnese Gallo, Lisa Gorgone, Erica Maestri, Maie, Fabio Marani, Alido Ricchi, Cristina Vianello, Giuseppe Vittori, Anna Zenaboni, I Bruchi della Mela Marcia.

“Mastica amaro e sputa dolce” : uno spettacolo che nasce dal desiderio di fare memoria e di riunire una comunità intorno alle proprie radici, per raccontare a chi non l’ha vissuta la realtà della vita sotto la dittatura fascista. Una realtà fatta di momenti di vita quotidiana, ma anche di diritti negati ed esperienze disumane.
Per costruire questo spettacolo ci siamo rivolti ai testimoni ancora viventi, che ringraziamo di cuore per le parole, le emozioni e le lacrime che ci hanno donato, e al testo “Di corte in corte. La pensaniga di Pregnana.”
Lo spettacolo è frutto di una collaborazione tra ANPI sez. Pierino Colombo di Pregnana Milanese, Teatro dell’Armadillo e Comune di Pregnana Milanese.

lunedì 24 aprile 2017

Le creature di J.R.R. Tolkien: Aquile e Draghi

Le creature di J.R.R. Tolkien 

Nuove realtà e antiche tradizioni

Ben ritrovati a tutti! Scusate l’assenza lunedì scorso ma è come se, inconsciamente, avessi voluto ritardare questo momento, questo sarà l’ultimo articolo sulle creature del grande Scrittore. 

Iniziamo con un paio di citazioni: 
“Anche questo si verificherà per volere di Ilúvatar e, prima che i Figli si destino, si libreranno con ali simili al vento le Aquile dei Signori dell’Occidente.” 
“Tra i monti le aquile abiteranno e udiranno le voci di coloro che ci invocano.” 
Le Grandi Aquile vennero create durante la Prima Era e furono tra le prime creature a popolare il mondo di Arda, queste nacquero per merito di due grandi Valar, il Signore dell’Aria, Manwë, e la Signora della Terra, Yavanna.
Sono anche conosciute come i Testimoni di Manwë cui sempre restarono legate e cui recavano notizie di molto di ciò che accadeva in quei giorni.


Le Grandi Aquile

Resoconto da Tempo di Libri

Buongiorno a tutti!
Dopo una giornata di riflessione il vostro Aratak è qui per parlarvi di

Tempo di Libri



La manifestazione dedicata al libro di Milano.
Parto ricordando tutte le questioni sorte e tutt'ora in corso tra Torino e Milano.
A mio parere le questioni sono state inutili, sterili e si sarebbe dovuto procedere in diversa maniera.
Collaborando e riuscendo a gestire eventi duraturi e collocati durante tutto l'arco dell'anno, magari.
Voglio dire, inoltre, a tutti quelli che: "Milano non ha una fiera del libro e non è giusto!", che magari non ne aveva una di questo tipo ma che tra bookcity, la Fiera del libro usato indetta da Maremagnum, il Bookpride, Stranimondi e molte altre iniziative dedicate al libro non è che ne avesse proprio bisogno.
E chi sostiene il contrario vuol dire che: 1 sa poco degli eventi culturali in questa città; 2 sono poco sponsorizzati.
Ma scusatemi, non sono qui solo a far polemica su di loro, bensì per parlare della fiera. 
Parto dicendo che le mie esperienze passate si sono soffermate alle fiere sopra riportate di Milano, tutte impostate in modo simile, stand di editori o negozi, con eventi e presentazioni di autori. A Torino conto di andare quest'anno per la prima volta quindi non posso fare un confronto tra le due, per il momento, ma non vi preoccupate, lo farò e sarò oggettivo con entrambe. 

sabato 22 aprile 2017

Steambros Investigations: L'Armonia dell'Imperfetto - Alastor Maverick e L. A. Mely

Buongiorno!
Sul gruppo Lettori e Scrittori Fantasy ho il piacere di gestire la giornata autore dedicata ad Alastor Maverick e L. A. Mely e, ovviamente, al loro libro, che probabilmente avrete già sentito.
Stiamo parlando di un steampunk breve, primo di una trilogia e ricco di citazioni tratte da fatti e personaggi della Londra industrializzata. Seguitemi in questa nuova avventura!


