venerdì 31 marzo 2017

La Morte Velata - Capitolo 2 - Valentino Eugeni

Bentrovati lettori!
Mi scuso: settimana scorsa l'appuntamento con questa "rubrica" è saltato: ero via e non sono riuscito a dedicarmici. Ma da questa settimana torna l'appuntamento con Valentino Eugeni e il suo romanzo "La Morte Velata".
Vi lascio il link al Capitolo 1
E vi lascio il link alla pagina dell'autore: Valentino Eugeni
La Morte Velata - Capitolo 2
E' sorto un nuovo giorno.
Il Conte avverte chiaramente i movimenti degli astri, la posizione della luna, il viaggio nel cielo del carro del sole. In ogni istante, sia che vegli o che sia sottomesso a Morfeo, egli conosce i segreti dell'universo. In un angolo della sua mente vede il sole sorgere dietro le nubi grigie della città, e vede i morti sublimare dalla terra, e vede le anime e l'energia oscura che percorre le vie di Torino. Nonostante questa consapevolezza non riesce ad abbandonare il luogo di sogno in cui si trova.
E' nel suo palazzo, la grande dimora tra le due piazze, e giace in un grande letto a baldacchino ornato di oro e drappi di un rosso sanguigno, cullato da morbidi cuscini lo avvolgono. Sono di pregiata seta liscia e calda, anch'essi rossi come rubini, con nappe dorate che lo carezzano come dita di fanciulla. E il Conte rimane a crogiolarsi nel calore, nella beatitudine dell'incoscienza, finché apre gli occhi all'improvviso. C'è qualcuno nella sua stanza: occhi scuri e iracondi, occhi che bramano vendetta e morte e giustizia, che lo fissano invisibili da ogni angolo, da ogni ombra della stanza. Vorrebbe sollevarsi, tirarsi in piedi e affrontarli, sfidarli, ma non può. Sa chi è la sua avversaria, e desidera ardentemente fronteggiarla, dimostrarle la sua superiorità ma non riesce a muoversi. Quel giaciglio comodo e accogliente è diventato il suo sacello, il marmo della sua tomba, e i legacci dell'Inferno. E si guarda intorno sgomento, muovendo appena la testa, provando ad articolare parole vuote di scherno e di sfida, ma ottenendo solo dei patetici rantoli da moribondo.

Pane e Cioccolata - Labbia; Botta

Buongiorno!
Oggi, e mi scuso del ritardo con loro e con voi avendovi fatto perdere qualche puntata, vi segnalo una nuova trasmissione radio in onda su Deliradio:


Pane e Cioccolata

condotta da: Stefano Labbia Manfredi e Giovan Bartolo Botta




Sicuramente vi starete chiedendo il perché della mia segnalazione sul blog... 

Una nuovissima trasmissione radiofonica su Deliradio.it a cura di Stefano Labbia & Giovan Bartolo Botta. Un contenitore di musica, poesie, teatro, crowdfunding e cultura.

Parte il 7 Febbraio 2017 il nuovo spazio dedicato alle informazioni sul mondo dello spettacolo, dell'editoria, del crowdfunding e della buona musica condito da un'incontenibile allegria. Rigorosamente in diretta, Stefano Labbia e Giovan Bartolo Botta, in un clima leggero e serio al tempo stesso, scoprono asieme a noi le novità musicali, editoriali, le scommesse del crowdfunding con un occhio a vecchi e nuovi poeti da scoprire e riscoprire.

Un ospite dal vivo – in collegamento skype o telefonico, sarà presente in ogni puntata, per presentare la propria opera in uscita (Album, EP, libri, piéce teatrali...). Esclusive musicali, brani tratti da un libro appena edito assieme agli autori una volta a settimana per 60 minuti! Tutti i martedì dalle 15 alle 16!
Risate e allegria contagiosa per un'ora senza pubblicità!

lunedì 27 marzo 2017

Le creature di J.R.R. Tolkien - Crebain, Lupi e Osservatore

Le creature di J.R.R. Tolkien 

Nuove realtà e antiche tradizioni

Benvenuti cari lettori oggi vi presento delle creature minori di cui abbiamo solo brevi accenni nel corso dei libri, in particolar modo mi soffermerò sulle creature serve del male.

Cominciamo dai Crebain, questi li troviamo nel Signore degli Anelli come spie al servizio di Saruman; etimologicamente parlando la parola crebain è il plurale di craban che in Sindarin significa corvo. Questi animali nell'aspetto assomigliano ai corvi ma sono molto più grandi, Aragorn ce ne fornisce una descrizione: 
“[…] Non sono nativi di queste parti; provengono da Fangorn e dal Dunland, e sono di razza crebain. […] io, tuttavia, credo che stiano spiando la regione.[…]” 
Crebain
 In questa loro breve apparizione comprendiamo la natura di portatori di sventura e loquacità tipicamente legata alla figura del corvo. Attingendo al mito posso qui riportare due esempi, uno più lontano, della grande mitologia norrena, con i corvi Huginn e Munnin usati da Odino per avere informazioni sul mondo. Narra il mito che Odino lasciasse uscire le due creature il mattino e queste, la sera, tornassero a riferire tutto ciò che avevano visto sussurrando all'orecchio del dio. I nomi dei due corvi hanno il significato di pensiero, Huginn, e memoria, Munnin.

Huginn e Munnin

venerdì 24 marzo 2017

Intervista a Davide Novelli

Buon giorno a tutti voi mie cari lettori, quest'oggi abbiamo con noi

Davide Novelli 



Ciao Davide!

Rompiamo un po’ il ghiaccio, raccontaci un po’ di te.

Ah ah ah, possiamo passare subito alla seconda domanda? Comunque attualmente, oltre a scrivere, lavoro come fotografo e videomaker. Mi piace scrivere con delle immagini, e fotografare con delle storie.

