giovedì 21 aprile 2016

Le guardiane dell'aurora - Racconto di Yasodhara Leandri

Buon pomeriggio!
Oggi vi lascio con un racconto scritto da Yasodhara Leandri, autrice de La Custode, spero vi piaccia!


Le guardiane dell'aurora

di Yasodhara Leandri


-Skye fammi posto, manca poco ormai!- esclamò Lynn sedendosi accanto a me e, come era sua abitudine, confinandomi all'estremità del tronco. Non che avesse bisogno di tutto quello spazio, in tal caso avrebbe avuto senso. Era una cosa che faceva senza nemmeno accorgersene e io, da brava migliore amica qual ero, glielo lasciavo fare. La verità era che mi piaceva la sua vicinanza, mi faceva sentire a casa. Non ricordavo neppure il momento esatto in cui Lynn era diventata parte di me, forse lo era sempre stata. 
-Se ci pensi non è poi una cosa tanto straordinaria..- intervenne Josh come previsto. 
Sospirai rumorosamente aspettando il fiume di parole in arrivo. 
-Ma sapete voi cos'è un aurora?- cominciò agitando un dito. 
-Non è qualcosa tipo protoni ed elettroni ionosfera bla bla?- lo interruppe Seth con aria annoiata. 
-Beh si però il processo è molto più..- 
-Josh c'è l'hai già spiegato più che sufficientemente in macchina!- esclamai alzando le braccia in aria.
-Scusate, pensavo non mi steste ascoltando..- si giustificò andandosi a sedere sul tronco di fianco al nostro e tirando fuori dallo zaino un muffin al cioccolato. Me lo passò, poi, come mi stesse consegnando un prezioso cimelio di famiglia. Accettai le sue scuse e divisi quel significativo muffin con Lynn.


-Ragazzi Foxtail Land è dove ci troviamo giusto?- chiese Seth sollevando lo sguardo dalla raccolta di leggende sull'aurora che aveva sfogliato per tutto il giorno. 
-Sì esatto..c'è una leggenda a riguardo?- esclamai curiosa. 
-Si..allora l'autore è anonimo e non è riportata nemmeno la data ma sembra interessante, ve la leggo..-sentenziò per poi schiarirsi la voce un paio di volte. Come delle bambine che si preparano ad ascoltare la fiaba della buonanotte, io e Lynn ci raggomitolammo sotto la coperta in attesa che Seth iniziasse. 
-Successe molto tempo fa, quando ancora nel pieno della mia giovinezza ero solito campeggiare in queste spettacolari lande. Era notte e osservavo in ammirazione l'aurora boreale quando qualcosa nel cielo attirò la mia attenzione, sembrava un elicottero. Stava precipitando. Afferrai immediatamente la radio per chiamare aiuto, tuttavia l'aurora disturbava la ricezione del segnale, non potevo contattare nessuno. Pochi secondi dopo sentii uno schianto. Decisi che era mio dovere prestare aiuto a chiunque si trovasse nell'elicottero. Ero un tipo preparato e abituato a fare ferrate , così presi il necessario: kit di pronto soccorso, corde provviste di barella e leva automatica, thermos, torcia e radio. Camminai per ben due ore, durante le quali nessun segnale raggiunse la radio. Arrivato al relitto qualcosa di orribile mi aspettava a bordo: il pilota era morto, accasciato contro il vetro. Appena mi ripresi da quella scoperta seguii le tracce di sangue sulla neve. Arrivai in prossimità di uno strapiombo, mi protesi verso l'esterno e, una decina di metri più in basso, vidi una sporgenza rocciosa sulla quale stavano in una macchia di sangue..- 
-Una donna e una bambina..- sussurrai senza nemmeno rendermene conto. Alle mie parole sentii Lynn accanto a me trasalire. Perché l'avevo detto? 
-Come?- chiese Seth. 
-Niente..- risposi velocemente, sollevata che non avesse sentito. 
-..dicevo..stavano in una macchia di sangue una donna e una bambina.- 
Stavolta fui io a trasalire. Come potevo saperlo? Probabilmente conoscevo già quella storia. Eppure mano a mano che quest'ultima procedeva, immagini troppo nitide, troppo reali prendevano forma nella mia mente. 