Londra, epoca vittoriana. I fumi delle grandi industrie fanno da sfondo a questa storia, assieme ai primi omicidi di Jack lo Squartatore. La polizia ufficiale è sempre più avvezza a chiudere i casi in fretta e furia, incurante del dolore che ogni vittima lascia dietro di sé. Due giovani ragazzi, segnati anch'essi da questo dolore, decidono di aprire un'agenzia investigativa parallela a quelle ufficiali: Melinda e Nicholas Hoyt sono determinati a porre fine alla serie di ingiustizie perpetrate dalla polizia, rappresentata nel romanzo dall'isterico capitano Morris.
Due assassinii, che Morris vorrebbe subito archiviare come suicidi, porteranno i fratelli Hoyt a dimostrare ancora una volta il loro valore svelando dei colpevoli insospettabili, ma li condurranno anche a fare i conti con il loro doloroso passato.

venerdì 21 aprile 2017

Daniela Ippoliti - Il giardino di Mattia

Buona sera cari lettori oggi vi segnalo l'uscita del romanzo Il giardino di Mattia di

Daniela Ippoliti

Autrice: Daniela Ippoliti
Titolo: Il giardino di Mattia
Editore: Bibliotheka Edizioni
Anno: 2017
Genere: Narrativa
Prezzo libro: € 11,00
Nº pagine: 160
Trama

Mattia è un ragazzo di diciannove anni come tanti, con una vita normale, degli amici normali ed una famiglia altrettanto normale, fino a quando tutto tragicamente si interrompe per sempre perché Mattia muore in un incidente stradale con il suo scooter. Per cercare di sopportare il dolore per la perdita del loro amico e nel tentativo di trasformare un posto dove è arrivata la morte in un luogo dove poter ritrovare un po’ di vita e di allegria, gli amici di Mattia decidono di creare un piccolo ma attrezzato giardino nella piazza dove il ragazzo ha avuto l'incidente mortale. Andando a scomodare la teoria sociologica sui ‘sei gradi di separazione’, il libro racconta di come l'esistenza di ognuno di noi sia spesso legata, tramite un filo invisibile, all'esistenza di un altro individuo e come l'aiuto che ci serve possa giungere da ogni direzione, anche la più impensabile.

lunedì 17 aprile 2017

Intervista a Carmine Madeo

Buongiorno a tutti!
Oggi sono qui con voi assieme a Carmine Madeo, autore del libro L’ultimo rigore, dove parla di criminalità organizzata e di Calabria.
Ciao Carmine e benvenuto! Innanzitutto ti vorrei chiedere di presentarti.
  • Ciao Luca! Non sono molto bravo nelle presentazioni. In questo contesto mi piace definirmi come un lettore accanito di Stephen King, un appassionato di fenomeni criminologici quali il terrorismo e la criminalità organizzata. Vivo e lavoro a Milano e sono un ispettore della Guardia di Finanza.
Grazie, direi di partire subito con una domanda che mi sta a cuore. Perché questo libro? Cosa ti ha portato a scriverlo?
  • Era da tempo che volevo scrivere qualcosa. Sono innumerevoli le volte in cui ci provavo e poi smettevo dopo pochi giorni. Alla fine è diventata una sfida personale: volevo a tutti i costi raccontare le mie emozioni. Sentivo che creare una storia era qualcosa di magico. Lo scrittore, come Dio, crea un mondo e dei personaggi, ha un potere immenso su questi ultimi (soprattutto può decidere se ucciderli o farli vivere, farli innamorare, farli soffrire ecc…) e sullo svolgimento dei fatti che formano la storia. Volevo provare queste sensazioni. E per farlo ho provato a scrivere con estrema sincerità ciò che sentivo. Ho voluto scrivere per me, principalmente. È stato bello. Se, poi, la mia storia può lasciare qualcosa anche agli altri, ne sarei immensamente felice.

Una chiacchierata con Manuela sull'editoria

Buongiorno a tutti e buona Pasquetta!
Spero che la vostra Pasqua sia stata bella come la mia! =D 

Oggi abbiamo con noi Manuela D., alias Yvaine, studentessa di Lettere Moderne e da sempre appassionata di lettura.
Gestisce i blog: SEMEPI e Il Pozzo dei Sussurri

Direi di iniziare l’intervista chiedendoti un paio di cose su di te.
Innanzitutto ho dimenticato qualcosa o vuoi aggiungere altro? 

  • Partiamo dalle cose fondamentali: amo i gatti, i dolci e il tè al caramello. Mi dedico principalmente alla lettura, alla scrittura, al blog, a sognare l’Irlanda e a guardare drama coreani. Se avanza tempo studio.


Da cosa è nata la tua passione per la lettura?

