domenica 17 luglio 2016

Dark Alchemy - Antologia

Buongiorno a tutti!
Oggi vi parlo di un’antologia.
Inutile ripetere quanto difficile sia riuscire a recensirle… per cui let’s get started!
Il libro in questione è:


Dark Alchemy



Questa antologia ha come tema la magia e le sue varie forme, bianca, nera o naturale. 
Gli autori sono vari, si va da quelli più conosciuti come Gaiman, Cofer e Scott Card a altri che non avevo mai sentito come Baker e Yolen.
L’antologia è curata da Dann e Dozois, quest’ultimo è un curatore davvero attivo e in vista nell’ultimo periodo: sue sono molte delle antologie dove Martin pubblica i suoi racconti.

Dalla prefazione: 
“Maghi, stregoni e sciamani, streghe, santoni e veggenti, guaritrici, prestigiatori: ogni epoca e ogni cultura, sin dalla preistoria, ha avuto la propria versione di rappresentanti della magia, di chi intercedeva con gli spiriti, che conosceva gli antichi segreti e sapeva evocare poteri nascosti, di chi era in grado di vedere sia il mondo spirituale che quello fisico e riusciva a mediare tra i due. Talvolta erano personaggi benevoli e saggi, altre volte malvagi e cattivi, a volte ambigui. Anche oggi nel ventunesimo secolo, in cui abbiamo stazioni spaziali e satelliti che ci volano sopra la testa, in cui possiamo comunicare in maniera simultanea con qualcuno dall’altra parte del mondo, e possiamo attraversare un continente da una costa all’altra in una manciata di ore (cosa che, di per sé, sarebbero sembrate magia estrema soltanto poche centinaia di anni fa), la figura del mago è ancora profondamente significativa, un archetipo che satura arte, pubblicità, letteratura, folclore, cartoni animati, cinema e persino i nostri sogni più remoti.”

“La lapide della strega” di Neil Gaiman

Un ragazzo, Bod – abbreviazione di Nobody – si ritrova a vivere in un cimitero e, come suoi guardiani e genitori, ci sono dei fantasmi.
Questo racconto si concentra sulla magia degli spiriti e su quella che Bod riesce a utilizzare lui stesso in quanto abitante del cimitero. Uno dei passaggi più divertenti è quando Silas, il suo mentore, risponde a una domanda su un terreno sconsacrato, dicendo che ci vivono le persone che non hanno ricevuto l’assoluzione, tra cui i suicidi: 

<<vuoi dire che si suicidano?>> disse Bod. Aveva circa otto anni, teneva gli occhi aperti, era molto curioso, e non era uno stupido.
<<esattamente>>
<<E funziona? Sono più felici da morti?>>
Silas gli fece un sorriso molto ampio e improvvisamente mostrò i denti. <<Qualche volta. Ma per la maggior parte non è così. Succede la stessa cosa a chi crede di essere più felice andando a vivere da un’altra parte ma poi scopre che le cose non vanno in questo modo. Dovunque vai, porti sempre te stesso con te, se capisci cosa intendo.>>
” 

Il racconto continua tra streghe, ricettatori e mostri paurosi, ma riuscirà Bod ad affrontare gli esseri con cui non ha mai avuto a che fare prima (gli esseri umani)?
Forse…
Se riconoscete questo racconto avendo letto “il figlio del cimitero” avete perfettamente ragione: questo è diventato, adeguatamente riscritto, parte integrante del successivo libro di Gaiman.
A mio parere uno dei racconti migliori della raccolta per l’introspezione che ci dà di Bod e per la capacità di un bambino di 8 anni di disubbidire alle regole per i suoi amici.


“Ferro e agrifoglio” di Garth Nix

Il racconto ci viene presentato così: 
Ecco un’inquietante avventura, eccitante e piena di suspense, ambientata in un momento in cui due mondi, due popoli e due antichi sistemi di magia, si scontrano, impegnati in una battaglia all’ultimo sangue, con risultati a volte sorprendenti.”  
Le magie e i popoli a confronto sono il popolo normanno che usa la magia del Ferro, mentre il popolo con la magia dell’agrifoglio e del sorbo sono gli inglesi. La guerra è quella di conquista che i normanni hanno perpetrato a danno delle isole bretoni nell’anno 1000 circa. 