Come nasce la tua vocazione per la scrittura? Chi ti ha condotto dove sei oggi?

Mah direi che ho iniziato a scrivere da molto giovane, fin da bambino mi divertivo ad immaginare cose che poi mettevo su carta, o a riscrivere i sogni che facevo di notte. Ma erano solo un po' di frasi buttate lì. Poi intorno ai dodici anni ho iniziato ad appassionarmi di letteratura horror. divoravo Edgar Allan Poe, Lovecraft, mi compravo tutte le uscite di Dylan Dog ed ero un fan accanito di serie come Ai confini della realtà o I segreti di Twin Peaks. Inoltre da bambino andavo sempre in montagna nella casa di mia nonna. Ricordo che mi piaceva andare in bicicletta e perdermi in mezzo ai boschi. E' incredibile come in quei luoghi fossi preso da un vortice di idee e sogni ad occhi aperti. Ancora oggi è così.


lunedì 20 marzo 2017

Le creature di J.R.R. Tolkien - Orchi e Troll

Le creature di J.R.R. Tolkien 

Nuove realtà e antiche tradizioni


Benvenuti a questo nuovo appuntamento con Tolkien e le sue creature. Oggi vi presento i mostruosi orchi e i giganteschi troll.  

Quando parliamo di orchi con Tolkien, la prima cosa da sottolineare, è che la parola goblin viene usata come sinonimo di orco, mentre in altre tradizioni i due tipi di creature vengono, solitamente, distinte tra loro. Detto questo, per quanto riguarda la loro origine, nel Silmarillion leggiamo:
“[…] i sapienti di Erassëa sono certi che tutti coloro dei Quendi che caddero nelle mani di Melkor furono imprigionati in Utumno […] e che per mezzo di lente arti crudeli vennero corrotti e resi schiavi; e così Melkor generò l’orrenda razza degli Orchi che sono un atto di invidia e di scherno verso gli Elfi, dei quali in seguito furono nemici irriducibili.”
Si ritiene, inoltre, che non tutti divennero orchi per costrizione ma che alcuni scelsero di propria volontà di servire il Primo Signore Oscure, fu questo, probabilmente, il caso degli Avari, coloro tra i Quendi che furono riluttanti ad intraprendere il grande esodo verso Occidente.

Derivando dagli elfi, dobbiamo ipotizzare la presenza anche di orchi femmina, quindi la capacità di queste creature di potersi riprodurre continuando la loro specie. Fisicamente parlando hanno una statura variabile, possiamo avere orchi bassi, con gambe corte, lunghe braccia e orrende zanne, oppure orchi possenti che possono raggiungere anche il metro e ottanta di altezza. La loro varietà dipende dal fatto che le loro tribù sono veramente molte e in perenni lotte sia interne alla stessa tribù sia esterne con altri orchi, uomini, nani ed elfi. 

Razze di orchi


venerdì 17 marzo 2017

Parola a... Valentino Eugeni

Bentrovati lettori!

Oggi farò qualche domande a Valentino Eugeni, l’autore di “La morte velata” il romanzo a puntate di cui stiamo pubblicando i capitoli sul blog.

Ciao Valentino e benvenuto. Innanzitutto parlaci di te:

- Ciao a tutti. Cominciamo subito con una bella domandona! :D
Sono uno scrittore fantasy. Lo sono da sempre e lotto per l’affrancare il “genere fantastico” dalla nicchia (di tutto rispetto ma a mio avviso inadeguata) della narrativa per ragazzi. Questa è la mia natura autoriale: una sorta di Martin Luther King di fantasmi e stregoni. Scherzo, ma nemmeno troppo. :D
Per il resto posso dire di essere un eclettico curioso, un osservatore del genere umano, un ex-progettista di videogiochi,  e un’anima perennemente in cerca di stupore. Sono vegano, animalista convinto (se cercate bene nei miei scritti l’argomento c’è sempre), sono marchigiano (regione per lo più sconosciuta ubicata tra la Terra di Mezzo e Narnia) nella quale vivo sperduto su di una collina da cui si possono vedere il mare e i monti. Mi piace considerarmi uno “scrittore-sciamano”, immaginare che le mie storie siano viaggi, strade, aperte a chiunque abbia la voglia (e il coraggio) di fare il primo passo.

Perdonami se rido - Chiara Cerri - Nuova Uscita Nativi Digitali Ed.

Buongiorno a tutti!
Oggi vi segnalo l'uscita di un nuovo libro:


Perdonami se rido

di Chiara Cerri




Sinossi:

Cosa succede a Viareggio a settembre, quando l'estate è ormai finita e il Carnevale è ancora lontano, quando gli ombrelloni lasciano spazio all'odore del salmastro e alla malinconia?
Ce lo raccontano Elena, barista part-time e aspirante ballerina, sua madre Eleonora, in bilico tra i rimpianti del passato e le utopie di un futuro idealizzato, Ivano, belloccio vincitore di un concorso televisivo che rinnega le sue origini, Rino, manovale vedovo in tempo di crisi, e suo figlio Jacopo, alla faticosa ricerca di uno spazio per sé tra la pineta e il mare.
Personaggi diversi, storie diverse ma che finiscono inevitabilmente a incrociarsi tra loro, come può succedere solo in provincia.

Ambientato in una Versilia "che è come Orange County, ma senza l'Orange", il romanzo di Chiara Cerri è semplice ma anche ambizioso, riflessivo ma anche svagato, malinconico ma anche genuinamente divertente; la chiave di lettura di "Perdonami se rido" è nello stesso titolo: quell'arte tutta italiana di stemperare i momenti più difficili con una risata.