-..urlai per richiamare la loro attenzione, soltanto la bambina parve accorgersi di me. Agganciai ad un albero le corde e mi calai giù. La bimba mi pregò di fare qualcosa per la madre incosciente, le sue minuscole mani tenevano il suo stesso giubbotto premuto sulla ferita. Era percorsa da brividi per il gelo e lo shock, aveva la candida pelle sporca di sangue, i capelli castani imbiancati dalla neve, vidi graffi ed ematomi sul suo viso ma lei non si lamentava, non piangeva. L'addome della donna era perforato da un pezzo di metallo che sembrava provenire dall'elicottero. Non le rimaneva molto tempo. Un bip dalla radio mi rassicurò, in quel punto c'era segnale. Chiamai subito i soccorsi ma mi resi conto di dover spostare la donna e la bimba, quella sporgenza era troppo pericolosa e la crepa notata poco prima presagiva un imminente crollo. La bimba supplicò di portare in salvo prima la madre e viste le condizioni in cui si trovava quest'ultima concordai con lei. La caricai sulla barella e raggiungemmo la cima sani e salvi. Cominciai a calarmi una seconda volta, stavo cambiando i moschettoni quando controllando che la bambina stesse bene mi accorsi che una larga macchia rossa le percorreva la schiena. Me l'aveva tenuta nascosta prima, l'aveva fatto perché salvassi la madre al suo posto. In preda ad uno slancio d'affetto e preoccupazione cominciai a calarmi giù frettolosamente. Nel farlo notai la presenza di una volpe bianca. Era su una sporgenza poco lontana da quella della bimba e proprio nel momento in cui mi accorsi di lei vidi la pietra tremare e creparsi. La volpe fece appena in tempo a saltare che la roccia rotolò giù. Era riuscita ad aggrapparsi alla sporgenza dove si trovava la bambina continuando però a perdere la presa. Urlai alla bimba di spostarsi verso l'interno, la pietra stava per cedere anche in quel punto. Eppure lei non obbedì, sebbene rallentata dalla ferita raggiunse la volpe. Stava cercando di aiutarla ad issarsi sulla pietra ma era troppo tardi, vidi la crepa aprirsi e d'improvviso la roccia crollò. Urlai disperatamente mentre la bimba e la volpe cadevano abbracciate, come potessero proteggersi a vicenda da un destino inevitabile. Non so per quanto rimasi lì immobile, schiacciato dal senso di colpa, ma quando ritornai sulla cima qualcosa di totalmente inaspettato mi si presentò davanti. La donna non era sola, contro il suo petto stava la bambina. Mi avvicinai e le posai una mano sulla testa per assicurarmi che fosse vera. Sentii la seta dei suoi capelli sotto la mia mano, era lì, era viva.- 
Alla fine di quel racconto avevo lasciato cadere a terra la coperta ed ero saltata in piedi in preda al panico. Immagini di quel che era successo quella notte si accavallavano l'una all'altra, sentivo voci. Sentivo urlare l'uomo che aveva salvato quella donna, sentivo l'urlo che si univa al mio quando io e quella volpe eravamo morte. No. Non eravamo morte. Io era viva. Non ero quella bambina, era soltanto una storia. Mi presi la testa tra le mani mentre un ronzio insistente e familiare si insinuò nelle mie orecchie. Aprii gli occhi che non mi ero nemmeno resa conto di aver chiuso e fissai l'aurora. Eccola immensa e luminosa nel cielo. Come una grande barriera. Barriera. Perché avevo pensato a quel termine? È una barriera, Skye disse una voce familiare dentro la mia testa. No. Non era reale. Volevo mandare via quelle voci, quelle immagini. Volevo scappare e così feci, seguita in lontananza dai richiami dei miei amici. Non vedendo bene dove mettevo i piedi incespicai un paio di volte, mi graffiai mani e viso ma non smisi di correre. Almeno finché non mi ritrovai ai piedi di una grande parete rocciosa. Alzai lo sguardo e vidi colori familiari giocare su quella tela di pietra. Una visione avuta in precedenza, appena risvegliata dalla caduta. Tuttavia quel giorno qualcun altro mi faceva compagnia oltre alla volpe. Una ragazza. Anzi no. Era qualcos'altro. Aveva lunghi capelli dorati che le arrivavano alla vita, un viso sottile e leggiadro e indossava un cappotto nero, chiaramente di un paio di taglie più grande. Mi osservava dall'alto con due occhi blu notte e sorrideva. 