  • La mia passione per la lettura è nata grazie a mia sorella, di cinque anni più grande, con la prima storia che scrisse per me. Fino a quel momento preferivo di gran lunga giocare, trovavo i libri noiosi e poco allettanti. Mia sorella però è riuscita a farmi vedere l’aspetto divertente, ha cominciato a leggermi libri, a scrivere storie, a coinvolgermi con disegni. Per questo non la ringrazierò mai abbastanza.

sabato 15 aprile 2017

L'ultimo rigore - Carmine Madeo

Buongiorno a tutti!
Oggi vi voglio parlare di un libro particolare e, mi raccomando, se siete di Milano e dintorni non mancate il 22 Aprile ad Arese, presso la Libreria dietro l'angolo perché ci sarà l'autore che lo presenta! =D
Il libro è:


L'ultimo rigore 

di Carmine Madeo




A dispetto di titolo e copertina però il calcio non è la storia principale del libro ma costituisce solo un'indicazione riguardo al periodo in cui è ambientato il libro, ovvero nell'estate del 1994 durante i mondiali mentre è ambientato in un caratteristico, e inventato, paesino della Calabria: Saba Marina.
La vicenda verte attorno a un gruppo di ragazzi di Saba Marina e della loro estate.
Sono da poco entrati nell'età adulta e incominciano a rapportarsi sia col mondo del lavoro, sia col mondo calabrese fatto, nei paesini piccoli come il loro ancor di più, di mentalità vecchie, difficili da cambiare.
"Se l'è meritato, la colpa non è mia, è sua! Se mi avesse stirato la camicia, come dovrebbe fare una donna, questo non sarebbe successo... se fosse andata a prendere la legna, il fuoco non sarebbe morto e la casa non sarebbe umida e questo non sarebbe successo..." 
e non si ferma però ai modi di fare ma anche a tutto il concentrato malavitoso che può nascere e prendere piede in paesini di questo tipo: 
"Sebbene quel ristorante apparisse quale sinonimo di stile ed eleganza, tutti immaginavano, ma nessuno sapeva, il marcio che si nascondeva dietro alla sua costruzione. L'area in cui sorgeva non era edificabile perché troppo vicina al mare, ma alla fine quando il progetto era stato presentato dalla ditta che aveva ricevuto la commessa, esso aveva ottenuto la concessione da parte dell'Ufficio Tecnico del Comune. Tutti immaginavano, ma nessuno sapeva, che Don Alfredo avesse elargito delle "donazioni spontanee" al Sindaco e a chi era preposto alla valutazione della cosa. Allo stesso modo tutti immaginavano, ma nessuno sapeva, che il finanziamento del progetto era stato possibile grazie ai proventi che Don Alfredo ricavava dai suoi affari con Don Angelo Belmonte."

Due ore di ritardo - Roberto Capocristi

Buongiorno a tutti lettori!
Oggi ospitiamo Roberto Capocristi, che ha già pubblicato sul nostro blog il racconto La Scelta e il racconto Ispirazione
Ricordo che pubblichiamo per condividere volentieri i racconti di tutti, vi lascio alle parole di Roberto.