Racconti della luna meccanica - Davide Novelli

Buon giorno cari lettori! Come consiglio di lettura oggi vi presento l'antologia di racconti di

Davide Novelli

Racconti della luna meccanica 


Editore: Linee Infinite Edizioni
Genere: Realismo magico
Anno: 2016
Pagine: 152
Prezzo: € 10,00

A che serve muoversi, viaggiare, se i chilometri che conquistiamo non ce li siamo scelti noi, ma ci sono stati imposti da qualcun altro? E a cosa serve restare fermi, immobili, se il posto in cui viviamo non è una casa ma un recinto?


giovedì 16 marzo 2017

La Morte Velata - Capitolo 1 - Valentino Eugeni

Buongiorno a tutti lettori!

Oggi prende il via una nuova collaborazione e un nuovo progetto con Valentino Eugeni. Da oggi infatti il suo romanzo "La Morte Velata" verrà pubblicato capitolo dopo capitolo su questo blog.
L'appuntamento sarà settimanale e fissato per il giovedì (a meno di stravolgimenti) mentre il venerdì pubblicherò interviste mirate all'autore dove ci parlerà di questa sua scelta, dei personaggi e molto altro.
Spero che la cosa vi piaccia, lascio subito la parola a Valentino e al suo primo capitolo!
Vi lascio inoltre la sua pagina dove potrete scoprire molto di più sull'autore!  Valentino Eugeni


La Morte Velata - Capitolo 1

di Valentino Eugeni


Uno
[fruscio di sottofondo, ticchettare di orologio.]
"Sorella mia, la realtà è percezione, la volontà è l'unico limite, il tempo è il solo nutrimento. Gli istinti e i moti dell'anima sono riflessi delle leggi che governano tutta l'Onda. Nutrimento e Sopravvivenza sono imperativi universali."
[click]
***

La scala - Spettacolo Teatrale

Buongiorno a tutti!
Oggi vi informo che al Martinitt da oggi fino al 2 Aprile sarà in scena questo spettacolo!


La scala. 

Chi scende, chi sale e chi scivola sui gradini sdrucciolevoli della vita.

LA SCALA è una commedia di Giuseppe Manfridi, 
diretta da Miche La Ginestra 
con Gabriele Carbotti, Fabrizio D’Alessio, Andrea Dianetti, Ludovica Di Donato, Samantha Fantauzzi e Barbara Clara. Produzione Laros.



L’analisi della vita reale partendo da situazioni surreali, nella stagione del Martinitt arriva al culmine con una commedia che vede protagonisti sei giovani, in qualche modo già vecchi. Arrampicatori, millantatori, esibizionisti si nascondono dietro sorrisi di convenienza, raccolti attorno a una scala che è metafora di percorsi personali in salita e in discesa, comunque ad ostacoli. In scena dal 16 marzo al 2 aprile.


Una di quelle serate inquietanti che… anche no grazie. Una di quelle cene dove si parla di tutto e non accade niente. Una reunion tra vecchi amici, di cui però non c’importa nulla. Una di quelle occasioni esasperanti, infinite e vuote, da paresi alla mascella per il troppo, forzato sorridere. Una situazione di convenienza che più sconveniente non potrebbe essere. A chi non è mai capitato? Di certo capita alle tre coppie di una commedia che suscita empatia nel pubblico, indipendentemente dall’età e dallo status sociale. Divisa tra risa e compassione, la sala segue i non-destini di sei personaggi che contano più della storia in sé. Gente come noi che dietro uno schermo di moine e formalità, si scruta, si giudica, si soppesa in un equilibrio precario di banalità, invidie, ambizioni e malcelato fastidio, che ben presto sfocia in un rancore represso troppo a lungo. Attorno a un pretesto qualsiasi, si sfaldano unioni superficiali, escono scheletri dagli armadi, spuntano segreti e tutto si fa rabbia e rancore. Da una calma apparente a un vero e proprio ciclone, che tira fuori la parte animalesca dell’uomo, in cerca di un motivo qualsiasi per litigare, rinfacciare, aggredire. Con le situazioni cambiano anche gli atteggiamenti e così i sei da amici diventano nemici, per poi rifarsi branco di fronte all’emergenza e alla necessità…

martedì 14 marzo 2017

La Farfalla d'Ombra - Yali Ou Amethista

Buonasera lettori!
Oggi vi voglio segnalare:


La Farfalla d'Ombra

di Yali Ou Amethista




Sinossi:

Tutto comincia il giorno delle nozze di Yalihta, matrimonio combinato dalla madre con un uomo ben più anziano ma ricco, e il suo destino sembra essere già irrevocabilmente scritto, a metà tra prole e lavori all’uncinetto. Invece finisce col ritrovarsi braccata e ferita, ben lontana dagli agi e dalle comodità della sua casa, e si salva solo grazie al soccorso di due cavalieri, che sono soltanto i primi di una serie di straordinari personaggi che animeranno la sua esistenza. 
Da innocente giovinetta, passando dalla vita di strada, conosce il vizio del bere, impara svariati mestieri, vive i primi amori, guida un gruppo di fanatici antivampiri, per diventare infine vampira ella stessa. 
Sarà il protagonista maschile del romanzo, Lord Malesh Ruben De Vaurien, un antico vampiro, ad accompagnarla nell’ultimo capitolo della sua vita umana; egli le donerà la vita eterna, una nuova esistenza in cui Yalihta sarà predatrice, ma questo non la renderà immune ai dolori e alle delusioni degli umani. 
Immancabile presenza al fianco di Yalihta è una farfalla blu di nome Ita, uscita direttamente da una visione creata dal Mago, che mago non è; proprio per questa piccola creatura alata, Yalihta viene ribattezzata con il nome di “Farfalla d’Ombra”. 