-Cos'è successo?- esclamai tirandomi su a sedere. Mi guardai in giro preoccupata in cerca della volpe. La trovai a pochi metri da me. Era immobile, sembrava quasi che stesse dormendo. Mi alzai e la raggiunsi, le carezzai la soffice pelliccia. Il suo manto era così bianco da confondersi con la neve attorno a lei. 
-Perché è morta?- chiesi forse più a me stessa che a quella ragazza. 
-Era il suo destino..- affermò con tono neutro. 
-Non è giusto..- ribattei stringendo i pugni, una lacrima cominciò a scendermi lungo la guancia. 
-Molte cose non sono giuste, e molte di più non lo sarebbero se non esistesse l'aurora, piccola umana- dichiarò sollevando lo sguardo verso il cielo. 
-Non capisco..- 
-Esistono esseri malvagi, creature che vivono per distruggere..l'aurora, lassù, è una barriera Skye, impedisce loro di invadere questo mondo, noi la chiamiamo Valhalla, è nostro compito stare di guardia per l'eternità, assicurarci che la Terra sia protetta-spiegò con lo sguardo più vecchio che avessi mai visto in un volto così giovane. 
-Chi sei?- chiesi tornando a guardarla. 
-Sono Aielynn, una valchiria delle terre del Nord- rispose accennando un breve inchino. Non sapevo per quale motivo le credevo, forse perché il fatto che fossi viva era altrettanto impossibile. Eppure sapevo che indipendentemente da questo avrei creduto ad ogni sua singola parola, era inconcepibile per me che stesse mentendo. 
-Piacere, io sono Skye Melburn delle terre..beh diciamo del Sud, sei stata tu a salvarmi vero?- 
-In verità non ti ho ancora salvata, volevo chiederti una cosa, una cosa che mi è concesso chiedere una sola volta nella vita ed ad un solo umano..è da molto tempo che non mi imbatto in un animo nobile come il tuo, Skye. Volevo proporti di unirti a me, ogni valchiria ha il diritto di fare di un umano il suo compagno d'armi, un sakai , le uniche condizioni sono che l'umano accetti volontariamente..perciò voglio prima spiegarti le conseguenze di tale scelta, prenderai le sembianze di un animale ma il tuo spirito sarà ancora umano, saremo legate..ogni tuo pensiero sarà un mio pensiero e viceversa, questo ci aiuterà in battaglia..io combatterò a Valhalla e tu sulla Terra ma entrambe per lo stesso scopo, proteggere questo mondo dal male..se accetti..devi sapere che se diventi una sakai la tua esistenza verrà cancellata, sarà come tu non fossi mai esistita- 
-Skye..skye!- 
Fu il mio nome ripetuto più volte a strapparmi da quella conversazione dimenticata. Ero ancora davanti all'alta parete di pietra e Lynn alle mie spalle cercava di richiamare la mia attenzione. Mi voltai lentamente e per la prima volta da tanto tempo la riconobbi. La riconobbi davvero. 
-Perché sei scappata?- 
-Aielynn?- sussurrai incredula. 
Cambiò all'istante espressione, un lampo di consapevolezza e timore le attraversò lo sguardo. 
-Ricordi..- fu tutto quello che disse. 
-No io..non tutto..non ricordo cos'ho scelto..ma non posso averti detto di si, tu non..- balbettai più confusa che mai
-..che sta succedendo?- urlai vicina alla disperazione. 
-Ti stavo chiedendo di scegliere tra morire ed essere ricordata dai tuoi cari o..vivere e lottare per l'eternità ma essere dimenticata dal mondo intero? Cosa pensi abbia scelto quella bambina? Cosa sceglieresti tu?- pronunciò quelle parole con voce roca, come fosse prossima al pianto. 
Non ebbi bisogno di riflettere, sapevo chi ero, sapevo cos'avrei scelto. 
