giovedì 2 febbraio 2017

Le creature di J.R.R. Tolkien - Gli Istari

Le creature di J.R.R. Tolkien 

Nuove realtà e antiche tradizioni


Benvenuti alla seconda parte d'analisi dei Maiar, Spiriti angelici in Quenya. Oggi parlerò degli Istari.

"Gli Istari erano giunti da oltremare, provenienti dall’estremo ovest […]. Erano emissari dei Signori dell’Occidente, i Valar, pur sempre pensosi delle sorti della Terra di Mezzo[…]. Con il consenso di Eru inviarono membri del loro stesso alto ordine. Però sotto specie di Uomini in carne ed ossa, soggetti alle paure, ai dolori […] di essere uccisi; sebbene […] non morissero, e se invecchiavano era solo per le cure e le fatiche di molti lunghi anni.”


Questa è la presentazione che possiamo leggere nei Racconti incompiuti di Tolkien. Sappiamo poi che questi esseri compaiono solo durante la Terza Era per aiutare il mondo di Arda dai pericoli di Sauron, nuovo ed Oscuro Signore dopo il terrore di Melkor.

Per quanto riguarda l’etimologia del nome, Istari è il plurale della parola Istar che in Quenya indica colui che appartiene ad un ordine. In lingua corrente viene usato il termine wise che letteralmente significa saggio, ma in italiano parliamo di Stregone. L’uso del termine potrebbe risultare improprio visto l’idea che molti di noi hanno riguardo cosa sia uno stregone, solitamente un uomo dotato di poteri magici ed a volte il termine è usato in senso negativo per indicare colui che usa la magia nera.
Ma Tolkien scrivendo di loro parla di Esseri mandati per aiutare e dare consigli, raramente nell’arco dei libri assistiamo a sfoggi di magia da parte loro, più facilmente li vediamo come guide.

Riguardo il loro numero non è chiaro di quanti siano esattamente, quelli che abbiamo modo di conoscere meglio sono tre e poi ce ne sono due che sappiamo si diressero ad Est ma dopo di questo non abbiamo più notizie e le possibilità sono due, o sono morti, oppure sono stati piegati da Sauron; questi erano gli Ithryn Luin, Stregoni Blu.

Alatar e Pallando



Riguardo gli altri tre, giunsero dall'estremo ovest in momenti diversi perché incarnarsi e vivere tra gli Uomini significava dover limitare la propria potenza, scordare parte di quello che si conosceva ed avere sempre nostalgia del Regno Beato.
Il primo ad arrivare fu:
“[…] uno di nobile aspetto e portamento, i capelli come ala di corvo e una bella voce, ed era biancovestito; grande abilità aveva nei lavori manuali, e veniva considerato […] il capo dell’Ordine.”
Anni dopo, quando prese dimora ad Isengard, gli Elfi lo chiamarono Curunír, l’Uomo di Destrezza; mentre gli uomini lo chiamarono Saruman, colui che è Astuto. Dei cinque questo fu colui che si fece soggiogare dall'influenza di Sauron, che si fece irretire dal potere e tentò di conquistarlo ubbidendo alle volontà dell’Oscuro Signore nel tentativo di soppiantarlo un giorno. Dimostrò la sua abilità creando una fucina nel sottoterra di Isengard, ma i suoi tentativi poco valsero perché venne ucciso dal suo servitore Vermilinguo, questa la sua fine:
 “Con costernazione dei presenti, intorno al cadavere di Saruman si formò una specie di nebbia grigia che salì lentamente sempre più in alto, come fumo sprigionato da un fuoco, e giganteggiò sul Colle simile a una pallida figura velata. Esitò un momento, rivolta a occidente; ma proprio da lì venne un vento freddo che la sospinse, ed essa finì col dissolversi sospirando.” 
Abbiamo notizie della sua presenza dal 1100 e la sua morte avverrà il 3 Novembre del 3019, questa è la sua descrizione di quell'anno:
 Era un vecchio avviluppato in un grande manto dal colore difficilmente discernibile, poiché mutava ogni volta che si spostavano gli occhi o ch'egli si muoveva. Aveva un viso lungo, dalla fronte alta, ove due occhi profondi, ch'era impossibile scandagliare, parevano ora gravi e benevoli, e un po' stanchi. Capelli e barba erano bianchi, ma intorno alle labbra e alle orecchie si scorgeva ancora qualche ciocca nera.” 

