sabato 28 gennaio 2017

Il fiume di cristallo - Segio Bambarén

Buongiorno cari lettori!
Oggi vorrei parlarvi di un libro particolare, di un autore che mi riesce a colpire sempre in molti modi.
Il libro in questione è:


Il fiume di cristallo

di Sergio Bambarén




I più attenti avranno forse notato che è un nome già visto nel mio blog, infatti ho parlato de “la musica del silenzio” qui.

Questo autore è sempre molto attento ai messaggi che vuole, e riesce, a far passare. I suoi libri, dal più famoso “Il delfino” ai meno conosciuti, impartiscono e forniscono indicazioni sia sulla vita sia sul comportamento che una persona dovrebbe avere nei confronti della natura e non solo.
I suoi scritti sono infarciti di aforismi su cui si potrebbe basare la propria vita e il piacere che se ne può trarre. Per raccontarvi un pochino il tipo: vegetariano, adoratore della natura, ecologista, anche quando fumava raccoglieva e teneva i propri mozziconi di sigaretta anche a costo di sentirsi affibbiare i soprannomi peggiori.

Una delle emozioni che ritroviamo più spesso nei suoi libri e che viene affrontata sotto vari aspetti è la paura, che lui sostiene non essere un sentimento che ci portiamo dietro dalla nascita: la paura è qualcosa che prende forma nella nostra mente a mano a mano che vediamo o sperimentiamo una situazione pericolosa.
La paura dell’ignoto e del mondo è una tematica ricorrente nei suoi libri. Da Il delfino a La musica del silenzio, interi brani si susseguono per ricordare al lettore che la paura è una cosa subconscia creata da noi stessi, inesistente alla nascita.
Peculiare, e continuo a ricordarlo tuttora anche se sono anni che non leggo il libro, l’incontro di un delfino e uno squalo ne “Il delfino”; alla domanda del grande predatore dei mari al più piccolo e giocherellone tra i due se non avesse paura di lui il delfino risponde: “Come posso avere paura di ciò che non conosco”. Direi che con questa frase, che mi rimarrà per sempre nel cuore, si può riassumere uno dei pensieri dei suoi libri.

Altro messaggio fisso dei suoi libri è quello riguardante la natura, la sua preservazione e la sua, potrei dire, adorazione. Il libro di cui sto parlando è lievemente diverso dagli altri in questo senso. Mentre negli altri i suoi personaggi sono fittizi, fantastici o reali questo si rivela essere una sua biografia. La storia di come lui sia entrato in contatto con i lamantini, stupendi e pacifici abitatori delle coste e dei fiumi della Florida. 


La narrazione è addirittura troppo piena di messaggi riguardanti l’adorazione estatica della natura tanto che il libro ne risulta a tratti appesantito.
Altresì la storia è stupenda, incentrata sull’incontro dello scrittore con queste creature che probabilmente hanno dato il via ad alcuni miti sulle sirene, ma oltre a questo come trama non c’è granché. La narrazione e il narrato ruotano intorno al rapporto bivalente tra uomo e natura, datrice di vita e, in molti casi, di morte.






E’ un libro che a me è piaciuto tutto sommato e che tenderei a consigliare, soprattutto ai più giovani e agli amanti della natura =) 

Link Amazon: Il fiume di cristallo


Alla prossima recensione

Aratak

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