-Sceglierei..scelgo e ho scelto di lottare al tuo fianco per l'eternità Lynn, lo sceglierei mille volte affermai ritrovando la sicurezza di quella bambina. Un sorriso triste apparve nel volto di Lynn. 
-Io ho aspettato per secoli di poterti scegliere, piccola umana- affermò facendomi sorridere a mia volta. 
-Però non capisco..cos'è successo dopo? Come ho potuto dimenticare?- 
-È tutta colpa mia..ho iniziato il rito di trasformazione ma non l'ho mai finito..- disse abbassando lo sguardo. 
-Perché?- 
-Quando ho stabilito il legame tra di noi l'ho sentito..il dolore insopportabile che stavi provando, e che avresti provato per sempre sapendo che i tuoi stessi genitori non avrebbero mai ricordato che tu fossi nata, che i tuoi amici non ti avrebbero mai conosciuto..quel dolore era troppo struggente..- fece una pausa e si sedette pesantemente su una pietra, poi continuò
-..ho pensato che se ti avessi dato più tempo di vivere una vita umana, di crescere..avresti avuto più ricordi a cui aggrapparti..e così feci, decisi di prendere completamente forma umana e accompagnarti nel tuo ultimo viaggio nel mondo, non potevo lasciarti..ormai avevo stabilito il legame..- 
-Cos'è andato storto?- 
-Ho sottovalutato la vita umana e sopravvalutato la mia forza..la mente umana è molto più debole di quella di un essere eterno, come te ho cominciato a dimenticare, insieme abbiamo dimenticato..e se questo non è abbastanza ho compiuto un altro errore nella mia stupidità, mi sono distratta mentre lasciavo la barriera per seguirti e ho fatto entrare uno spirito malvagio..ero tranquilla, sapevo che l'avrei trovato ed eliminato ma come ti ho già detto gli umani soffrono di memoria a breve termine..-
Scossi la testa in segno di dissenso. Non poteva caricarsi di tutte quelle colpe. Mi avvicinai e posai le mie mani sulle sue, gliele staccai dalla testa e aspettai che mi guardasse. Alzò gli occhi sui miei e io vi lessi angoscia e disperazione. 
-Lynn la tua non è stata stupidità, sei stata te stessa, la persona che ammiro da anni..la persona che si preoccupa degli altri e che farebbe qualsiasi cosa per proteggerli..non hai compiuto nessun errore, o consideri forse gli ultimi dodici anni uno sbaglio? Se non avessi agito come hai fatto non avremmo nessuno di questi ricordi..- 
-Ricordi che non saranno mai esistiti..- ribatté. 
-In noi esisteranno in eterno- 
Finalmente sembrò capirlo e uno sguardo deciso prese il posto di quello disperato. 
-Hai ragione però prima dobbiamo trovarlo..dobbiamo trovare..SETH!?- esclamò fissando qualcuno dietro di me. 
Seguii il suo sguardo e lo vidi. Seth era nascosto tra gli alberi e ci osservava spaventato. Rendendosi conto che l'avevamo visto, uscì fuori allo scoperto. 
-Da quanto eri lì?- 
-Da un po'..abbastanza tempo da sapere che siete pazze- affermò guardandoci come fossimo tali. 
-Seth..noi..- cominciai senza però sapere come giustificarci. 
-Tranquille me ne vado, tornatevene pure a Valha- qualcosa voi..
-disse facendo per andarsene. Stavo quasi per pregarlo di restare e parlarne quando mi resi conto di un dettaglio. 
-Cos'hai detto?- esclamai.
 -Ho detto tornatevene pure a..- 
-Valhalla- completò Lynn guardandolo furiosa. 
Solo in quel momento Seth realizzò l'errore. 
-Non abbiamo mai menzionato quel nome..- dissi fredda. 
-Ma si l'avete detto..- cominciò per poi tirare fuori e lanciare con un gesto fulmineo un pugnale. La lama si conficcò dritta nel cuore di Lynn. 
-NO!- urlai sconvolta. 
Seth scappò e io presi Lynn prima che cadesse. Controllai il battito, non c'era. Il suo sguardo vuoto fissava il cielo riflettendo i colori dell'aurora. 