Saruman

Dopo Saruman arrivarono i due Stregoni Blu e il quarto fu:
 “[…]Radagast il Bruno, che visse un tempo a Rhosgobel, vicino ai confini del Bosco Atro.”
 “Radagast, beninteso, è uno stregone di grande valore, maestro nelle forme e nelle variazioni dei colori, esperto di erbe e bestie, e amico soprattutto degli uccelli.”

Di lui non sappiamo molto, Tolkien non si soffermò molto sulla caratterizzazione del personaggio, nei “Racconti incompiuti” leggiamo che portava una veste color terra bruciata e che non rimase fedele al suo compito perché si innamorò delle creature della Terra di Mezzo infatti, il suo nome nella lingua corrente, Radagast, potrebbe significare custode di bestie;  il nome datogli dai Valinor fu Aiwendil, amico degli uccelli, da aiwe uccelli e ndil amico di.

Nulla sappiamo della sua fine dopo la fine della Terza Era.

Radagast
L’ultimo a giungere fu:
“Mithrandir, […], non dimorava in nessun luogo e non ambiva né a ricchezze né a seguaci […]. Gaio, egli poteva essere, e gentile con il giovane e semplice, eppure a volte pronto ad aspre parole e a rimbrottare la stoltezza. […] Per lo più viaggiava instancabilmente a piedi, appoggiandosi ad un bastone […].”

Fu anche possessore di uno degli anelli forgiati da Sauron, il Terzo, Narya il Rosso che gli fu donato da Cirdan, Signore dei Porti Grigi, che indovinò in lui il massimo spirito e il più sapiente.

Dei cinque fu l’unico che portò a termine il compito per cui era arrivato nella Terra di Mezzo, si pose a capo della resistenza contro Sauron, divenne nemico di Saruman il Bianco, morì ma ritornò in vita vestito di bianco e quando tutto fu finito, e l’Ombra di Sauron tolta di mezzo, partì per sempre oltre il mare.

Per quanto riguarda l’etimologia dei suoi nomi:
-         Mithrandir è il nome sindarin usato dagli elfi e significa Grigio Pellegrino;
-         Olorin è il nome usato a Valinor e in Quenya significa colui che suggerisce i sogni (sogni intesi come visioni nella mente);
-         Tarkun, usato dai nani, in khuzdul significa Uomo-bastone;
-         Gandalf ,usato dagli Uomini del Nord, in ovestron significa Elfo della Verga;   

                                                                      Gandalf

Cercando figure di stregoni nella tradizione antica e nella letteratura, possiamo qui soffermarci a vedere le figure di Merlino e del Mago Atlante. Entrambi hanno in comune il loro ruolo di guida e protezione di un pupillo, Artù nel caso di Merlino e Ruggiero nel caso del Mago Atlante; caratterialmente parlando ci sono state trasmesse le immagini di due personaggi calcolatori ed astuti che utilizzano tutti i loro mezzi per perseguire i loro scopi.
La tradizione vuole Merlino figlio di una donna e di un demone ma, mano a mano che il ciclo arturiano si modifica si smorzano anche i toni demoniaci del personaggio anche se ciò non accade nel Lancillotto in prosa di matrice francese, in cui si accentua questa caratterizzazione demoniaca e si parla del mago come di un servitore del male.
Parlando invece del Mago Atlante, questo è un personaggio citato nell’Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo ed ampiamente utilizzato nell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto; sappiamo che è dotato di grandi poteri grazie ai quali riesce a costruire il castello incantato in cui le sue vittime scordano il loro nome e la loro missione e vengono incantati in modo che vedano sempre la persona o l’oggetto che cercano disperatamente. Un grande e potente mago che inganna gli uomini mostrandosi loro nell'aspetto di un povero vecchio piangente. E nonostante tutto sarà soggetto alla morte come ogni altro essere vivente.

E, con la speranza che stiate gradendo, vi saluto e vi attendo al prossimo appuntamento. 




Gli altri articoli su Tolkien:


2 commenti: