lunedì 13 marzo 2017

Le creature di J.R.R. Tolkien - Uomini

Le creature di J.R.R. Tolkien 


Nuove realtà e antiche tradizioni


Benvenuti a questo nuovo articolo cari lettori! 

Dopo i piccoli hobbit parliamo ora della Gente Alta, in altre parole di noi uomini secondo la visione tolkeniana.  Questi sono chiamati i Secondogeniti perché furono creati da Iluvatar in persona dopo gli Elfi e li chiamò Atani, il Secondo Popolo:
“Volle, dunque, che i cuori degli Uomini indagassero oltre il mondo e che in questo mai trovassero pace; ma che possedessero la virtù di dar forma alla propria vita, tra le potenze e i casi del mondo […]; e per opera loro ogni cosa sarebbe stata, nella forma e nell’atto, completata, e il mondo compiuto sino all'ultimo e al più minuscolo dettaglio.”  
Iluvatar nel creare questi secondi figli decise di fare loro un grande dono, quella della mortalità, grande perché mentre il Tempo si sarebbe consumato, le Potenze avrebbe continuato a vivere. L’altra grande differenza con gli elfi sta nel fatto che gli uomini sono molto più fragili, soggetti alle malattie e difficili nella guarigione di ferite molto serie, inoltre, mentre quando gli Elfi muoiono sono accolti nelle aule di Mendos, il destino degli uomini è sconosciuto.

Sappiamo che gli uomini si svegliarono nelle contrade di Hildórien, a oriente della Terra di Mezzo, ma, vedendo il sole sorgere a occidente, decisero di mettersi in cammino verso quella direzione. Da alcuni frammenti pervenutici, scopriamo che Iluvatar nel creare i suoi secondi figli, non li dotò della capacità di parlare, questa fu insegnata ai primi due dormienti risvegliati dal mago Túvo, Ermon ed Elmir. Possiamo inoltre leggere che:
“[…] all'alba degli anni, Elfi e Uomini erano alleati e si consideravano consanguinei, e vi era tra gli Uomini chi apprese la sapienza degli Eldar e divenne grande e valente tra i capitani dei Noldor.”
Ciò che causerà la scissione tra i due popoli sarà l’intervento di Melkor che, avvedutosi del risveglio degli Uomini, scese tra di loro per mezzo degli Úvanimor, mostri, giganti e orchi, tra cui spicca la figura di Fangli che, entrando nel mondo degli Uomini, li corromperà e li porterà alla divisione, da un lato coloro che raggiungeranno l’Occidente dall'altro chi resterà con Melkor. 

Per quanto riguarda gli uomini che giunsero in Occidente, parliamo di tre stirpi conosciuti genericamente come Edain, queste sono:

  la stirpe di Bëor il Vecchio che fu la prima a superare i Monti Azzurri e a stabilirsi nel Beleriand;

Uomo di Bëor
  gli Haladin che hanno una lingua differente rispetto alla stirpe precedente;

Uomo di Haladin
      ⇨  la stirpe di Marach con una lingua più simile a quella della prima stirpe ma più lenta negli spostamenti perché più numerosa ed unita;

Uomo di Marach
Queste tre stirpi sono quelle che avranno maggiori contatti con gli elfi tanto che alcuni degli Uomini andranno a vivere con gli Eldar diventando grandi e sapienti. Sappiamo che queste genti hanno una durata di vita maggiore degli altri uomini, Bëor il Vecchio morì a novantatré anni consunto dall'età e, la mortalità degli uomini, colpì molto gli Elfi: 
“[…] e gli Eldar meditarono a lungo sullo strano destino degli Uomini, poiché nelle loro dottrine non trovarono alcun riferimento a esso, e la sua finalità restava loro celata.” 
Dalla stirpe di Bëor il Vecchio discenderanno Elrond, il Mezz’Elfo capo di Gran Burrone, figlio di Elwing e Eärendil, e la stirpe dei Númenóreani nata con Eärendil e proseguita con Elros fratello di Elrond. 

Eärendil e Elwing
Elrond e Elros
Númenóreani, Re tra gli Uomini, sono quella parte degli Edain che decisero di partire dal Beleriand alla volta dell’Occidente e i Valar prepararono loro il cammino fino a raggiungere:
“[…] Andor, la Terra del Dono, rilucente in una bruma dorata. Allora scesero a riva e trovarono un paese bello e fecondo, e furono lieti. E lo chiamarono Elenna, vale a dire Verso la Stella; ma anche Anadûnê, cioè Ovesturia, e Númenórë in lingua Alto Eldarin.” 
Númenórë
 Gli Elfi Grigi li chiamarono Dúnedain, gli Edain dell’Ovest, erano caduchi ma più longevi perché vantavano una discendenza da un uomo, Beren, e un’elfa Luthien; essi non conoscevano le malattie e morivano di vecchiaia o in seguito a ferite incurabili. 