“Il fatto che Robin avrebbe potuto possedere la magia di ferro non era mai stato detto tra loro. Le magie di agrifoglio e di sorbo erano inglesi, nate dalla terra, tramandate nella linea reale. La magia di ferro non era nata nel regno dell’isola, era una forza aliena, come gli invasori normanni stessi. Era anche una magia molto più adatta alla guerra e alla conquista.” 

a chi è nato con entrambe le magie cosa potrebbe succedere? Quale delle due parti prenderà Robin, la nostra protagonista?
Un racconto carino a mio parere ma non tra i migliori. Interessante rivisitazione di una nota leggenda che non nomino per non rovinarvi la sorpresa. Tra l’altro abbastanza ovvia a un certo punto.


“Sentire a colori” di Mary Rosemblum

Un mago potente sta cercando tutti gli esseri magici per poterli prosciugare della propria energia. 

<<Bisogna preoccuparsi di Zoroan>> dice Cris con la bocca piena. <<Vuole tutto il potere dei Primogeniti>>. Poi deglutisce bevendo diversi sorsi d’acqua.
<<Il loro potere è sempre più concentrato. C’erano molti Primogeniti- Ma alcuni di loro non hanno figli prima di morire, sai? Quindi sempre meno ne fanno uso. Se un giorno si impadronissero di tutto il potere…>> Criss si stringe nelle spalle.
<<Penso che il nostro mondo potrebbe scomparire o qualcosa del genere. O forse Zoroan potrebbe trasformarlo in qualcosa di diverso o usarlo per causare problemi a tutti voi. …>>”

Un racconto che parte a mio parere con delle ottime premesse: la protagonista riesce a sentire e vedere le voci con dei colori che rappresentano ognuno una persona e ogni tonalità di colore uno stato d’animo. Da questa premessa si potevano sviluppare racconti di diverso tipo ma mi ha deluso un poco scoprire che si è andati verso il tipico racconto di combattimento.


“Un inestimabile rubino” di Kage Baker

La ragazza meravigliò tutti.
Per cominciare, nessuno nel mondo di sotto poteva pensare che i suoi genitori avrebbero avuto altri figli. Il matrimonio dei due aveva creato scandalo, uno scontro profondo tra filosofie estreme; questo perché suo padre era il Signore della Montagna, un bandito e un mago che aveva portato la Santa Protettrice del mondo nella sua alta fortezza. E’ già abbastanza spiacevole quando una dea vivente, che può guarire malati e resuscitare i morti familiarizza con un oscuro signore (armatura nera, armi mostruose e tutto il resto). Ma quando si sistemano con tutta l’intenzione di metter su famiglia, che cosa deve pensare la gente rispettabile?
Un problema in più ci fu quando da questa coppia nacquero dei figli. Il primo era cattivo e malvagio come il padre mentre il secondo aveva l’animo dolce e puro della madre. Un equilibrio per fortuna era stato raggiunto se non che la Signora, rimasta incinta una nuova volta, diede alla luce una bambina.
Questa bambina crebbe fino a essere una alta, bella e potente ragazza con la voglia di comprendere il mondo e soprattutto di avere il Potere.
Potere che cercò girando per il mondo, scoprendo manufatti e studiando fino a prendere due lauree. E poi trovò l’amore con un 

<<Un fabbricante di giocattoli?>> urlarono i fratelli. Mentre i parenti di lui: <<Una ragazza molto carina. Un po’ alta, ma carina>> Avevano deciso infatti di non informarlo della reale identità della ragazza

Un racconto carino che si basa molto sulla ricerca del potere, che alla fine si rivela presente, in potenza, in tutti noi. E soprattutto insegna come il frutto di questo potere poi sia da coltivare e far crescere sebbene non sempre cresca nella direzione voluta.


“Storie di volatili” di Eoin Colfer

Dalla presentazione del racconto: “Nel buffo racconto che segue, ci mostra che color che si preparano a narrare una storia per procacciarsi il cibo devono prestare attenzione a quello che dicono.
Questo è un bel racconto. Corto ma ironico e strepitoso, come mi aspettavo da Colfer.
Si tratta della storia di un uccello che arrivato a una corte si mette a raccontare una storia per avere un po’ di zuppa. Dicendo di più vi rovinerei la sorpresa per cui abbiate pazienza e fidatevi se vi dico che anche questo va tra i migliori racconti dell’antologia.


“Scivolando verso l’eternità” di Jane Yolen

Un racconto pseudo religioso che parla di alcune pratiche della religione ebraica.