Due ore di ritardo - Horror ferroviario

di Roberto Capocristi



1

Dieci centimetri.
Era la misura della quale i suoi piedi sporgevano sul vuoto, oltre al limite fisico della banchina ferroviaria. Non tutti ci sarebbero riusciti, non con un numero di scarpe inferiore al quarantasei e senza quella noia dell’attesa, che ormai aveva avuto la precedenza sulla buona creanza.
Il ritardo era stato annunciato un paio d’ore prima, quando ancora la stazione era animata da un gruppetto di pendolari.  All’inizio erano tutti speranzosi di rientrare a casa propria nei cinquantasette minuti netti che l’orario declamava in bella vista, appeso dietro a un cimitero di mosche sui muri lerci della sala d’aspetto. Inizialmente l’altoparlante aveva gracchiato qualcosa che somigliava a venti minuti. L’aveva fatto mentendo, e confidando nella consapevolezza che la voce della menzogna arrivava dalla stazione terminale, più o meno trenta chilometri prima di quella stamberga sputata nella strettoia fra due montagne. 
Dopo la prima ora e mezza di ritardo i pendolari se ne erano andati tutti, chi recuperato da un parente messo in allerta da una telefonata, chi spinto a riempire l’utilitaria di qualche benefattore. Gli ultimi tre rimasti in stazione, un signore sui settanta con una tosse sospetta, una ragazzina di ritorno da una ripetizione di matematica e un contabile con al seguito una valigia piena di cattive notizie, avevano concordato di chiamare un taxi. Era arrivato dopo circa un quarto d’ora, e lui non aveva mai fatto parte delle trattative.
Adesso era  rimasto a fare compagnia ai pali della luce con il suo campionario da rappresentante di vernici.  Al quarto passaggio del capostazione non chiese più notizie. 
L’aveva fatto e rifatto, ed ogni volta si era sentito rispondere che il treno era stato fermato a monte da un incidente. La prima versione parlava di un pensionato,  investito mentre tentava di attraversare il passaggio livello chiuso con una bicicletta sgangherata al seguito. La seconda rettificava la cosa, attribuendo la responsabilità ad una mucca sfuggita al pastore e rimasta impigliata nelle traversine e la terza, e probabilmente definitiva, diceva di un cinghiale, che era finito sotto le ruote danneggiando in qualche modo un ceppo dei freni.
La quinta volta il capostazione si fermò una decina di metri prima, proprio sotto al cartello della fermata e al cospetto dell’altra viaggiatrice, una signora arrivata all’ultimo momento, minuta e vestita di un completino color lilla che sembrava impacchettarla come una caramella. Quando su quel volto vide un timido sorriso, accompagnato come da un respiro di sollievo, capì che forse la sua attesa era finita. Notò il ferroviere che indicava qualcosa in direzione dell’imboccatura della galleria e vide, nel buio più buio del tunnel, che due fari accesi erano fermi, e che presto avrebbero annusato l’aria aperta di quel pomeriggio che ormai aveva virato nella notte più nera. 
«Eccolo.» Gli disse, sbuffando vapore dalla bocca e venendogli incontro con un rumore di suole  sul selciato. Aveva una busta di pelle sotto al braccio e l’aria di volersene andare a casa quanto prima, per sedersi davanti ad una pastasciutta e strafogarsi fino  a svenire. «Cinque minuti e dovrebbe sbucare.»
«Ah, ecco! Cinque minuti. Voi e le vostre ferrovie del dopoguerra, costruite con i soldi pubblici sui terreni dei privati e adesso date in pasto agli speculatori. Voi con i vostri treni ad alta velocità, le vostre stazioni di vetro e la vostra pubblicità del cazzo! Treni rossi, treni verdi, treni gialli! Cercate piuttosto di portare a casa i pendolari ad un’ora decente!» Avrebbe voluto dire, ma tacque. 
Pensò a sua madre, che lo attendeva a casa con la cena messa scaldare a bagnomaria. Pensò a quel cliente del pomeriggio, che era sembrato interessato alla sua vernice super traspirante, indelebile e purificante, una cosa che lui aveva presentato al negozio dopo avere sistemato tutto il campionario sulla scrivania ingombra. Pensò che in fondo era bene tacere e tacque. 
Fece segno di sì con la testa e si scolpì in faccia il più tremulo dei sorrisi.

venerdì 14 aprile 2017

Pietro Ratto - L'Honda Anomala - Nuova Uscita

Cari lettori oggi vi segnalo l'uscita del libro-inchiesta sul caso Moro, un saggio di

Pietro Ratto

Autore: Pietro Ratto
Titolo: L'Honda anomala
Editore: Bibliotheka Edizioni
Anno: 2017
Genere: Saggio
Prezzo libro: € 11,00
Nº pagine: 96

Trama

Dicembre 2010, Questura di Torino.
Un ispettore della Digos scopre, tra i documenti in possesso del suo sovrintendente, una lettera anonima mai vista prima. Poche righe su un foglietto che alludono a responsabilità quanto meno scomode, e che delineano scenari davvero inquietanti, relativamente alla Strage di via Fani.
L’ispettore Rossi decide di vederci chiaro e di cominciare a indagare, senza lasciarsi spaventare dalle prevedibili difficoltà che lo attendono. Riportando così sotto i riflettori una pista troppo spesso lasciata in ombra da Procure, Commissioni parlamentari e mass media. E regalando al lettore una nuova occasione per riflettere sugli innumerevoli retroscena di quella tragica mattina del 16 marzo 1978.
Un saggio “raccontato”, che si legge tutto d’un fiato e che intreccia le avventurose fasi dell’indagine dell’ispettore, con l’accattivante rassegna di alcuni dei molti fatti e dei moltissimi dubbi, relativi all'agguato Moro.

