venerdì 30 settembre 2016

Intervista al Lettore: Valerio e Simona

- Nome 





- Valerio
















- Simona





- Chi sei?

V - Sono uno scrittore e studente che frequenta la facoltà di psicologia.

S - Mi sono diplomata in ceramica ed arti applicate all'Istituto d'Arte di Grottaglie (TA), sono militare e ho 24 anni ormai da troppi anni...


- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?

V - Ahimè, non ho mai avuto la passione per la lettura (sento già il vostro dissenso) per due motivi: primo perché non me l’hanno mai trasmessa, e secondo perché il mio primo approccio alla lettura fu Dostoevskij all’età di quindici-sedici anni, con conseguente trauma semipermanente per questa attività :D . Il fatto di scrivere, poi, mi porta a vedere la lettura più come uno studio.

S - Ho sempre letto ma mai costantemente, fino a quando ho incontrato Harry Potter e, uno dopo l'altro, ho trovato sempre più libri che mi hanno appassionata... 


- Qual è il tuo genere preferito? Secondo te è giusto dividere i libri per genere?

V - A quanto pare non ho un genere preferito. Da quello che ho potuto constatare, ciò che veramente conta per me è innanzitutto la scorrevolezza, poi la profondità del libro; se manca la seconda non fa nulla, ma la prima è assolutamente necessaria. 
Se proprio dovessi rispondere alla domanda credo che sceglierei il fantasy, per la grande potenzialità che può avere.
Per quanto riguarda la suddivisione in generi ho opinioni contrastanti: da è un lato è sicuramente bello non sapere cosa ci si aspetta ma, dall’altro, tutti abbiamo una “lista nera” alla quale vogliamo dar conto. 

S - Il mio genere preferito è il fantasy, ma non disdegno altri generi.
Sì, è giusto dividere le categorie di libri secondo me... credo che questa divisione aiuti il lettore ad acquistare i libri che parlano di ciò che più gli piace.



- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?

V - Direi Zafón, perché è stato l’unico autore in grado di darmi l’insonnia da lettura con “L’ombra del vento”. Inoltre prenderei il caffè al posto del tè =)

S - Ovviamente la zia Rowling, perché? Perché è inglese!!! Scherzo, mi piacerebbe conoscere dei retroscena che non sono stati puntualizzati nei sette libri di Harry Potter-
Ma mi piacerebbe anche parlare con la Clare, per chiederlecome ha fatto a scrivere così tanti libri di una saga senza risultare mai noiosa e monotona.
Ce ne sono tanti altri ovviamente, ma alla fine del tè ne avrei la nausea...


- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché?

V - Asia, la protagonista del mio romanzo! Passerei una giornata con lei perché avrei tante, tante cose da dirle =) 

S - Jace Herondale... perché? Perché è il tizio più affascinante del mondo!!!! Oppure con il suo antenato Will per lo stesso motivo!


- In media quanti libri leggi all'anno?


V - Non tanti, direi più o meno cinque.

S - Dipende dall'anno e da quello che il mondo letterario propone... ma direi in media 25...


- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)

V - I libri che sembrano far ruotare la trama attorno ad una storia d’amore e quelli dal titolo particolarmente smielato…. forse farei prima a dire il genere rosa.

S - Scarto a priori quelli degli autori di cui ho letto e che non mi sono piaciuti nel modo di scrivere o nelle storie raccontate. Scarto i thriller e i gialli perché scopro chi è il colpevole già dopo 10 pagine quindi divento noioso. Scarto molti autori italiani tipo Saviano, Ammaniti, Baricco e la Troisi (quest'ultima perché, sebbene scriva fantasy, letto uno li hai letti tutti: i personaggi, i luoghi e le dinamiche cambiano, ma l'evolversi della storia è sempre lo stesso)


- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?

V - Ci faccio un salto quando capita, più che altro perché mi piace l’ambiente, anche se nella mia zona vi è poco e nulla. Credo che le fiere siano emozionanti per chi è del campo, ma non si può dire lo stesso per i non lettori; la lettura è una passione che va trasmessa in tenera età e che, a mio parere, più avanti si sviluppa con difficoltà.

S - Vivo a Torino e sarei un'eretica se non andassi ogni anno alla fiera del libro. Sono stimolanti quando vedi stand di giovani autori che si associano in piccole case editrici o gruppi che promuovono gli emergenti. Delle grandi case editrici puoi sempre trovare i volumi in tutte le librerie.


- Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi CE per buttarti in uno più di nicchia come CE piccole o autori self? 
Cosa pensi dei self (autori auto pubblicati)?

V - Per quanto riguarda il passare ad una casa editrice piccola… ni. Dipende dalla serietà e selettività del piccolo editore. La nota positiva di una piccola realtà è quella di essere, a mio parere, tendenzialmente più sincera e meno di massa; di conseguenza potrebbe voler rinunciare al “guadagno sicuro”, una politica prettamente in uso dalle grandi case editrici, in favore di una maggior qualità, seppur con meno portata. Tuttavia la grande casa editrice è molto più disponibile, fornita, e ha punti vendita ovunque con ottime promozioni, card convenienti, e tutto il resto.
Per quanto riguarda gli autori self, credo sia bene marcare una linea netta tra piccola editoria e self-publishing. La prima, seppur con difficoltà (do per scontato che sia una casa editrice che crede davvero nei lavori dei suoi autori), attua una selezione ed un lavoro sui testi, puntando ad una certa qualità in entrata per poi migliorarla in uscita. Il self-publishing, e lo dico da autore self, ha purtroppo la brutta (e in qualche modo giustificata) nomea di essere l’ultima spiaggia degli autori che non hanno passato l’esame qualitativo di una casa editrice ma che si ostinano a voler pubblicare il proprio libro, data l’assenza di filtri preliminari. Spesso i lettori della categoria self si ritrovano sommersi da una quantità esorbitante di testi scadenti, e finiscono per migrare altrove per fare i loro acquisti, penalizzando ovviamente chi ha invece svolto un buon lavoro ma, per motivi vari, ha deciso di intraprendere la strada dall’auto pubblicazione. Aggiungiamo poi il fatto che molti libri self sono solo e-book e che tanti lettori sono ancora affezionati al cartaceo, e alla fine della fiera ci ritroviamo con un mercato self intasato, poco fertile, e in qualche modo poco stimolante per la lettura, valido principalmente per i costi bassi o nulli del materiale che si va leggere.

S - Oltre ad essere una grande lettrice sono anche un'autrice, quindi sì, mi fiderei. Il perché è semplice: molte volte, per pubblicare con le grandi case editrici devi conoscere qualcuno all'interno o comunque essere un personaggio pubblico (che pubblicano libri in cui non hanno scritto neanche il proprio nome, ci hanno messo solo la faccia... visto che non sanno neanche parlare l'italiano).
Io ho pubblicato il mio primo libro con una piccola casa editrice ed il secondo l'ho autopubblicato.
Ho letto molti libri di autori self che sono davvero ottimi lavori e che meriterebbero un posto sugli scaffali di tutte le librerie d'Italia.


- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.

V - Come ho risposto ad una delle domande precedenti ritengo che, purtroppo, la passione per la lettura possa essere trasmessa solo in tenera età. I non lettori probabilmente si limiteranno a leggere saltuariamente qualche libro, un po’ come un non tifoso gioca occasionalmente a calcetto. Far avvicinare i bambini è molto semplice: basta solo regalare dei libri adatti alla loro età. Si inizia con le fiabe, poi si passa alla narrativa e così via. Fermo restando che alcuni bambini possano non essere minimamente interessati per natura, non regalate loro Dostoevskij troppo presto o farete un’altra vittima non necessaria.

S - Come dice la zia Rowling "Se non ti piace leggere è solo perché non hai ancora trovato il libro adatto a te".
Detto questo (grande verità per me), bisognerebbe cercare di capire quale genere potrebbe piacere al diretto interessato ed indirizzarlo in quel senso... sono dell'opinione che sia il libro a trovare te, non viceversa.


- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?

V - Direi proprio di sì: mi baso molto sulle recensioni e sulloriginalità della trama. Se la trama mi attira particolarmente, sono in grado di passare oltre.
Le recensioni sono utili per sapere se vale la pena prendere un libro quantomeno in considerazione. Se le valutazioni dei lettori sono per lo più negative, ritengo che esplichi una scarsa qualità del prodotto; se invece sono per lo più positive, è probabile che sia un prodotto interessante ma con una variabile di gusto personale, variabile che secondo me è marginale nel caso di recensioni molto negative, poiché lì non si parlerebbe più di preferenza ma probabilmente di scarse capacità dell’autore.

S - Penso che siano utili, ma non mi baso su questo per scegliere un libro: le opinione delle recensione sono sempre basate su un fattore soggettivo.
Come detto prima, credo che sia il libro a scegliere te.
Quando entro in libreria mi lascio incantare dalla magia della parola scritta, mi guardo intorno, leggo i titoli, guardo le copertine ed attendo che la freccia di cupido mi colpisca. Rare volte cupido ha sbagliato mira.


- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?

V - Assolutamente sì ad entrambe le domande. Capire la formazione e le esperienze dell’autore riesce a dare un quadro completo ed una prospettiva molto più profonda sul suo lavoro, riducendo di molto la distanza tra scrittore e lettore.

S - Sì, spesso mi informo sugli autori e leggere il loro pensiero, oltre alla loro fantasia sarebbe molto utile: se scrivere un libro è come mettere a nudo la propria anima, rispondere alle domande che un estraneo pone è come tirare fuori tutto il resto, quello che non è stato messo nel libro: il tuo io reale.


- Che cosa ti attira in un libro? 
Cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due?


V - Come ho già detto sopra, mi attira la trama originale. In due libri dello stesso genere, chiedo scusa per la ridondanza, scelgo quello più originale. Ad esempio, se leggo di un fantasy classico che tratta la storia degli elfi e poi di un fantasy che tratta della storia dei Jysht (parole premute a caso sulla tastiera), probabilmente tenderò a scegliere il secondo, perché si presuppone che ci sia stato un maggiore sforzo creativo dell’autore (e quindi una maggiore cura in generale) di inventare qualcosa da zero, di fare qualcosa di diverso ed originale.
Menzione d’onore, che prendo SEMPRE in considerazione, va allo stile scorrevole del libro. Se manca la fluidità chiudo e non continuo a leggere.

S - Mi piace un modo di scrivere lineare, non troppo infiocchettato e chiaro. Le descrizioni troppo dettagliate non lasciano nulla all'immaginazione, i personaggi troppo ben descritti idem. Il romanzo fantasy, ma anche tutti gli altri generi, devono lasciare qualcosa da fare al lettore: creare nella propria mente le vicende che raccontano ed i protagonisti che le vivono, lasciando che il pensiero personale metta i dettagli qua e la.


- Quando scegli un libro a cosa dai importanza? Alla copertina, alla quarta...? Quanto dai peso a questi elementi?

V - Di sicuro se una copertina mi salta all’occhio avrò più possibilità di prendere il libro in mano e leggere qualche pagina. In effetti non credo che un libro con copertina nera e testo in bianco mi susciterebbe interesse, non tanto perché giudico i libri dalla copertina quanto perché mi darebbe l’impressione di essere un trattato, uno studio scientifico, piuttosto che un romanzo; va fatta un’eccezione per le idee originalissime che danno un motivo ad una scelta così scarna. Diciamo che ho qualche riguardo per l’aspetto del libro ma, come ho già detto, è la trama che mi convince o meno.

S - In primis alla copertina, in fondo è quella ad attirare il lettore, poi leggo la quarta, ma anche il titolo fa la sua parte, ma come detto prima, deve essere amore a prima vista.


- Quando compri un libro ti fa timore comprarlo su internet a scatola chiusa? (Parlo di editori e libri che non hanno la possibilità di fare l'anteprima come amazon)

V - Ancora una volta, dipende da quanto interesse mi suscita la trama. Ma in linea di massima sì, tendo a passare oltre se prima non posso avere un assaggio dello stile scorrevole.

S - Ho comprato libri su internet, ma preferisco farlo in libreria. In quel caso però mi affiderei a recensioni precedenti prima di acquistare.


- Cosa pensi del bookcrossing?

V - Un’iniziativa molto carina ed interessante, ma ancora non ho trovato alcun libro per strada :D

S - Ho mandato in giro per l'Italia (con la speranza che non sia stato certinato) il mio primo libro "le ali d'argento", sperando che possa appassionare i lettori. 
Se dovessi trovare un libro in giro lo leggerei e lo farei girare a mia volta, credo sia utile per farsi conoscere.



- Che libro stai leggendo o hai appena finito di leggere? Che cosa ti ha lasciato?


V - Attualmente sto leggendo “Intervista col vampiro” di Anne Rice, essendo stato uno dei libri che ha maggiormente ispirato un GDR che amo alla follia: Vampire the Masquerade.
Mi sta lasciando delle riflessioni (o comunque tratta argomenti molto simili) che ho già avuto occasione di vivere giocando al suddetto GDR: riflessioni su cosa può spingere a fare la solitudine, gli effetti dell’immortalità sulla psiche, e altri temi non felici ma con grande “potenza riflessiva”.


S - Non posso darti il titolo, ma posso dirti che mi ha lasciato ben poco, quindi ti do il titolo dell'ultimo libro che mi è piaciuto: "shadowhunters, la signora della mezzanotte". E' bellissimo ed appassionante: parla di coraggio, di amore ed amicizia. 
Cosa mi ha lasciato? Un gran vuoto... nell'attesa del secondo capitolo della saga! 


L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

Nessun commento:

Posta un commento