<<Elia è qui, è solo che non lo puoi vedere>> disse Nonny.
Ma lei si sbagliava. Io potevo vederlo.
Elia era sulla porta, alto, magro, a metà tra la vittima di un campo di  concentramento e un poeta beat. Leggo un sacco di poesia. Poi la dipingo. Le parole cantano i loro colori sulla pagina.”

Un racconto che a me non ha lasciato molto, Elia è un profeta ebraico e tramite la sua magia porta la protagonista a spasso nel tempo.
Peccato che alla fine sembrerebbe proprio che lei diventi la nonna di sé stessa.


“Le mani dello straniero” di Tad Williams

Un vagabondo completamente assente che deve essere guidato da un altro ha il potere di realizzare qualunque desiderio. Come? Toccandogli la mano.

 “Il solo apparente fallimento del tocco magico di Eli era Pender, il fabbro, che si era recato all’accampamento, un uomo massiccio, ben piantato con una barba che arrivava a metà torace, e se ne era andato con l’aspetto, la voce e, a quanto pareva, tutte le “parti funzionanti” di una snella, giovane donna.” 

Però Eli non tocca le mani a tutti e non si capisce su che criterio basi il suo elargire questi doni.
La voce del suo potere arriva anche a Kettil, un grande arcimago che va a controllare e… scopre che era Elizar il divoratore, il suo più acerrimo nemico. Eli sospinge la mago anche verso di Kettil che riceverà il suo desiderio esaudito… ma vi taccio cosa visto che è la fine della storia =)
Un racconto carino e simpatico.


“Il giorno dell’iniziazione” di Patricia A. McKillip

Il giorno della scelta del nome è uno dei più importanti nella carriera di un mago. Così vale anche per la giovane Averil, quel giorno era arrivato 

<<Non riesco a decidere>>. Averil sospirò, scivolando mollemente dalla sedia e godendosi il riflesso dei suoi capelli color avorio sullo scuro legno levigato. <<Qualcuno ha già scelto un nome?>>” 

Ma è inutile rimuginare troppo a lungo se tua madre si è quasi arrivata a diplomare all’accademia di magia e ti chiede un favore.
Un racconto carino e divertente che insegna a essere più comprensivi verso i propri genitori.


“La moglie di Winter” di Elizabeth Hand

A pochi metri Winter continuava a camminare in linea retta, con il bastone di salice tenuto proprio di fronte a sé.
E tutto d’un tratto il bastone cominciò a piegarsi. Non sto dicendo che le braccia di Winter si piegarono nel tenerlo: il bastone stesso, il punto che spuntava fuori diritto, si piegò in dento come se fosse di gomma e qualcuno l’avesse afferrato e attirato al suolo.

Queste sono le capacità di Winter, nativo americano, nella rabdomanzia. Tuttavia non è l’unica cosa che sa fare e soprattutto, la cosa più magica, è la moglie. Una donna Islandese vestita male ma bella, gelida ma che sapeva essere accattivante.
Chi è realmente? Si chiama Vala e ha degli strani poteri… e soffre molto quando uno dei tre “alberi del re” vengono abbattuti.
Un racconto interessante e divertente, io ho dato una mia interpretazione su chi sia Vala ma non so se sia giusta. In ogni caso l’ho trovato molto godibile.


“Il diorama delle regioni infernali o la nona domanda del diavolo” di Andy Duncan

“Il mio nome è Pearleen Sunday, anche se mi hanno sempre chiamato Pearl, e questa è la storia di come ho incontrato la vedova della Villa della Pianura e i suoi 473 amici, e di come ho cantato in duetto con il genero del diavolo attirando su di me l’ira di un mago per il solo fatto di averlo liberato.” 

Con queste parole inizia questo racconto che vive con la magia. Quasi ogni sua parte, eccetto l’inizio, è intrisa della magia più pura, fantasmi, diavolo e maghi convivono e si fanno i dispetti.
Pearl viene immessa in questo mondo per puro caso, guardando il diorama delle regioni infernali. E non ne uscirà più.
Molto carino come racconto, ottimo per passare il tempo.


“La danza del Barrens” di Peter S. Beagle

Questo racconto verte sulla storia di un mago molto particolare, di nome Carcharos. 