La Morte Velata - Capitolo 4 - Valentino Eugeni

Bentrovati lettori!
Eccoci al nuovo capitolo del Romanzo a Puntate di Valentino Eugeni, vi lascio il link al Capitolo 1 se qualcuno non lo avesse letto.
E vi lascio il link alla pagina dell'autore: Valentino Eugeni
La Morte Velata, Capitolo 4

[Parole indistinte, fruscii]
Lo vedo sopra di me, sono in ginocchio. Lui è vestito di una tunica rossa, non so dove siamo.
"Ecco il Triplice Vaso, l'Atànor, il ventre in cui compiere l'Opera." Dice e mi guarda. "La saggezza degli antichi era andata perduta, amica mia, il vero significato del dragone che si morde la coda è stato confuso con reagenti chimici e parole vuote."
Guardo verso destra, c'è una giovane donna bionda vestita di bianco, anche lei è in ginocchio, ha sul petto una specie di ferita sanguinante, vedo un pavimento bianco e nero. Lui le si avvicina e le pone le mani sulle spalle.
"La Grande Opera, la pietra filosofale come dicono gli idioti, si può compiere, si può realizzare in questo mondo, ma non è un oggetto, è molto di più. La trasmutazione è interiore, è potere."
[Parole indistinte, acute, lingua sconosciuta]
***
"0.00"
Sandro Verri sbuffa, impreca, bestemmia tra i denti. Dà due colpi alla delicatissima console del rilevatore aurale come si fa con un televisore sgangherato. Poi si costringe alla calma, vorrebbe spaccarla a calci, ma poi gliela metterebbero in conto e costa un sacco di soldi.
Ha già ricalibrato il dispositivo tre volte, eseguito il self test due, e tutta la diagnostica fornisce parametri nominali. In pratica tutto sta funzionando bene tranne per il piccolo dettaglio che le letture degli spettri sono tutte a zero.
Zero!
Lo zero non ha senso! Vorrebbe gridarlo dalla finestra, terrorizzare le signore che stendono i panni e gridare a Dio, se poi un dio c'è davvero, che aveva sbagliato tutto, che le sue regole fanno schifo.
L'aura delle creature viventi è un'energia complessa e policroma, perennemente in movimento. Pervade l'intero pianeta e, per quanto se ne sa, l'intero universo. Non vi è luogo nel mondo in cui le letture dell'aura non diano un qualche valore su qualche frequenza. Perfino nel deserto più sperduto, i maledetti cespugli rinsecchiti emettono un picco a 4.37! Il più schifoso degli insetti, da spiaccicare con una ciabatta, impregna l'ambiente con la sua lurida esistenza e lascia una traccia tra 10.23 e 14.25.
Possibile che in quel buco non ci sia una qualche traccia di aura? Uno scarafaggio? Un ragnetto passato di lì per caso e finito nell'aspirapolvere?
Petra rientra nella stanza dopo aver fatto rapporto al commissario; Gregori non ha detto niente, non ha commentato, ha solo indetto una riunione per il tardo pomeriggio, eppure lei si sente in difetto. Torna nella stanza con l'aria da cane bastonato, cerca una gomma nella borsetta di pelle, ma le ha finite e non osa chiederle a Verri che è infuriato a girare manopole e cliccare display. Non ha mai fallito un contatto con un cadavere così recente e, anche nelle situazioni più difficili, ha sempre ricevuto un'immagine, un messaggio, un segno. E' quello che sa fare meglio. Ora che anche il suo collega è in difficoltà si sente un po' sollevata. Distrattamente si avvicina alle spalle di Sandro per sbirciare il display. La cosa le riesce particolarmente semplice: non solo per l'altezza ma perché nessuno la nota, di solito, nessuno la vede. Nota le spalle dell'uomo irrigidirsi, si muove per toccarle, per massaggiarlo ma non sa come potrebbe reagire, si ferma a mezz'aria e poi, lentamente, lascia ricadere le braccia lungo i fianchi.
"Novità?" chiede.
"No."
"Non è che magari si è rotto?"
"No."
"Scusa."
Sandro fa un gesto vago con la mano. "Tanto vale sbaraccare tutto e prendersi un cazziatone da Gregori. Anche se non so davvero che cosa c'è che non va!"
"Forse non è così strano."
"Che vuoi dire?" Sandro si volta per guardarla negli occhi. Le pupille di lei si dilatano.
"Io non ho sentito nulla. I tuoi strumenti non rilevano le tracce aurali che dovrebbero normalmente esserci. Questa stanza è perfettamente in ordine e il morto sembra morto... e basta. Però il tutto comincia ad avere una sua coerenza."
Sandro annuisce.
"Il commissario ha indetto una riunione nel pomeriggio."
"Cristo!"
"Problemi?"
"Eh?" Sandro ha già la testa da un'altra parte. "No, niente. Un impegno."
"Mi spiace."
"Andiamocene su. Aiutami a smontare."
"Mirella?"