Dalla loro isola potevano vedere Erassёa, una delle terre degli immortali, i Númenóreani erano abili marinai, molti furono i loro viaggi per mare ma fu loro posto il Divieto di dirigersi verso Occidente. All'inizio vissero in pace e in armonia con gli elfi arrivando a creare un’unione con la comunità di Gil-Galad, ma lentamente il potere e la corruzione di Sauron si fecero sempre più forti fino a quando Tar-Calion il Dorato, tredicesimo re di Númenor, radunò le sue flotte e si diresse verso Occidente per raggiungere Valinor e l’immortalità:

“[…] i Valar deposero i propri poteri delegati e si appellarono a Dio, ricevendone il potere e il permesso di risolvere definitivamente la situazione. Il mondo antico venne allora distrutto e mutato. Nel mare fu aperta un voragine, e Tar-Calion e la sua armata ne vennero inghiottiti. La stessa Númenor, che si trovava sul ciglio del baratro, ci sprofondò e scomparve per sempre nell'abisso con tutta la sua gloria.” 
In seguito a quest’avvenimento le terre immortali non furono più visibili agli uomini e dei Númenóreani sopravvisse solo Elendil il Bello, capo dei Fedeli, i suoi figli Isildur e Anárion e la gente che era con loro; con la sua flotta Elendil riuscì a salvare se stesso e coloro che non si erano fatti corrompere da Sauron e sulla terra fondarono due regni Númenóreani: Arnor a nord e Gondor, vicino alle foci dell’Anduin. 

Elendil e i suoi figli
 Da questa storia possiamo trarre la lettura biblica del Diluvio Universale, i corrotti, i così detti Númenóreani neri, sono uccisi dalle ire del Dio e i Fedeli sono salvati e fondano un nuovo regno che sia giusto e retto. Ritroviamo anche la leggenda della città di Atlantide, nei dialoghi di Platone, questa città è una potenza navale situata oltre le Colonne d’Ercole, i suoi abitanti conquistano molte terre dell’Europa Occidentale e dell’Africa ma falliscono la presa di Atene e sprofondano per opera di Poseidone. Da questo possiamo notare la fusione di due fatti, uno mitico e uno biblico, per la nascita e la caduta di Númenor e del suo popolo. 


Númenóreano nero
Continuando con le popolazioni degli Uomini, nelle Cronache troviamo un’annotazione circa una stirpe amica di Gondor, i Rohirrim, i Signori dei Cavalli, che vivevano a Rohan, il Paese del Cavallo. Questa popolazione discende dagli Uomini del Nord sono allevatori di destrieri e cavalieri nonché lontani parenti dei Dúnedain. 

Rohirrim
Nel Signore degli Anelli, quando parte della Compagnia arriva a Rohan, nella sala dove siede il re hanno modo di osservare:
“[…] un uomo dalla strana e tozza corporatura, pieno di bozzi come un vecchio sasso e con i peli della scarsa barba sparpagliati sul grosso mento come muschio secco. Aveva gambe corte e braccia grasse, tozze e goffe, e il suo unico vestito era un po’ d’erba intorno alla vita. A Merry parve di averlo già visto da qualche parte, e improvvisamente ricordò i Púkel di Dunclivo. Era come se una di quelle antiche figure avesse preso vita, o come se fosse a un tratto apparso dopo innumerevoli anni un vero discendente dei modelli imitati da sconosciuti artisti in epoche remote.”
L’uomo qui descritto appartiene alla razza dei Drúedain o Uomini Selvaggi, questi sono abitanti della foresta, di bassa statura e meno longevi degli altri uomini, sono conoscitori della natura con cui vivono a stretto contatto e parlano una lingua gutturale sconosciuta agli uomini. Sappiamo che, durante la terza era, aiutarono i Rohirrim a raggiungere i campi del Pelennor per prendere parte alla battaglia contro Mordor e che furono ricompensati con il riconoscimento della Foresta Druadana come loro territorio non attraversabile da alcun mortale ad eccezione di un permesso da parte della popolazione stessa. Un’ultima cosa che possiamo dire di loro è che sono imparentati con quegli Uomini Pύkel le cui statue intagliate si trovano lungo la strada per Dunclivo, una roccaforte di Rohan nascosto sugli Ered Nimrais. 

Uomini Pύkel

Drúedain
Ritornando un attimo indietro alle tre stirpi degli Edain, dobbiamo dire che dalla stirpe di Haladin discendono i Mutapelle, tra questi, uno è citato né Lo Hobbit con il nome di Beorn:
“[…] talvolta è un grosso orso nero, talvolta è un uomo forte dai capelli neri con due grosse braccia e una gran barba. […] Alcuni dicono che sia un orso discendente dai grandi e antichi orsi delle montagne che vivevano lì prima che arrivassero i giganti. Altri dicono che sia un discendente dei primi uomini che vivevano in questa parte del mondo prima che vi arrivassero Smaug e gli altri draghi, e prima che gli orchi arrivassero sulle colline dal Nord.” 
Beorn
Nel Signore degli Anelli sappiamo che alla morte di Beorn il suo posto come guida dei beorniani è preso dal figlio Grimberon. 


Per quanto riguarda l’etimologia del nome, Beorn significa uomo guerriero ma ha anche il significato di orso in antico inglese.

Il personaggio di Beorn vede un’analogia con Bothvarr Biarki, Piccolo Orso, eroe della norvegese Saga di Hroflr Kraki nel cui capitolo trentatré abbiamo che, mentre l’eroe siede immobile, un orso difende il re Horflr e nel momento in cui l’eroe si sveglia l’orso scompare. Il figlio di Bothvarr è  (analogia col nome di Beorn) che viene stregato dalla regina in modo che di notte si trasformi in un orso.
Altra analogia la abbiamo anche con Beowolf letteralmente mangiatore di miele, infatti, Beorn è un orso e nella sua casa:
“Dappertutto risuonava il ronzio delle api giganti, che volavano per ogni dove ed entravano e uscivano dagli alveari.”
Vi lascio nella bellissima casa di Beorn, mi raccomando non fate troppe domande e abbiate cura dei suoi animali, al prossimo articolo miei cari lettori. 



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