Carcharos era l’unico mago che avessi mai conosciuto, o di cui avessi sentito parlare, i cui poteri si esprimevano interamente attraverso la danza. La maggior parte delle persone si immagina i maghi compiere il loro volere per mezzo di festi magici, incantesimi, persino canzoni, come Am-Nemil, o lo stesso Savisu, il cui modo di parlare, sin da quando era bambino, era così contorto che non aveva altro modo di farsi comprendere. Ma la danza… per quanto ne sapessi, non esisteva nessuno come Carcharos.” 

E quando questo mago vuole qualcosa, beh meglio non mettersi sulla sua strada.
Un giorno Carcharos provò una insostenibile infatuazione per una donna e la volle. Ma se prima gli si oppose dopo, capendo chi fosse, lei non resistette più salvo giocargli un brutto tiro…


“Il ragazzo delle pietre” di Nancy Kress

Un giovane skater si trova faccia a faccia con la classica frase: “<<Sei un mago, Jared.>>
Magia che

 “<<La magia è molto antica, Jared, molto più antica persino delle civiltà primitive. Governa soltanto le cose fondate dalla natura, e non può operare vicino a cose che non lo sono. L’unica ragione per cui sei riuscito ad attirare quelle pietre è perché il tuo skateboard è volato via, non avevi il cellulare e indossavi pantaloncini senza allacciature, né zip>>.” 

Un racconto che andrà a toccare combattimenti e associazioni segreti. In pratica una cosa vista e rivista, un racconto senza infamia né lode.


“L’incantesimo della Manticora” di Jeffrey Ford

Almeno in questo racconto ci sono elementi differenti dal solito!
Protagonisti sono il mago di corte e il suo sguattero/apprendista e la caccia data alla Manticora, famigerata bestia magica che sta uccidendo molte persone del regno.

Era di color cremisi e tutte le sue tonalità. E dopo aver notato il colore, vidi i denti e non guardai null’altro per un po’. Sia una smorfia che un sorriso. Vidi le zampe di leone, la pelliccia, le mammelle, il lungo pelo. La coda di segmenti lucenti finiva in un pungiglione aguzzo e liscio. C’era una bolla verde di veleno sulla punta.

Ma la morte di una creatura simile a cosa può portare? E si saranno liberati completamente del suo seme o continuerà a tormentare il regno?
Come dicevo un racconto diverso dal solito, carino e interessante con vari piccoli colpi di scena.


“Zinder” di Tanith Lee

“Ora è Quaquarò. Ma anche Quaquarò, di giorno, conosce la felicità e non è mai triste. Senza pensarci, proprio come non si sofferma troppo a riflettere sulle sue uscite ed entrate dai panni di Zinder, Quaquarò capisce che nulla, in fondo, può distruggere o deviarlo da ciò che è. Perché Quaquarò è Zinder e Zinder è Quaquarò. La risposta è l’indovinello, l’indovinello è la risposta.” 

Racconto breve ma molto intenso. Ci si stupisce dei poteri di un “brutto anatroccolo” che ogni notte diventa ci… no direi angelo quasi. Soprattutto ci si stupisce delle sue azioni.
Racconto carino.


“Billy e il mago” di Tery Bisson

Billy è un ragazzo a cui piace giocare con le bambole. Un giorno, tira la cordicella alla sua bambola preferita, e questa gli dice di guardare in garage e aprire un certo giornale e: 

“Il mago era lo stesso su ogni pagina. Aveva una barba a punta, in coordinato con il cappello.
… <<Non sono il mago di tutto>> disse il mago. <<Sono il mago di qualsiasialtracosa>>.
Billy ci pensò su. <<Da chi ti stai nascondendo?>> chiese.
<<Tu da che pensi?>> chiese il mago.
Billy girò pagina. <<Mi arr
endo>>.
<<Dal diavolo>> disse il mago. <<Ora rimettimi nella pila>>.” 

Un racconto particolare che lascia perplessi soprattutto per alcune strutture/trovate dell’autore.
Le bambole sono molto “Creepy” e mi hanno messo un’ansia che non vi dico!