Verri non si volta. Sta staccando i cavi da dietro la console, uno per uno, e accelera, tira con forza. Petra ha parlato d'istinto, e se ne pente. Vorrebbe dire qualcosa ma l'uomo è troppo distante, troppo chiuso, quasi riesce a sentire il muro, il cilindro d'acciaio che ha eretto intorno a sé. Si allontana per aiutarlo a chiudere le antenne Soren quando si ferma di colpo: il baratro è sotto di lei, intorno a lei, è talmente profondo da uscire dalla comprensione. Vortica, è caldo e riluce come uno smeraldo sotto il sole, e la sta chiamando. Immobile, senza respirare: il più piccolo movimento può farle perdere l'equilibrio, può farla precipitare nel nulla infinito e insensato. Prende timidamente fiato, si convince che è solo un'illusione, cerca di fare un passo avanti ma c'è qualcuno e il suo cuore si ferma. C'è qualcosa che la sta osservando dal vuoto e ode un suono, forse un canto, un'unica nota.
"Non è che questa zona è nei pressi di una Ley line?" Sandro butta i cavi nella valigia e la chiude col piede. "Che ne pensi? A Torino passa la direttrice Irlandese, la linea di San Michele, hai presente? Dopo vediamo quello che dice Gregori, dovrebbe avere le mappe aggiornate. Oppure vediamo su internet."
"Petra?" La chiama senza guardarla, sta sbloccando i fermi del generatore. "Mi vuoi rispondere? Che ne dici di un'analisi locazionale?"
La donna sta tremando, fissa in direzione della finestra.
Sandro si avvicina con un balzo, si frappone tra lei e i palazzi grigi, tra lei e la pioggia.
Petra tiene le lunghe braccia lungo i fianchi, i pugni stretti e sbiancati, il volto di un rosso porpora, le labbra tra i denti: si morde a sangue.
"Petra! Cazzo..."
Sandro cerca di aprirle la bocca ma non ci riesce, la mascella di lei è serrata al limite dell'umano. Sente i denti scricchiolare, vede la pelle lacerarsi. Le braccia sono due tralicci di ferro, la schiena un blocco di pietra. Cerca di farla stendere ma non ci riesce. Petra continua a tremare, pare che il suo corpo vibri tutto, in blocco, come un terremoto.
Sandro impreca, afferra il cellulare: "Pronto? Sono Verri. Un'ambulanza in via Colombo. Presto! Ho un agente a terra."
Butta il telefono sul piano della cucina, cerca di avvicinarla al divano per farla stendere, ma è come spostare un tronco d'albero. Una bava biancastra le cola dalla bocca, il sangue le ha macchiato il collo e il maglione rosa, le mani diventano bluastre.
Continua a chiamarla: "Petra? Petra! Mi senti? Rispondimi. Aiuto!"
L'agente alla porta entra incespicando, non fa in tempo ad aprir bocca che uno scoppio improvviso gela loro il sangue: il rubinetto esplode, i tubi dello scarico scoppiano. Pezzi di metallo e gocce d'acqua in ogni direzione, come una bomba. L'agente si è abbassato prontamente, si alza, passa in mezzo alle antenne ancora aperte e si ferma, a mezz'aria, come se avesse urtato una parete trasparente. Le braccia e le gambe assumono angoli innaturali, qualcosa lo sta accartocciando, il rumore è orrendo e Petra emette un suono acuto, non è la sua voce, non è la voce di niente di umano. Spalanca la bocca, la mascella si disloca, le sue labbra rosee si stendono fino a divenire sottili e bianche.
Le antenne del rilevatore aurale si accendono all'unisono. I led rossi alla sommità si illuminano repentinamente. Il lampadario si accende e si spegne impazzito. Il sibilo acuto del generatore va in battimento con il grido di Petra. E' un canto proibito, una melodia dimenticata, una sapienza blasfema la cui conoscenza è punita con la morte. Verri si porta le mani alle orecchie, sente lo stomaco rivoltarsi, viene investito da un calore bruciante. Ora anche l'agente maciullato è sospeso in aria con la bocca spalancata, il cadavere si solleva, come appeso all'aria e con la bocca spalancata emette un suono acuto. Petra si solleva da terra, Sandro si allunga per cercare di trattenerla ma il suono gli fa male alle orecchie, alla testa, all'anima e non riesce a tenere gli occhi aperti.
Poi tutto si calma all'improvviso.
Il cadavere piomba dinoccolato a terra con un tonfo. L'agente è già morto quando le sue ossa toccano terra. C'è sangue ovunque, e liquidi fetidi che impregnano i vestiti della vittima. Petra cade rigida all'indietro. Per pura fortuna non si spezza il collo sul bracciolo del divano, sbatte la nuca sul pavimento con un suono di palla da bowling. Sandro si accascia ha ancora nelle orecchie il suono, l'orrendo suono del vuoto. Si porta il gomito alla bocca per non vomitare e si avvicina a Petra strisciando.
"Petra. Petra per l'amor di Dio, mi senti?"
Si asciuga il sudore freddo dalla fronte, cerca di respirare profondamente per riprendere la calma. Petra sta prendendo colore. Ha ancora gli occhi rivoltati ma ha smesso di lacerarsi le labbra. I denti sono rigati di sangue, inizia a respirare senza ritmo, tossisce sangue e bava, piange. Sandro la stringe a sé, le stringe le mani. Sono fredde, le lunghe dita affusolate solo gelide e ancora rigide, scattano spasmodiche come un cane investito.
Sandro la abbraccia, appoggia il mento sulla sua spalla ma Petra inizia a scalciare, apre la bocca, non riesce a parlare. Solleva la mano destra e cerca di indicare qualcosa, batte sulla schiena di Sandro per attirare la sua attenzione, lui si gira di scatto e caccia un urlo.

