venerdì 18 novembre 2016

La bambina con il fucile - Susanna De Ciechi; Dott. Canelles; Pratheepa

Buongiorno a tutti!
Oggi recensirò e presenterò un libro molto toccante. 
Si tratta de: 

La bambina con il fucile


di Susanna De Ciechi
che ha scritto la storia di Massimiliano Fanni Canelles e di Pratheepa




Questo è un libro che a mio parere va annoverato insieme a quelli di Gino Strada di Emergency.
Strada spiega diverse piaghe che noi umani creiamo, ritorcendole contro gli altri: dalle mine antiuomo raccontate in pappagalli verdi ai conflitti e ai blocchi degli aiuti internazionali raccontati in Buskashì. De Ciechi, invece, in questo libro basato sulla storia vera di Pratheepa, ragazza soldato, e di Max Canelles, uno dei volontari di Auxilia che l’ha aiutata, ci vuole raccontare delle realtà che ai più sono sconosciute o sono solo note per “sentito dire", restando in realtà lontane, quasi incomprensibili per noi occidentali. Il libro parla dei bambini soldati che hanno combattuto nella guerra civile dello Sri Lanka, dove la popolazione Tamil è insorta per invocare la separazione dal resto dell’isola. Che storia, vero? E se vi dicessi che tutti voi che mi leggete ci siete passati attraverso, senza nemmeno rendervene conto?
No, non vi preoccupate, è normale che sia così. 


 Loro non sono terroristi che vogliono la morte degli occidentali, semplicemente volevano la morte di altri singalesi… per cui a noi non è arrivato nulla, nonostante la guerra civile sia durata dal 1983 al 2009. Una guerra che ha prodotto almeno 40000 morti di cui la gran parte era, ovviamente, civile.
Come viene descritta la storia, almeno l’inizio, nell’epilogo: 

"I tamil sono una popolazione originaria dell’India meridionale. Durante la colonizzazione inglese dello Sri Lanka nel XIX secolo, cinquecentomila tamil furono deportati per coltivare le piantagioni britanniche di tè. I tamil non sono mai stati bene accetti dalla popolazione locale e, alla fine del periodo coloniale, furono privati di molti diritti. In questo contesto nacque nel 1976 il movimento armato delle Tigri tamil che rivendicò l’indipendenza del nord-est dell’isola, il cosiddetto Tamil Eelam."

Non sono qua però a farvi un pippone sull’informazione e su quanto essa sia scarsa; voglio piuttosto soffermarmi su ciò che questo libro riesce a passare.
La narrazione segue due vicende: da una parte c’è Pratheepa, ragazza di 15 anni che viene rapita da scuola nel 2000 dalle Tigri Tamil, le forze di guerriglia tamil, e, dopo un lungo ed estenuante processo di condizionamento, viene mandata a combattere.

"Le due soldatesse le indottrinarono per ore. Ogni tanto facevano una pausa, le lasciavano da sole a macerare nel terrore, poi tornavano e ricominciavano da capo. Non le avevano picchiate e neppure avevano urlato. Si erano limitate a usare le parole, calme e decise."

"Pratheepa e le altre erano per la maggior parte inesperte, nei loro villaggi avevano condotto una vita protetta. Almeno quelle tra loro che non avevano subito 
violenze in famiglia. Gli sguardi e i commenti dei soldati le facevano stare in tensione.
Scoprirono presto che tra i loro obblighi c’era anche quello di fare sesso con i militari che ne avevano voglia.
Molte bambine furono abusate, carne senza alcun diritto. Non era un fatto così straordinario, ma era pur sempre duro da superare."


La narrazione qua è molto precisa, violenta e distruttiva, almeno per gli animi più delicati che non riescono a sopportare troppo dolore. Ma è sempre utile venire a conoscenza di cose che non si potevano mai immaginare prima. Leggendo il libro e la narrazione di Pratheepa io sono stato quasi male dal dolore al pensiero di questi bambini, strappati alle loro case, a cui hanno uccisi i parenti più prossimi obbligati a vivere come delle bestie, con l’unico scopo di uccidere altri esseri umani.
E la cosa terrificante è che pochi sono a conoscenza di queste storie, di quello che è successo…

"Cominciò a leggere i volantini della propaganda ogni volta che ne aveva l’occasione. Non sempre sapeva interpretarli, ma alla fine trasse alcune conclusioni. I governi di mezzo mondo facevano a gara per rifornirli di tutto il necessario. Le popolazioni di quel mezzo mondo fingevano di non vedere quel che accadeva in Sri Lanka, un’isola lontana che forse non esisteva davvero e nessuno sapeva che fosse in guerra.
L’altra metà del mondo, invece, ignorava perfino l’esistenza dello Sri Lanka."


L’altra narrazione segue invece il punto di vista del Dottor Massimiliano Canelles che, tramite Auxilia, era stato inviato nello Sri Lanka nel 2005 in seguito al maremoto che aveva distrutto e ucciso migliaia di persone nel dicembre 2004. Lo scopo del dtt. Canelles era quello di valutare e approntare un piano di recupero per tutti i bambini rimasti orfani a causa dello tsunami. Non poteva nemmeno lontanamente immaginarsi cosa si sarebbe trovato a fronteggiare. 
I bambini nello Sri Lanka fino a poco tempo prima erano abusati (fisicamente e psicologicamente) e tutti reputavano la cosa normale, senza dare loro peso. Secondo una statistica, il 20% dei bambini e il 10% delle bambine subisce violenze, siano parenti, vicini o gente sconosciuta, entro i 5 anni di vita. 
Situazione non solo peggiorata con la guerra: 

"Fissò i bambini più vicini a lui. In mezzo c’era una ragazzina, non poteva avere più di dieci anni, indossava un abito pieno di colori che sul petto riproduceva il disegno di una enorme farfalla turchese. Era bellissima e… aveva la pancia. Peter colse il suo sguardo.
«È Thayalini, ha dodici anni. Manca poco al parto.»
«Ma come…»
«Il padre è un soldato singalese. Le donne che vedi… ci sono passate tutte.»"

Ma per cui anche le autorità, nonostante le nuove leggi, riuscivano a fare poco. L’unica soluzione che hanno trovato è stata di prendere i bambini abusati e rinchiuderli in delle “prigioni” speciali dove sarebbero stati protetti da ulteriori abusi.
Max, come si fa chiamare il dottore, si trova dunque a fronteggiare una situazione sconvolgente, capace di rompere e indottrinare, male, tutti gli animi che ci hanno vissuto. Ma lui non si arrende e cerca di fare quello che può, non solo per i cittadini regolari, ma anche per i dissidenti, andando a creare delle tensioni anche con il governo regolare.
Nell’ambito dei suoi successivi piani di recupero per i bambini soldato, al termine della guerra, incontra Pratheepa per la prima volta:


"Conobbi Pratheepa in Sri Lanka, nell’ottobre del 2010. Era detenuta in un carcere nei pressi di Trincomalee. Aveva l’aspetto di una ragazzina, invece era una donna cui avevano rubato gli anni dell’adolescenza. Era stata colpita in guerra e portava addosso le conseguenze di una brutta ferita al braccio. Addestrata per uccidere e per bastare a se stessa, mi apparve distante, chiusa in un mondo tetro."

Un incontro che felicemente cambierà la vita di questa triste ragazza e che aprirà a nuove opportunità lo Sri Lanka tramite l’aiuto di varie ONG.


Il libro, scritto dalla “ghostwriter” Susanna De Ciechi, che già aveva pubblicato un romanzo sulla guerra dei balcani, è un concentrato di tutto ciò che gli umani possono riuscire a fare, di buono e  di cattivo, ai loro simili.
E’ un libro aspro, che poco nasconde al lettore, con contenuti duri e pesanti. Lo ammetto: non sono sicuro di volerlo consigliare o meno ai più giovani, ma vorrei raccomandarlo a tutti i meno giovani. E’ un libro che potenzialmente ti può davvero dare molto, soprattutto a livello umano.


Vorrei fare un breve escursus sulla Onlus di cui ho parlato:

@uxilia è una Onlus (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) attiva dal 2003 nell’ambito della cooperazione internazionale nei Paesi in via di sviluppo coinvolti in conflitti armati, emergenze e calamità naturali, dove interviene con la costruzione di centri sanitari, scuole, orfanotrofi e con attività di sostegno a distanza, educazione e formazione professionale per permettere l’emancipazione di donne e bambini. Oltre a ciò, sviluppa progetti nell’ambito della diplomazia e della negoziazione internazionale.


Inoltre per i milanesi il libro sarà presentato nell’ambito della manifestazione Bookcity  sabato 19 novembre 2016 alle ore 15.00 presso l'Associazione Donna&Madre in via Ascanio Sforza 75, trovate anche l'evento su facebook: Storie Vere





Io cercherò di andare, spero di incontrarvi là numerosi, lo merita.

Per chi non può vi lascio il link di amazon dove potete acquistare il libro o trovare ulteriori recensioni:




Spero che la recensione vi sia piaciuta,

Aratak

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