giovedì 16 febbraio 2017

Le creature di J.R.R. Tolkien - Elfi

Le creature di J.R.R. Tolkien 

Nuove realtà e antiche tradizioni


Ciao a tutti quest’oggi vi parlerò degli elfi.
 “[..] Si destarono i Figli della Terra, i Primogeniti d’Iluvatar. Presso il lago illuminato dalle stelle di Cuivienen, l’Acqua del Risveglio, essi si levarono dal sonno d’Iluvatar; e, mentre se ne stavano ancora silenziosi presso Cuivienen, i loro occhi videro come per prima cosa le stelle del cielo. Per questo hanno sempre amato la luce delle stelle e onorato Varda Elentari sopra tutti i Valar.”  

Questa è la presentazione degli elfi che possiamo leggere nel Silmarillion. Per quanto riguarda la nascita degli elfi, è probabile che il primo a scoprirli sia stato Melkor e che questi abbia iniziato fin da subito la sua opera di corruzione e intimorimento del popolo appena nato. Fino a quando, un giorno, in quelle terre giunse il Vala Oromë e rimase pieno di meraviglia nell’udire i loro canti e: 
“[…] amò i Quendi e li chiamò, nella loro stessa lingua, Eldar, il popolo delle stelle; ma quel nome fu in seguito portato soltanto da coloro che lo seguirono lungo la via che porta in Occidente.”


I Valar amarono tanto quel popolo da desiderare ardentemente di poterli avere con loro a Valinor anche per poterli proteggere dal male che minacciava le loro terre; decisero di scegliere dei messi che per primi visitassero Valinor e, vistane la grandezza e la maestosità, tornati ad Arda, convinsero il loro popolo a partire per l’Occidente, così ebbe inizio il grande esodo dal quale si originarono le diverse razze di Elfi a oggi conosciute.
“[…] la prima scissione degli Elfi. La stirpe d’Ingwë, infatti, e la maggior parte delle stirpi di Finwë e di Elwë, furono conquistate dalle parole dei loro signori e desideravano partire e seguire Oromë; in seguito costoro furono conosciuti come Eldar, […]. Molti tuttavia rifiutarono l’invito, preferendo la luce delle stelle e i vasti spazi della Terra di Mezzo al fruscio degli Alberi; e costoro sono gli Avari, i Riluttanti […]”

Ingwë, Finwë e Elwë 

Queste le razze:
   ➤ Vanyar guidati da Ingwë. Il loro nome in Quenya significa I chiari; presentano capelli biondi e luminosi, carnagione chiara tendente all’argento e sono molto alti. Sono coloro che raggiungono Valinor;

   ➤ Noldor guidati da Finwë, in Quenya I sapienti; hanno capelli lunghi, bruni o scuri, carnagione chiara, sono alti e con occhi o grigi o blu. Anche questi li troveremo a Valinor;

   ➤ Abbiamo poi i Teleri guidati da Elwë e Onwë, in Quenya Gli ultimi arrivati. Questi a loro volta si dividono in tre grandi gruppi i Falmari, i Sindar e i Nandor;
    ➣ I Falmari guidati da Olwë raggiungeranno Valinor. In Quenya falma significa onda quindi sono detti gli Elfi del mare;

Verso Valinor
     ➣ I Sindar erano guidati da Elwë ma, durante il soggiorno presso il Beleriand Orientale, Elwë ha modo di vedere Melian, una Maia, e rimane così incantato dal suo canto da scordare il suo popolo e i suoi propositi, si inoltra nel bosco per avvicinarsi a quella maestosa creatura e, nel momento in cui la tocca, un incantesimo li farà rimanere immobili per anni. Risvegliatisi dal loro sonno, Elwë e Melian, si sposarono e crearono una stirpe cui si unirono gli Eglath (il popolo abbandonato) cioè, quella parte di elfi che era rimasta nel Beleriand alla ricerca del loro capo perduto da anni; la stirpe così costituita prese il nome di Sindar, gli Elfi Grigi. Coloro che si allontanarono dopo la scomparsa di Elwë si divisero in:
             - Falathrim guidati da Cirdan che rimasero sulle rive del Grande Mare; in Quenya il nome si compone da falath che deriva da falas e significa riva e rim schiera, letteralmente sarebbe la schiera della riva o come sono meglio noti: Gli Elfi delle Falas;
             - Mithrim che si stanziarono nell’omonima area del Beleriand. In Quenya mith significa grigio e rim schiera quindi schiera del grigio meglio noti come popolo grigio;
             - Iathrim guidati da Elu Thingol che si stanziarono nel Doriath;

Elwë e Melian
➣ I Nandor guidati da Lenwë costituirono la stirpe degli Elfi Silvani, da questa un gruppo si distaccò andando a vivere nell’Ossiriand, erano guidati da Denethor, e costituirono la stirpe dei Laiquendi (Elfi verdi) amanti dell’acqua e ottimi conoscitori di piante ed erbe; 

Denethor
Tolkien presentandoci queste creature le designa molto simili agli esseri umani, fisicamente parlando, per il resto sappiamo che sono degli esseri immortali e che possono morire di morte violenta oppure perché si sono stancati di vivere. Il loro passo è molto leggero anche nella neve loro non sprofonderebbero, hanno un udito e una vista molto più sviluppata rispetto agli essere umani e non necessitano di dormire, il loro riposo consiste in uno stato meditativo in cui posso entrare una volta al giorno per un certo numero di ore, ma possono anche fare a meno del riposo per molto tempo. Non hanno una religione, venerano i Valar e, di alcuni di loro, ne conoscono la reale natura. 

Questa presentazione è in linea con la visione degli elfi della mitologia norrena, esseri legati alla natura, resistenti alle malattie, che possono fare dei doni di oggetti magici agli uomini meritevoli ma che sanno essere capricciosi verso gli uomini non benevoli. Inoltre, nella mitologia, esiste una distinzione tra i Døkkálfar e i Liósálfar, i primi sono gli Elfi delle Tenebre probabilmente legati al mondo dei morti; i secondi sono gli Elfi della Luce, tra questi abbiamo:
Ø  gli Elfi delle Stelle, detti i Veggenti, che possiedono il dono della magia dei cinque elementi e portano con sé bacchette o bastoni intrisi di magia;
Ø  gli Elfi Silvani che vivono sugli alberi e sono molto abili con l’arco, vestono di erba o con abiti di color marrone e in questa descrizione possiamo rivedere uno dei personaggi più famosi del mondo di Tolkien quale Legolas;
Ø  i Mezz’elfi che sono i più simili agli uomini e vivono in villaggi o città;

Legolas


Infine, nell’ambito del folklore britannico, possiamo parlare della mitologia scozzese in cui gli elfi sono divisi in Corte Benedetta e Corte Maledetta; i primi sono il popolo della mitologia celtica dei Tuatha da Dannan, simili agli Elfi, forse cacciati dal Paradiso o forse provenienti da Oriente che, dopo aver conquistato l’Irlanda, si rifugiarono nelle viscere della Terra e si stabilirono sotto la collina fatata. Sono abili negli scacchi e, si dice, che il loro re sia un donnaiolo che rapisce anche donne umane. Tra questi abbiamo anche delle creature burlone come i Pixies e i Brownies. I secondi rappresentano la parte malvagia e sono più numerosi dei primi; tra loro possiamo ricordare i Berretti Rossi, che intingono i loro cappelli nel sangue umano, e i Goblins.
Berretto rosso
Sperando che questa presentazione sia stata di vostro gradimento, vi saluto e vi do appuntamento al prossimo articolo.



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