Se volete seguire l'autore la pagina facebook è questa: Valentino Eugeni

Inoltre è presente un'intervista divisa in parti: Parte 1Parte 2Parte 3

Di magia e di vento - Silvia Casini

Buongiorno a tutti!
Oggi vi segnalo un romance storico uscito da poco!


Di magia e di vento

di Silvia Casini




Un romance storico dove realtà e finzione si intrecciano perfettamente per regalare al lettore
una storia mesmerica, enigmatica, magica.



Un mistero irrisolto avvolge la famiglia di Luna Ferri. Qualcosa di enigmatico e ribelle, proprio come i suoi lunghi capelli neri, che sanno di vento e libertà, e come Capitan Harlock, il suo gatto fidato. Sarà Ruben Dubois ad aiutarla a risolvere l’enigma, catapultandola nei segreti dell’antico culto dei benandanti. Tra colpi di scena, streghe e viaggi a ritroso nel tempo, Luna troverà l’amore e soprattutto le sue radici, diventando custode di una tradizione mai dimenticata. Un ricettario, un saggio, una chiave esoterica, e infine un romanzo. Dove si respira magia pura.

lunedì 10 aprile 2017

Le creature di J.R.R. Tolkien: Tom Bombadil, Baccador e gli Alberi

Le creature di J.R.R. Tolkien 

Nuove realtà e antiche tradizioni

Buona giornata e benvenuti a voi, l’argomento di oggi parte da un personaggio molto simpatico ma al contempo abbastanza ambiguo, dato che Tolkien non ha mai fornito ulteriori spiegazioni intorno ad esso, e arriva ad analizzare altre tre creature dello Scrittore. 
“Il vecchio Bombadil era un tipo assai allegro;

stivali gialli aveva e la giacca color cielo,

cinture e brache in cuoio, colore verde prato;

sul cappello una piuma che a un cigno aveva strappato.

Viveva sotto il Colle, ove da fonte erbosa

scendeva il Sinuosalice alla valle boscosa.”
Molti sono coloro che si sono interrogati su questa figura e, a tanti interrogativi, non corrisponde alcun tipo di risposta certa, partendo dall'analisi del personaggio, abbiamo un “uomo” che vive nella Vecchia Foresta, sempre gioioso e le cui parlare unite a formare delle brevi filastrocche permettono di far tornare l’ordine delle cose quando nasce un problema. Egli vive nel suo angolo di mondo, che è felice e ridente, vive a stretto contatto con la natura quasi fosse egli stesso parte di questa, tanto che alcuni sono arrivati a sostenere che, Tom Bombadil, possa essere o un Maia delle aule di Yavanna oppure uno spirito silvano, in realtà nessuna delle due tesi ha mai avuto una conferma.


Tom Bombadil

domenica 9 aprile 2017

Intervista a Monica Giuffrida

Buongiorno a tutti!

Oggi con noi abbiamo Monica Giuffrida autrice de "Manuel a testa in giù" libro sul bullismo che ho recensito e che presenterò il 27 Maggio presso la Libreria dietro l'Angolo di Arese!

Benvenuta Monica, vuoi dirci qualcosa su di te?
  • Sono insegnante di italiano L2 e autrice di romanzi per bambini. Adoro scrivere e leggere.

Quanto è stato difficile il passo che ti ha portata da giornalista a scrittrice di libri per bambini?
  • La mia esperienza da giornalista si è conclusa parecchi anni fa e in realtà il passaggio da una cosa all'altra è stato molto facile. Difatti facevo già allora i miei primi esperimenti letterari, scrivendo racconti brevissimi, fiabe e piccole novelle.


 Pensi che la formazione giornalistica stia influenzando la tua produzione letteraria?
  • Diciamo che ho un taglio da giornalista anche nel mio modo di scrivere letteratura. Come dico nella presentazione del mio sito ( www.latartarugachelegge.jimdo.com) , le frasi troppo lunghe mi sgomentano sempre un poco. Preferisco pensieri brevi, diretti , che arrivano come frecce al lettore.

sabato 8 aprile 2017

Intervista a Valentino Eugeni, Parte Terza

Oggi parliamo di nuovo con Valentino Eugeni sul suo lavoro “La morte velata” che stiamo pubblicando qua.
Qui invece trovate la prima e la seconda parte dell’intervista.
Oggi mi vorrei soffermare sulla storia e sui personaggi.

Come costruisci e crei i tuoi personaggi? Sono più una parte di te o prendi più spunto da persone che conosci?


  • Sono un appassionato osservatore del genere umano. Quando posso mi siedo a guardare cosa fa la gente. Ultimamente sono stato seduto su un cubo di legno per quasi un’ora nel museo del palazzo Belloni di Bologna, a guardare cosa facevano i visitatori. Una signora si è anche spaventata vedendomi. Non so dirti se i personaggi nascano e poi io li caratterizzi con le persone che osservo oppure se sia il contrario. Forse entrambe le cose. Quando, poi, un personaggio prende forma inizio a immedesimarmi, a guardare con i suoi occhi per riuscire a portare su carta esattamente quello che il personaggio prova durante lo svolgimento degli eventi. Sono un romantico evidentemente e non ha senso raccontare qualcosa, a mio avviso, se non crea forte empatia nel lettore. L’unico modo che ho per essere certo di trasmettere il giusto messaggio è quello di provarlo sulla mia pelle. 


venerdì 7 aprile 2017

La Morte Velata - Capitolo 3 - Valentino Eugeni

Bentrovati lettori!
Eccoci al nuovo capitolo del Romanzo a Puntate di Valentino Eugeni, vi lascio il link al
 Capitolo 1 se qualcuno non lo avesse letto.E vi lascio il link alla pagina dell'autore: Valentino Eugeni
La Morte Velata, Capitolo 3

[Fruscii di fondo, ticchettare di orologio]
Si avvicina. Appoggia le mani sulle mie spalle per fissarmi negli occhi.
"Volete sapere cosa c'è scritto?" chiede. Io annuisco. Lui recita a memoria senza guardare la lapide sulla colonna dietro di lui.
"Qui, ove s'apre questo largo, sorgeva un tempo la bottega del barbiere Gian Giacomo Mora che, ordita con il commissario della pubblica sanità Guglielmo Piazza e con altri una cospirazione, mentre un'atroce pestilenza infuriava, cospargendo diversi lochi di letali unguenti molti condusse ad un'orrenda morte. Giudicati entrambi traditori della patria, il senato decretò che dall'alto di un carro prima fossero morsi con tenaglie roventi, mutilati della mano destra, spezzate l' ossa degli arti, intrecciati alla ruota, dopo sei ore sgozzati, bruciati e poi, perché di cotanto scellerati uomini nulla avanzasse, confiscati i beni, le ceneri disperse nel canale. Parimenti diede ordine che ad imperituro ricordo la fabbrica ove il misfatto fu tramato fosse rasa al suolo né mai più ricostruita; sulle macerie eretta una colonna da chiamare infame. Lungi adunque da qui, alla larga, probi cittadini, che un esecrando suolo non abbia a contaminarvi!
Addì I agosto 1630"
Io rispondo: "Più di cento anni sono trascorsi da allora, cosa ve ne cale? Perché mi avete condotta qui?"
E lui: "Cosa sono cento anni, o mille anni, mia cara, o tutti gli anni del Cielo per chi può vivere per sempre?"
Io rimango in silenzio.
[silenzio, fruscii, silenzio]