giovedì 9 febbraio 2017

Le creature di J.R.R. Tolkien - Umaiar

Le creature di J.R.R. Tolkien 

Nuove realtà e antiche tradizioni


Benvenuti alla terza e ultima parte d'analisi dei Maiar, Spiriti angelici in Quenya; in quest’ultimo articolo tratterò degli Umaiar, Spiriti del male.

Facendo un passo indietro, torniamo ai Valar, in precedenza ho tralasciato la figura di Melkor, fratello di Manwё. Nell'idea dell’Unico, Melkor, sarebbe dovuto essere il Vala più potente tra tutti ma, oltre che dal bene, il mondo è costituito anche dal male e questo Vala ne è la piena incarnazione; mai contento di quello che l’Unico aveva per loro disposto, ha sempre tentato di distruggere tutto quello che gli Ainur crearono in Arda.

Utilizzò i suoi grandi poteri per compiere atti di tirannide e di violenza, bramava quel trono che era stato dato a suo fratello Manwё, a lungo agognò di poter essere a capo di tutto e questo lo condusse verso l’Oscurità:
“[…] la potenza della sua rivolta fu così grande che in ere dimenticate egli si scontrò con Manwё e con tutti i Valar, e che per molti anni, su Arda, egli ebbe il dominio su gran parte delle regioni della Terra. Ma non fu solo. Molti dei Maiar, infatti, vennero attratti dal suo splendore nei giorni della sua grandezza e gli rimasero fedeli anche quando egli decadde nella sua oscurità; [..]”
Ma eccolo cadere, alla fine della Prima Era, dopo lunghe battaglie, durante la Guerra dell’Ira, ecco che:
“[…] le voragini di Morgoth furono schiavate e scoperchiate, e la potenza dei Valar calò nelle viscere della terra. Quivi Morgoth fu finalmente in scacco, ma si mostrò pusillanime. Cercò rifugio nella più profonda delle sue segrete e invocò pace e perdono; ma le gambe gli furono troncate, ed egli cadde a faccia in giù. Poi fu legato con la catena di Angainor […], e la sua corona ferrea divenne un collare da mettergli al collo e il suo capo stava piegato sino alle ginocchia.”
Il regno del male venne distrutto, gli schiavi liberati e i Valar gettarono Melkor fuori dalla Porta della Notte, nel Vuoto Atemporale ma le menzogne che […] aveva seminato […] è una pianta che non muore né può essere svelta, […] e darà tenebrosi frutti fino agli ultimissimi giorni.  

Prima di continuare, vorrei un attimo soffermarmi sui nomi di questo Vala, ho utilizzato il nome Melkor, Colui che si eleva in possanza, ed alla fine il nome Morgoth, con cui lo appellavano i Noldor (una delle tre razze elfiche di Arda) col significato di Nero nemico del Mondo. Non sono gli unici nomi che possiamo trovare per definirlo, lungo i diversi racconti Tolkien utilizzerà anche:
     - Bauglir, oppressore;
     - Oscuro Signore;
     - Belegurth, Grande Morte, forma alterata del Sindarin Belgûr

Melkor
Come accennato in precedenza, Melkor non agì mai da solo, aveva un braccio destro, il luogotenente Sauron che:
“[…] ebbe parte in tutte le imprese di Melkor, il Morgoth in Arda, in tutte le sue colossali opere e negli inganni della sua astuzia, ed era solo meno perfido del suo padrone giacché a lungo servì un altro e non se stesso.”

Inquadrando questa figura parliamo di un Maia, al seguito del Vala Aule, chiamato Mairon, l’Ammirabile. Venne corrotto dal potere di Melkor e lo seguì fedelmente fino alla sua caduta quando:
“[…] si pentì […] ma alla fine non fece quello che gli era stato comandato di fare, sottraendosi al giudizio degli dei.”

Dopo la caduta si nascose per mille anni e quando ricomparve, lo fece nelle vesti di Tar – Mainor o, come lo definirono gli elfi dell’Eregion, Annatar, Signore dei doni. Si presentò con aspetto piacente col fine di piegare le razze di Arda al suo volere e gli elfi di Eregion furono coloro che più volentieri lo accolsero perché bramavano di affinare sempre più le loro tecniche di lavorazione. A lungo ascoltarono le sue parole e i suoi consigli e, alla fine, venne loro l’idea di creare gli Anelli del Potere ma di questi:
-         - uno venne forgiato da Sauron in persona nella Montagna di Fuoco col potere di assoggettare coloro che indossavano gli altri;
- tre vennero forgiati da Celebrimbor, lontano dagli occhi di Annatar poi da lui sempre bramati ma mai ottenuti;

Annatar


Questi Anelli saranno il fulcro motore del dominio del secondo Oscuro Signore che, apparentemente, troverà un termine alla fine della Seconda Era quando, durante la battaglia ai Campi Iridati, sarà gravemente ferito e finirà per perdere la maggior parte del suo potere ma, continuerà a vagare come spirito fino a quando rinascerà a Dol Guldur e verrà chiamato il Negromante; prenderà poi dimora a Mordor sancendo così il ritorno di Sauron agli inizi della Terza Era e la sua reale fine la avremo il 25 marzo del 3019:

“La terra gemette e fu percorsa da un tremito. Le Torri dei Denti ondeggiarono, vacillarono e crollarono in terra; l'imponente muraglia si sbriciolò; il Cancello Nero fu distrutto; e da lontano, ora più fioco, ora sempre più forte, innalzandosi fra le nubi, si udì un rombo, un ruggito, un lungo boato lacerante. «Il regno di Sauron è finito!», disse Gandalf. «Il Portatore dell'Anello ha compiuto la sua Missione».”  

Sauron
Gli altri due Maiar catturati dalle spire di poter del potente Melkor furono Ungoliant e i Balrog.

Per quanto riguarda Ungoliant si presenta come un ragno femmina e dalla sua progenie deriva Shelob che troviamo nel Signore degli Anelli.

Quando parliamo di ragni dobbiamo immaginare degli esseri giganti dotati della capacità di saper parlare come leggiamo in un passo del testo dello Hobbit:
“[…] si rese conto che quelle creature ripugnanti stavano parlando tra di loro. Le loro voci erano una specie di stridio crepitante e sibilante, ma molte delle parole che dicevano riusciva a capirle.” 
Inoltre, nel Simarillion, possiamo leggere che Ungoliant viveva in un burrone dove tesseva le sue ragnatele rubando tutta la luce che riusciva a trovare. Etimologicamente parlando il suo nome deriva dall’elfico ungwë liante che significa Tessitrice di tenebra.

Ungoliant
Dopo la caduta di Morgoth non si hanno più notizie di queste oscure creature, la prima menzione la troviamo direttamente nella Terza Era quando ci viene presentata Shelob la quale dimorava a Torech Ungol e:
“[…] non serviva altri che se stessa, bevendo avidamente il sangue di Elfi e Uomini, grassa e gonfia per via dell’interminabile rimuginare i suoi banchetti, tessendo ragnatele d’ombra; ogni essere vivente era il suo cibo, e il suo vomito era oscurità.”
Shelob verrà uccisa da lo hobbit Samvise Gamgee con l’ausilio della spada Pungolo.
L’etimologia del suo nome vede un misto di inglese moderno e antico infatti abbiamo la parola she che significa lei e lob che significa ragno.


Shelob e Smavise
L’utilizzo di giganti creature zoomorfe ricorre spesso nel patrimonio di miti e leggende, in una leggenda giapponese possiamo leggere che un personaggio di nome Raiko, insieme con la sua banda, vengono attirati in un caverna in seguito all’apparizione di una bella donna ma, una volta entrati, si trovano invischiati nella tela di un ragno tessuta magicamente. Il ragno viene ucciso da Reiko dopo aver invocato l’aiuto dello scaccia demoni Shoki.

Per concludere parliamo dei Balrog, il termine in Sindarin significa Demoni di potenza e sono degli spiriti di fuoco conosciuti anche come Valaraukar (in Quenya).
Non sappiamo quanti siano né quanti ne sono effettivamente sopravvissuti; al servizio di Melkor avevamo Gothmog, il più grande e potente, poi ucciso a Godolin dall’elfo Ecthelion. Il suo nome è composto da due parole della lingua Quenya, la radice koso, lottare, e la desinenza moko, odiare divenuta poi mot quindi mog; è conosciuto anche come Kosomot.

Il secondo di questi spiriti lo troviamo nella Terza Era nelle miniere di Moria, il Flagello di Durin, così nominato per aver ucciso il re nanico Durin VI. Questa la sua presentazione:
“Con un ruggito le fiamme s'innalzarono in segno di saluto, intrecciandosi intorno a lui; un fumo nero turbinò nell'aria. La criniera svolazzante dell'oscura forma prese fuoco, avvampando. Nella mano destra teneva una lama pari a un'acuminata lingua di fuoco, e nella sinistra una frusta dalle molte code.”  
O ancora
“Il nemico si arrestò nuovamente, fronteggiandolo, ed intorno ad esso l'ombra allungò due grandi ali. Il Balrog schioccò la frusta, e le code scricchiarono e fischiarono. Del fuoco si sprigionava dalle sue narici […].”
Il Flagello di Durin morirà per mano di Gandalf.


Balrog e Gandalf

Per quanto riguarda i loro poteri, la potenza di questi spiriti non deriva solo dalla capacità di controllare l’elemento del fuco infatti, sono in grado di controllare l’oscurità ed hanno il potere di instillare terrore nel cuore del loro nemico.

Ricordiamo che nella mitologia l’elementale del fuoco è rappresentato dalla Salamandra precedentemente trattato nel primo articolo dedicato ai Maiar.

Con questo chiudo la serie dedicata ai Maiar e con la speranza che continuerete a seguirmi vi saluto e ringrazio tutti. 



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