“La Farfalla d’Ombra” non è un romance, anche se l’amore, in forme talvolta bizzarre, vi fa capolino; non è propriamente un fantasy, nonostante la presenza di vampiri; non è un horror; non è erotico, sebbene vi siano momenti carichi di una particolare tensione sessuale... 

“La Farfalla d’Ombra” è una storia, narrata attraverso gli occhi e la voce di chi l’ha vissuta.

lunedì 13 marzo 2017

Le creature di J.R.R. Tolkien - Uomini

Le creature di J.R.R. Tolkien 


Nuove realtà e antiche tradizioni


Benvenuti a questo nuovo articolo cari lettori! 

Dopo i piccoli hobbit parliamo ora della Gente Alta, in altre parole di noi uomini secondo la visione tolkeniana.  Questi sono chiamati i Secondogeniti perché furono creati da Iluvatar in persona dopo gli Elfi e li chiamò Atani, il Secondo Popolo:
“Volle, dunque, che i cuori degli Uomini indagassero oltre il mondo e che in questo mai trovassero pace; ma che possedessero la virtù di dar forma alla propria vita, tra le potenze e i casi del mondo […]; e per opera loro ogni cosa sarebbe stata, nella forma e nell’atto, completata, e il mondo compiuto sino all'ultimo e al più minuscolo dettaglio.”  
Iluvatar nel creare questi secondi figli decise di fare loro un grande dono, quella della mortalità, grande perché mentre il Tempo si sarebbe consumato, le Potenze avrebbe continuato a vivere. L’altra grande differenza con gli elfi sta nel fatto che gli uomini sono molto più fragili, soggetti alle malattie e difficili nella guarigione di ferite molto serie, inoltre, mentre quando gli Elfi muoiono sono accolti nelle aule di Mendos, il destino degli uomini è sconosciuto.

Sappiamo che gli uomini si svegliarono nelle contrade di Hildórien, a oriente della Terra di Mezzo, ma, vedendo il sole sorgere a occidente, decisero di mettersi in cammino verso quella direzione. Da alcuni frammenti pervenutici, scopriamo che Iluvatar nel creare i suoi secondi figli, non li dotò della capacità di parlare, questa fu insegnata ai primi due dormienti risvegliati dal mago Túvo, Ermon ed Elmir. Possiamo inoltre leggere che:
“[…] all'alba degli anni, Elfi e Uomini erano alleati e si consideravano consanguinei, e vi era tra gli Uomini chi apprese la sapienza degli Eldar e divenne grande e valente tra i capitani dei Noldor.”
Ciò che causerà la scissione tra i due popoli sarà l’intervento di Melkor che, avvedutosi del risveglio degli Uomini, scese tra di loro per mezzo degli Úvanimor, mostri, giganti e orchi, tra cui spicca la figura di Fangli che, entrando nel mondo degli Uomini, li corromperà e li porterà alla divisione, da un lato coloro che raggiungeranno l’Occidente dall'altro chi resterà con Melkor. 

Per quanto riguarda gli uomini che giunsero in Occidente, parliamo di tre stirpi conosciuti genericamente come Edain, queste sono:

Shinigami & Cupcakes - Francesca Angelinelli

Buongiorno lettori!
Oggi vi segnalo un nuovo libro! =)


Shinigami & Cupcakes

di Francesca Angelinelli



Sinossi

Minami è una giovane e promettente pasticcera, che sceglie di trasferirsi a Tokyo per crescere professionalmente. Ma la vita nella capitale si rivela fin da subito più avventurosa di ogni sua aspettativa. Le giornate di Minami non saranno scandite solo dalla preparazione di deliziose cupcake al cioccolato, ma anche dalla caccia al demone che perpetrando riti occulti sacrifica giovani donne che come lei hanno il poteri di interagire con gli spiriti. Affianco a Minami, per riportare l’equilibrio nel mondo degli spiriti, vi sarà uno shinigami ribelle e innamorato, totalmente incurante delle regole poste dal signore dell’aldilà.
Tra avventure al limite dell’impossibile, sentimenti improvvisi, sacrifici crudeli e nuove amicizie, Minami scoprirà che nulla accade per caso e che l’Amore è l’unica forza in grado di sconfiggere il Male.

domenica 12 marzo 2017

Intervista Autori Sinergy - Marcello Locatelli e Diana Laudando

Bentrovati lettori, diamo il benvenuto a Marcello e Diana, autori del fumetto Sinergy.
 Intanto mi voglio scusare con loro, sono un avido lettore ma non sono un esperto di fumetti. Per cui farò molte più domande sulla storia.


Marcello è il terzo da sinistra mentre Diana è all'estremità destra.

Inizierei l’intervista chiedendovi una vostra presentazione: 

Marcello- Mi chiamo Marcello Locatelli, sono un autore indipendente, un illustratore su commissione, fumettista e decoratore di mobili. Mi piacciono i fumetti, il cinema, suonare il sassofono, i videogiochi e stare su internet.

Diana- Sono Diana Laudando, fumettista, illustratrice e grafica. Sono appassionata di tutto il mondo dell'arte, in particolare fumetto europeo, ed animazione; adoro gli animali, soprattutto cani e gatti, e la cucina, soprattutto quando si parla di assaggiarla.

Come vi siete conosciuti?

Voi-Un giorno ho deciso di realizzare questo progetto che tenevo nel cassetto e mi sono recato alla mia vecchia scuola del fumetto dove ho incontrato la talentuosa Diana, la quale si è mostrata interessata a svilupparlo.

So che per disegnare il fumetto c’è una divisione dei ruoli: Marcello pensa a storia e testi e Diana ai disegni. Come mai questa divisione? Com’è nato Sinergy?

Voi- Sinergy è nato come un esercizio di scrittura creativa nel lontano 2008, Marcello aveva provato a svilupparlo da solo in passato ma vuoi per la sua inesperienza o per impegni di lavoro, finì nel cassetto fino al momento in cui decise di trovare un collaboratore/collaboratrice che si occupasse del punto di vista grafico. 

Cartoomics 2017 - Parte 3

Benvenuti all'ultimo articoletto sul cartoomics.
Ho lasciato questo, dove parlo della zona self e della zona fantasy, per ultimo in quanto queste tematiche sono quelle che più ho a cuore.


Zona Self e Zona Fantasy



Sono le tematiche a cui tengo di più sia per passione che per conoscenza personale.
Iniziamo affrontando la Zona Self. Questa zona, ubicata quest'anno nel padiglione 20, è stata dedicata a tutti quei disegnatori e fumettisti che hanno autopubblicato un fumetto.
Qui ho conosciuto alcuni autori e ritrovati alcuni che conoscevo, è qui infatti che il mio occhio è caduto sul collettivo Griffinest dove poi ho comprato i due volumi di "Sinergy" e "Cenere e Stelle".
Ho rincontrato The Evil Company, autori di Roll Again, ho incontrato Elisa Sabato e Elisa Ugolini che formano il duo chiamato Pandemonio e da loro ho preso Eris
In poche parole è una zona dove mi sono soffermato a lungo e dove ho chiacchierato con vari disegnatori. 

sabato 11 marzo 2017

Intervista a... Coeleth

Buongiorno lettori cari!
Oggi abbiamo con noi Coeleth, autrice di Cenere e Stelle fumetto cartaceo e webcomic che trovate qua: Tales by Coeleth.
Coeleth è quella più a destra. 

Bentrovata e benvenuta, potresti dirci qualcosa di te?
  • Salve a tutti! Sono una disegnatrice di Prato, dove vivo, ma studio Fumetto all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Disegno da sempre, non ho mai smesso da quando ero piccola e mi sono avvicinata al fumetto alla fine delle elementari grazie al periodico W.I.T.C.H. Ho fatto il liceo classico, perciò per molto tempo sono stata un’autodidatta, anche se non lo rimpiango. Il mio genere narrativo preferito è il fantasy: mi piace perché mi lega a tutta quella cultura popolare e folkloristica, a quei miti antichi che con il tempo stiamo perdendo.

Come nasce il nome d’arte Coeleth? Inoltre toglimi una curiosità, come lo si dovrebbe leggere?
  • Coeleth” è una variante di “Qoelet”, un verbo ebraico al participio che ha dato il nome a un libro biblico. Il suo significato in lingua ebraica è “donna che parla a un’assemblea”. L’ho trascritto con altre lettere perché non mi interessava mantenere il suo legame religioso o ebraico, e in questo modo l’ho reso un nome vagamente inglese e perciò pronunciabile da tutti. Mi piaceva il suo significato, che personalmente interpreto come “donna che racconta a un pubblico”, cosa che effettivamente faccio con le mie storie a fumetti.
    Si pronuncia Co-è-let, con la c dura e l’accento sulla prima e.

Cartoomics 2017 - Parte 2

Buongiorno a tutti torno a parlare di Cartoomics.
Oggi vi vorrei parlare della zona principale dedicata ai fumetti e alla fantascienza.


Fumetti e Fantascienza



Partiamo da quest'ultima, quest'anno era speciale infatti esattamente settant'anni fa è uscito in Italia Guerre Stellari, il primo film uscito di questa saga spaziale.
Ampio risalto è stato dato a questa ricorrenza nonostante lo spazio dedicata alla tematica non fosse abbondante quanto quello riservato ai videogames o ai fumetti stessi.
Ma, considerando il fatto che è una fiera dedicata al fumetto e ai videogiochi, anche uno spazio minimo dedicato a una nicchia qual è la fantascienza va sempre bene.
Poi io parlo di spazio piccolo ma ce n'era abbastanza per montare varie ambientazioni e personaggi nonché due ring per il combattimento con le spade laser.

venerdì 10 marzo 2017

Intervista a Francesco Pierucci

Buon giorno a tutti voi mie cari lettori, quest'oggi abbiamo con noi


Francesco Pierucci 



Ciao Francesco!

Ciao a te e a tutti i lettori del blog!

Rompiamo un po’ il ghiaccio, raccontaci un po’ di te.

Che posso dire di me? Vediamo… Sono un ragazzo costituito da un 60% di film, 30% libri e un 10% di pizza. Ho una pessima grafia ma nonostante ciò scrivo qualsiasi cosa mi passi per la testa: sceneggiature, romanzi, pubblicità, racconti, poesie, liste della spesa…

Come nasce la tua vocazione per la scrittura? Chi ti ha condotto dove sei oggi?

Credo che la mia vocazione per la scrittura sia nata assieme alla mia passione per la lettura, ovvero intorno ai 6 anni. Ho iniziato leggendo le fiabe classiche, le straordinarie storie di Roald Dahl e tutti i magnifici libri del Battello a Vapore. Mi ricordo che più leggevo, più avevo voglia di scoprire nuovi racconti. Fino a quando un giorno non mi sono accorto di voler e poter scrivere storie tutte mie. Questa consapevolezza mi ha cambiato la vita. E ovviamente tutto ciò che sono oggi lo devo ai miei genitori che mi hanno aiutato a sviluppare quest’attrazione fatale verso la letteratura.


Cartoomics 2017 - Parte 1

Buongiorno a tutti!
Come alcuni sapranno il 3-4-5 marzo c'è stato Cartoomics a Rho fiera.
Cartoomics è una fiera dedicata al fumetto che ha appena celebrato il suo ventiquattresimo anno di presenza sul suolo milanese e, con i suoi 80000 ingressi, si può tranquillamente dire che questa edizione sia stata un successo.
Dedicherò a questa fiera una serie di articoli, 3, anche perché è successa una cosa che mi ha emozionato: questo blog è stato riconosciuto e mi ha fruttato un accredito stampa con cui sono potuto entrare tutti e tre i giorni.
Ammetto che potevo sfruttarlo meglio: sono stato lì venerdì mattina, sabato giorno completo e domenica mezza giornata.
Direi di iniziare parlando delle cose che per un motivo o per l'altro non sono riuscito a vedere decentemente.
Parlo di:


Games; Videogames; Cinema e TV



La domanda sorge spontanea... perché in 3 giorni non sono riuscito a vedere e conoscere al meglio quest'area?
Le risposte sono due. 
La prima è che Videogames, Cinema e TV non mi interessano troppo.
La seconda è perché volevo dedicare una mezza giornata ai Games, provando vari giochi di ruolo e da tavolo che erano presentati gratuitamente agli stand ma non sono riuscito a organizzarmi decentemente. Infatti avevo dedicato la giornata di sabato a girare per gli stand del padiglione 16 ma, a causa di alcuni fattori imprevisti, ho potuto spenderci solo mezza giornata che è stata dedicata più alla zona self e fumetti che alla zona games.




Cosa posso dire quindi di aree a cui ho badato davvero poco?
Innanzitutto faccio un paio di constatazioni. Sabato mattina ho girato con un gruppetto appassionato di videogames (l'imprevisto! Quella zona l'avevo già girata il giorno prima =P) e posso dire che tra i vari stand dedicati a questo mondo si sono persi per ore e, con la quantità di persone che ho visto perse attaccate a uno schermo, posso dire che la parte Videogames di Cartoomics sia Approvata e da rifare. 

Passiamo agli stand di Cinema e TV... e qui vi propongo qualche foto ;)

Una bella macchina non c'è che dire! 





Ghostbusters! 






Ma non era mica guerra tra voi? 






Presenza di megaschermi con casse che sparavano al massimo, un palco dedicato interamente a trailer, filmati e dove sono stati posti tanti quiz a premi, una zona dedicata a youtubers e ospiti vari, stand di oggettistica di scena di film fantastici, tanti Cosplayers di personaggi più o meno conosciuti sono stati la caratteristica dello spazio dedicato ai fan del piccolo e grande schermo. 
Uno spazio ben congegnato anche se le casse del palco principale andavano a farsi sentire al di sopra della folla e soprattutto al di sopra delle voci dei vicini stand della zona fantasy.
Pochi stand ma interessanti, un flusso continuo di persone hanno visto anche quest'area andare molto bene.

Discorso a parte per gli zombie dell'Umbrella Corporation, non si può dire che lì si siano risparmiati. Ambientazione, elicotteri, pullman... e tutto per dare la caccia a quei maledetti zombie!




Infine la zona Giochi da Tavolo... Io l'ho adorata. Semplicemente. 
Purtroppo per motivi vari, come vi dicevo, non sono riuscito a sedermi a nessun tavolo ma c'erano vari giochi che attiravano l'occhio, come Tail Feathers della Raven Distribution. Cioè vogliamo mettere? Dei ratti che si alleano con degli uccelli per sconfiggere il male!


Gli spazi erano ampi e molti erano i tavoli da gioco predisposti. Il personale era gentile e preparato  le sessioni di prova gratuite erano infinite e venivano gestite con estrema pazienza.
Molto interessanti i vari stand dedicati a miniature varie. Lìocchio vuole la sua parte e quando si vedono questi gioiellini la voglia di averli è immensa.
Un grosso pollicione in su anche a questo spazio!

Per concludere quindi... lo spazio dedicato a Games, Videogames e Teleschermi era ampio e ben organizzato. La divisione tra i due padiglioni dei vari compartimenti era ottima e si riusciva a frequentare il tutto in maniera ottimale.

Forse, ma su questo aspetto tornerò quando parlerò della zona fantasy, avrei visto meglio un'inversione della zona fantasy con la zona games.

Intervista al lettore: Daniele e Paola

- Nome 





- Daniele














- Paola







- Chi sei?

D - Sono Daniele ma il mio pseudonimo è Flama. Ho trent’anni e sono di Capua, provincia di Caserta; ho conseguito la laurea in teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Roberto Bellarmino”, sito in Capua, appartenente alla Pontificia Facoltà dell’Italia Meridionale; mi occupo di inserzioni su e-shop ed e-commerce

P - Ciao a tutti i lettori e grazie per questo spazio. Mi chiamo Paola, ho 48 anni, sono impiegata comunale e vivo nelle dolci colline Venete con una famiglia che adoro e una marea di gatti.

giovedì 9 marzo 2017

Cenere e Stelle - Coeleth

Buongiorno a tutti!
Oggi è il terzo giorno di fila che parlo di fumetti, e vi parlerò di:


Cenere e Stelle

di Coeleth



Anche questo, come Sinergy, è un prodotto che ho notato allo stand del collettivo Griffinest e anche questo è un webcomic, lo potete trovare qua: Tales by Coeleth.
Al contrario dell'altro fumetto, però, mi sono convinto ad acquistare questo volume solo in un secondo momento, dopo molte riflessioni. 
Come mai?
Perché ammetto che non mi ispiravano troppo i disegni.
Ma, dopo un'attenta analisi, ho deciso di provare a dargli fiducia. E non me ne sono affatto pentito! 

mercoledì 8 marzo 2017

Sinergy - Locatelli e Laudando

Buongiorno lettori e bentrovati!
Oggi vi voglio parlare di un fumetto che ho conosciuto in fiera a Cartoomics:


Sinergy

di Marcello Locatelli e Diana Laudando 

Collettivo Griffinest



Come dicevo ero lì che gironzolavo al cartoomics quando il mio sguardo viene attirato da un banchetto con tantissime persone dietro.
Chiacchiero un poco per capire chi sono e cosa fanno e così scopro il collettivo Griffinest, un gruppo di 5 ragazzi... ok 2 ragazzi e 3 ragazze per amor di precisione, appassionati di fantasy e fumetti. Si sono conosciuti su internet e, grazie alle passioni in comune, hanno deciso di creare questo collettivo.
Del collettivo farò un articolo a parte quindi in questo articolo/recensione mi vorrei soffermare più su uno dei prodotti che hanno attratto il mio sguardo al loro banchetto: il primo numero di Sinergy. 
Questo fumetto nasce dalla collaborazione tra Marcello Locatelli (storia e dialoghi) e Diana Laudando (disegni). Come è venuto fuori parlando con loro, Marcello aveva questa storia in testa da svariato tempo ma il suo stile, specializzato in animali antropomorfi, non gli sembrava il più adatto a rappresentare la sua idea. Ma, dopo aver conosciuto Diana, decide di intraprendere con lei una collaborazione per far venire alla luce Sinergy, in seguito i due creeranno il collettivo.
Sinergy è anche un webcomic e lo trovate qua: SINERGY

martedì 7 marzo 2017

Eris - Sabato e Ugolini

Buongiorno lettori!
Oggi vi parlo di un fumetto comprato a Cartoomics 2017, il fumetto in questione si intitola


Eris

di Elisa Sabato & Elisa Ugolini



Questo è il primo volume di un fumetto autoprodotto scritto e disegnato in collaborazione tra Elisa Sabato (Disegno Personaggi, colori e inchiostri) e Elisa Ugolini (storyline e sfondi).
Questo non è l'unico progetto che presentavano al Cartoomics 2017 ma, ahimè, il loro altro fumetto disponibile era uno... emmm... Yaoi, tra l'altro con personaggi pucciosissimi, che però posso dire non essere molto il mio genere di letture. Scartando Pandemonio, nome dello Yaoi e nome del duo, ho provato a sfogliare Eris e, nel mentre, ascoltavo le due Elisa parlare dei loro fumetti. 
Per primo mi hanno spiegato la storia dietro a Pandemonio, che si svolge interamente in una panetteria, per appagare la mia curiosità, poi sono passate a Eris, questo primo volume di un fumetto che potrebbe andare avanti molto a lungo.
La storia si basa su dei presupposti che, grazie a Jordan e Gaiman, ora ritroviamo spesso: gli dei camminano tra noi mortali. 

Ma cosa succede se Eris, la Dea greca del Caos, è stata imprigionata in un corpo mortale reincarnazione dopo reincarnazione e non può utilizzare i propri poteri?
Con Zeus e Ares che le stanno alle calcagna e vogliono la sua continua dipartita mentre accorrono in sua difesa Deimos, Dio del terrore, e Hypnos, Dio del sonno.
Cosa c'entrano infine Loki e Odino che fanno la loro comparsa?
Del primo numero molto non si può dire: c'è la presentazione di alcuni personaggi, dell'ambientazione e della situazione iniziale però possiamo dire già alcune cose.

1 Deimos, Loki e Odino sono dei gran fighi.
2 Eris e Hypnos... (wooops mezzo spoiler) sono delle gran gnocche.
3 Eeemmm... dicevamo?
Ah sì...
La vicenda al momento si svolge a Parigi ma le autrici riferiscono che la vedrà spostarsi in varie altre parti del mondo, Italia compresa.
Fanno la loro comparsa vari dei: Loki, Deimos, Hypnos, Ares, Efesto, Ermes (che mi è piaciuto tantissimo) da cui si può dedurre che ci sia una sovrapposizione di credenze (Dei norreni e Dei greci - saranno presenti altri dei?).
Ci sono esseri mitologici, una Lamia attacca Eris, e una buona dose di magia è coinvolta, un amico di Eris viene trasformato in una pianta.
Deimos, Eris e molti altri dei non capiscono l'arte di Efesto. Tranne Hypnos, lui l'apprezza molto. 
Andare oltre a questo sarebbe solo speculazione e spoiler, mica vi posso dire il finale cliffhanger del fumetto? 

Stile - come scrivevo nella presentazione Elisa S. si occupa dei personaggi e Elisa U. della storyline nonché degli sfondi.
Lo stile del fumetto è... come definirlo se non "puccioso" ci sono situazioni e combattimenti seri ma sono tutti fatti da personaggi pucciosi, la maggior parte di essi anche fisicamente accattivante.
Le espressioni e alcune pose sono fatte davvero bene ma in alcune scene, vuoi per dare velocità al movimento vuoi per dare un senso di "confusione" c'è un tratto meno definito che, però, si adatta alla situazione.
Tranne con la Lamia che è l'unico pezzo dove il disegno non mi abbia entusiasmato (ma solo del mostro greco). Probabilmente l'ha fatto con l'intento di incattivirla ma così ne ha perso la scena in sé per me.
Gli sfondi sono minimali, essenziali, nella maggior parte del fumetto e, quando presenti e necessari, sono fatti in modo semplice ma ben definito. Alcuni scenari sono ricercati e fatti con una cura del dettaglio immensa. 

Conclusioni:
Normalmente in qualsiasi fumetto io aspetto qualche capitolo prima di dare un parere, in fondo lo stile può cambiare e la storia può prendere pieghe inaspettate.
In questo caso posso dire che, essendo il fumetto anche un webcomic oltre che un fumetto cartaceo, potrei andare sul sicuro consigliandovi per lo meno la lettura di qualche pagina qui: Eris Comic
Fatemi sapere cosa ne pensate! 