“I Magikker” di Terry Dowling

Nel mondo ci sono Maghi seri, Magikker e infine gli illusionisti. Tra i tre i Maghi sono quelli più potenti potendo utilizzare tutte le magie che vogliono anche se molti di loro sono maghi per un brevissimo periodo della loro vita. I Magikker invece possono usare una sola magia nella loro vita, il prima possibile perché il potere va via via scemando con il tempo.
Per essere addestrati vanno alla scuola Prandt: 

C’erano così tante cose disposte su quella grande, meravigliosa scrivania, ma particolarmente notevoli erano i tre globi planetari che Sam aveva studiato nelle Introduzioni ai corsi di magia. Il più vicino era quello della terra, come Sam ben sapeva, ma era legato da diciassette fili d’argento al secondo, che era il mondo superiore, disposto con le sue torri incantate e i punti magici. Quell’orbita era unita a sua volta da alcuni fili rossi alla terza, che rappresentava il mondo inferiore, tutti neri e rossi, con fili di rame caldo e lucente che individuavano i vari punti di separazione.

Voi cosa fareste nel caso foste Magikker?
Che magia scegliereste di fare? Una casa fatta di dolcezze inesaustibili? Una torre alta fino al cielo?
Racconto carino e interessante, ma nulla più. Banali davvero le magie descritte di alcuni Magikker.


“L’animale magico” di Gene Wolfe

Una ragazza dei nostri giorni viene chiamata dalle fate per assolvere a compiti in cui solo lei può riuscire. Dovrà rapire Merlino, fargli da balia e poi rincontrarlo in un secondo momento, dovrà essere la Dama del Lago e passare Excalibur. 

<<Sei colpita, mia dama del lago senza età, di vedermi come sono, un uomo con molti anni sulle spalle. Potrei ringiovanire di nuovo davanti ai tuoi occhi, ma la trasformazione sarebbe essenzialmente irreale e, ahimè, solo temporanea. Renderla reale è oltre qualsiasi potere in mio possesso. Oltre i poteri della donna che chiamo Gwelliant, anche. E in tutta verità, i suoi poteri sono inferiori ai miei>>.” 

Un racconto interessante e ben strutturato. Si estende su presente e passato con magie e passaggi nel tempo, ben orchestrati e ben delineati.


“Il padre della roccia” di Orson Scott Card

Dalla presentazione al racconto: 
Ci presenta un ragazzo nato povero che non ha nulla a parte l’umorismo e le abilità che ha dalla nascita, su cui può contare per sopravvivere in un mondo indifferente e ostile. Finisce per usare le sue abilità in modi che cambieranno non solo la sua vita, ma anche quelle di tutti quelli che gli stanno attorno.
Il racconto più lungo della raccolta, ma merita di essere così lungo. Il soggetto è il solito cliché del ragazzo povero, sfortunato che si mette in viaggio per trovare la sua strada e viene assoldato da un mago come ragazzo tuttofare.
La magia in questo mondo è suddivisa in varie categorie, ci sono maghi dell’acqua, della roccia e degli animali. Ognuna di queste categorie è suddivisa in ordini di potenza da semplici “Figli di” a “fratelli di” per finire con i più potenti: “Padri di”. La potenza è crescente e i padri sono talmente potenti che possono sconvolgere l’ordine naturale delle cose.
Ovviamente si scoprirà che il ragazzo è un padre della roccia, cliché, ma lo sviluppo della storia e della narrazione intriga e ti tiene incollato alla lettura di quest’ultimo racconto che merita di essere letto.


Con questo si esauriscono i racconti presenti nell’antologia.
I miei preferiti sono stati di gran lunga: la lapide della strega, storie di volatili, Il diorama delle regioni infernali, Zinder e il padre nella roccia. Sono infatti i migliori a mio parere e pochi tra gli altri meritavano quasi altrettanto.
La cosa che mi ha intristito di più è che sono quasi tutti racconti colmi di leggerezza, non ci sono rappresentazioni interessanti da un punto di vista psicologico-culturale inserite al loro interno.
La cosa che invece mi ha colpito parecchio è che, come in ogni buona antologia, nella presentazione dei vari autori c’è anche una loro bibliografia con tutte le storie/libri da loro pubblicati. Mi ha lasciato basito vedere quanti libri e racconti questi autori abbiano pubblicato nell’arco della loro vita, parlo di un minimo di 15 circa a un massimo di 60 tra libri e racconti, numeri che qui in Italia solo due o tre autori raggiungono. Anche perché nel nostro paese le antologie di racconti sono libri abbastanza disprezzati. E tutt'ora mi sto interrogando sulle ragioni di questo disprezzo.




Conclusione:

Un libro carino, anche se ritengo si sarebbe potuto fare di più come qualità di alcuni testi.
E’ un libro dedicato puramente all’intrattenimento e che consiglio ai più giovani o agli appassionati di magia.


Aratak


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