sabato 4 febbraio 2017

Manuel a testa in giù - Monica Giuffrida

Buongiorno cari lettori!
Oggi vi parlo di un piccolo libro dedicato ai più piccoli:


Manuel a testa in giù

di Monica Giuffrida





Manuel è un normale bambino di 9 anni. Forse un poco cicciotto, bruttino, bassino e con gli occhiali ma molti lo sono a quell'età.
Manuel ha un problema serio: il bullismo. Ogni lunedì è vittima di soprusi e angherie a opera di compagni di scuola più grandi, tanto che è arrivato a vomitare tutti gli intervalli del lunedì, come meccanismo riflesso di anticipazione.

"Ed era una scena ridicola. Io insieme a quei tre che si scusavano per non essere venuti a picchiarmi di lunedì.
Ma poi ho fatto per andarmene come se non fosse successo nulla. E i tre hanno reagito male. Ci siamo ripresi i ruoli. Loro i bulli ed io il bullato. ... Mi hanno sollevato e mi hanno messo a testa in giù per controllare.
Ma non è caduto nulla. Solo gli occhiali.
Allora mi hanno rimesso a terra e se ne sono andati un po' sudati."

Lui però non riesce a parlarne con i genitori né con le maestre, un po' perché i genitori sono molto impegnati e non li vuole disturbare mentre le maestre... non crede possano capirlo e, inoltre, non vuole passare per lo spione di turno.
Un lunedì i suoi bulli non si presentano e così pure quelli dopo, lui si sente felice e spensierato fino a quando non li sente e vede picchiare un altro bambino. 
Questo gli fa scattare qualcosa dentro, una voglia di giustizia che lo portò a lottare per sé e per quel bambino malmenato steso a terra.
Così si decide, prende e scrive in un tema ciò che gli è stato fatto per tutti i lunedì che ha subito... e lo porta dalla preside. I bulli vengono puniti, i due bullati fanno amicizia e tutto finisce bene.
Questa breve storia è stata scritta con l'idea ben precisa di invogliare e incoraggiare i bambini che sono vittime del bullismo a reagire. Non attaccando anche loro, ma attraverso il racconto, la narrazione, che si fanno aiutanti e giustizieri della vittima.
Vittima il cui stato d'animo viene spesso ritratto all'interno del libro, modo con cui l'autrice riesce a raggiungere al meglio i bambini a cui questo libro è rivolto:

"Suor Egidia e Suor Maurizia (ma se li scelgono loro i nomi?) ci radunano in una sala dietro alla chiesa.
Leggiamo dei libri e diciamo le preghiere.

Io prego di diventare muscoloso e alto almeno come Ale.
Prego che i bulli si ammalino, cambino scuola, cambino bullato."

Preghiere e desideri espressi dalle vittime di tutti i tempi, come una sorta di talismano contro le ingiustizie della vita e della propria situazione. 

Inoltre grazie alla prima persona usata nel libro i sentimenti, pensieri e le emozioni provate da Manuel riescono ad arrivare direttamente al lettore, senza filtri di interposta persona.
La narrazione è leggera, semplice, facile da seguire e divisa in tanti brevi capitoli.
I bambini, sia vittime che carnefici che neutrali, per me riescono a identificarsi in Manuel e a capire maggiormente ciò che stanno vivendo.


Conclusione

Un libro carino, impegnato ma al contempo molto leggero.
A mio parere adatto alla fascia d'età target che aveva in mente l'autrice.
Un libro che consiglio in tutte le famiglie con bambini di quest'età e che può aiutare bambini diversi a crescere e rapportarsi col mondo.

Io ho scritto questa recensione con in testa una canzone di resistenza e denuncia, e si nota se uno legge in alcuni modi di dire che ho usato. 
La canzone è "I 100 passi" dei Modena...




Spero che la recensione e la canzone vi siano piaciute,

Alla prossima

Aratak

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