Aratak

lunedì 6 marzo 2017

Il passo in più - Francesco Pierucci

Buon giorno lettori! Vi presento la recensione di un libro molto bello:


Il passo in più
di Francesco Pierucci



Autore: Francesco Pierucci
Genere: Narrativa
Editore: Nulla Die
Collana: Lego parva res. Romanzi Nulla Die
Anno edizione: 2017
Pagine: 220 p.
Prezzo: € 16.00

Le creature di J.R.R. Tolkien - Gli Hobbit

Le creature di J.R.R. Tolkien 


Nuove realtà e antiche tradizioni


Ben ritrovati a tutti! Oggi parliamo di una razza molto particolare, sono i più simili a noi ma anche quelli di cui abbiamo meno notizie, parliamo degli hobbit. 
“In un buco nella terra viveva uno hobbit. Non era un buco brutto, sudicio e umido, pieno di vermi e intriso di puzza, e nemmeno un buco spoglio, arido e secco, senza niente su cui sedersi né da mangiare: era un buco-hobbit, vale a dire comodo.”
Questa è la presentazione che Tolkien fa di questo popolo in apertura de Lo hobbit, e da qui iniziamo a parlare di questa razza, la prima caratteristica è il loro vivere all’interno di caverne anche se con il passare degli anni solo i più ricchi e i più poveri continuano a vivere in esse, mentre gli altri hanno costruito edifici di legno, pietra o mattoni. È molto probabile che l’arte dell’edilizia l’abbiano appresa dai Númenoreani se non direttamente dagli Elfi di Alto Lignaggio che vivevano a ovest nei Porti Grigi.

Mappa di Bag End
Un buco-hobbit è a un solo piano con lunghi tunnel chiamati smial ed è provvisto di tutte le strutture necessarie per la vita di una famiglia hobbit solitamente molto numerosa perché in un'unica casa vivono più generazioni. Questi buchi sono corredati anche di finestre solitamente tonde come le porte, questa la descrizione di casa Baggins:
Aveva una porta perfettamente rotonda come un oblò, dipinta di verde, con un lucido pomello d’ottone proprio nel mezzo. La porta si apriva su un ingresso a forma di tubo, simile a un tunnel: un tunnel molto confortevole, senza fumo, con pareti rivestite di legno e pavimento di piastrelle ricoperto di tappeti, provvisto di sedie lucidate e di un gran numero di attaccapanni[…].”

Esterno di Casa Baggins

venerdì 3 marzo 2017

Intervista al Lettore: Giada e Lucia

- Nome 



 - Giada
















- Lucia



- Chi sei?

G - Frequento il secondo anno in un liceo artistico e ho 15 anni.

L - Ho 36 anni da poco compiuti, assistente all’infanzia. Attualmente svolgo il mio lavoro come mamma a tempo pieno.

Damian e la lupa - Paola Roela; Andrea Camic - Nuova Uscita

Buongiorno lettori!
In questi giorni il vostro Aratak sarà impegnato con il Cartoomics, aspettate tante foto e tante impressioni durante il post fiera, ma cercherò comunque di pubblicare tante cose interessanti.
Oggi vi lascio ad esempio la segnalazione di un nuovo libro illustrato per bambini:


Damian e la lupa

di Paola Roela

illustrazioni di Andrea Camic




"La lupa cominciò subito a leccarlo e lui ricambiò. Damian pensò che l'amore tra una madre e il suo piccolo era davvero una cosa grande, per qualsiasi specie."

Due fratelli, Damian e April, vengono rapiti e portati in un bosco. Fortunosamente, riescono a scappare dall’uomo che li tiene prigionieri ma, nella fuga, April cade e rimane priva di sensi. Solo l’intervento di una lupa riuscirà a tirarli fuori dai guai e a salvarli dal loro inseguitore. Nel silenzio ovattato del bosco imbiancato di neve, si incontrano una lupa e il piccolo Damian. Entrambi hanno bisogno di aiuto e, guardandosi, sapranno capirsi. La storia di un’amicizia unica, destinata a durare per sempre.

giovedì 2 marzo 2017

Stefano Labbia - I giardini incantati - Nuova Uscita

Buon giorno lettori!
Quest'oggi vi segnaliamo l'uscita della seconda silloge poetica di Stefano Labbia, I giardini incantati, ad opera della casa editrice Talos Edizioni. La silloge vede una prefazione a cura della poetessa e scrittrice Fiorella Cappelli ed una postfazione firmata della filosofa e scrittrice Maura Gancitano.  

Autore: Stefano Labbia
Titolo: I giardini incantati
Editore: Talos Edizioni
Anno: 2017
Genere: Silloge Poetica
Prezzo libro: 10.0 €
Nº pagine: 74
Dimensioni: 12*20 CM

Trama
Seconda silloge poetica del giovane autore romano Stefano Labbia: i versi di questa nuova raccolta, più maturi ed importanti, rispetto ai precedenti, ci trascinano in un giardino incantato fatto di sfumature vivaci e tinte forti: l'autore ci mette di fronte ad un afflato piuttosto originale, tanto che sembra coraggiosamente poco curarsi della lezione ermetica e avanguardista del Novecento rifacendosi forse ai crepuscolari (Corazzini, Gozzano, Govoni, ecc.) e recuperando l’intimismo e la “semplicità” a fronte del modernismo a tutti i costi. Versi, quelli presenti ne “I Giardini Incantati”, che sono il frutto di varie esperienze di vita e di rapporti umani contrastanti, fra sentimenti e risentimenti, amarezze e dolcezze, comuni a tutti noi esseri umani, figli dei tempi antichi e moderni. Per cui la poesia del Labbia è, come ella stessa dice della vita, “severa e ilare al tempo stesso”