-Bastardo!- esclamò qualcuno dietro di me. Per poco non mollai un urlo. Lynn. Era viva. 
-Ma..- 
-Era soltanto la mia forma umana..presto dobbiamo completare la trasformazione!- mi incitò come se trasformarmi in un animale da un momento all'altro fosse come cambiarsi di vestito. 
-Volevo dire addio a Josh..non se..- 
-Skye ora! Adesso che siamo legate, io sotto forma valchiria non posso vivere a lungo senza la mia sakai, sento già le forze diminuire..poi non vedo l'ora di correre dietro a quel bastardo, Seth deve averci letto apposta quella storia così avremmo ricordato, probabilmente sperava di sorprenderci sotto le nostre vere sembianze e ucciderci- spiegò raggiungendomi accanto al suo corpo e circondandomi la testa con due mani. La sua presa era salda e vibrante di potere. 
-Ehm..ok- balbettai rassegnata. Fissai per l'ultima volta le mie mani e pensai alla mia vita. Avevo avuto tutto o almeno quasi tutto. Non mi ero mai innamorata. Forse, se fosse successo, quanto stava accadendo in quel momento, sarebbe stato ancora più duro. Una parte di me ancora sperava che la mia famiglia e i miei amici avrebbero ricordato, o almeno avrebbero percepito qualcosa, qualsiasi cosa. Non feci in tempo nemmeno a rendermi conto che stava succedendo che mi ritrovai a stare in piedi su quattro zampe. La cosa più strana, però, era che mi sentivo completamente a mio agio, come se quella fosse sempre stata la mia natura. Non avevo bisogno di vedermi per sapere cos'ero, ora sembrava una cosa così ovvia che mi chiesi come avevo potuto non immaginarlo prima. Ero una volpe, una volpe bianca. Tutto bene? Ok a quello no non ero abituata. Era la voce di Lynn nella mia testa. Pensa a ciò che vorresti dirmi e io lo sentirò spiegò. Notai che pure quelle parole pensate avevano un tono. provai. Ci sono riuscita? Lynn iniziò a ridere ed esclamò con un forte Si che, non so come, riuscì a disturbarmi i timpani. Ora devo andare a Valhalla per avvisare del nostro arrivo e, beh, giustificare la nostra assenza. Tornerò il prima possibile, nel frattempo cerca di trovare Seth ma non fare niente prima che io ti raggiunga, intesi? Annuii e poi qualcosa di spettacolare successe davanti ai miei occhi. Lynn spiegò due grandi ali. La loro lunghezza doveva raggiungere anche i quattro metri, erano candide come la mia pelliccia. Mi avvicinai per toccarle. Sollevai una zampa e Lynn avvicino a quest'ultima la sua ala. Erano soffici e delicate, eppure al tempo stesso talmente robuste da poter essere in grado di rompere la pietra. Lynn doveva aver sentito quel mio pensiero perché con un unico scatto spezzò a metà un masso e poi sorrise compiaciuta. E ora che te la sei tirata puoi andartene esclamai. Sì capo. Obbedì e cominciò a correre posizionando le ali parallele dietro la schiena per poi fare un salto e sfrecciare dritta in mezzo all'aurora. La seguii con lo sguardo finché non sparì anche alla mia vista da sakai. Sapevo di dover trovare Seth ma c'era ancora qualcosa da fare prima. Fu così che raggiunsi il nostro piccolo falò. Lo trovai impegnato a regolare il suo binocolo. Mi avvicinai silenziosamente, sotto quelle nuove spoglie mi riusciva molto facile. Mi resi conto però di poterlo spaventare così pestai apposta un ramo. Josh sobbalzò e si voltò immediatamente verso la mia direzione. Mi guardò dritto negli occhi. Per un attimo ci fissammo in silenzio, io intenta a capire se mi riconosceva. Provai a fare un passo verso di lui. Rimase immobile, così continuai ad avanzare. Non dovevo avere un aspetto così minaccioso perché non sembrava spaventato. Quando gli fui abbastanza vicino Josh tese una mano. Con cautela la raggiunsi e poggiai la mia testa sul suo palmo. Sollevai lo sguardo sul suo e mi resi conto di una cosa. Sarebbe stato lui. Nel futuro che non sarebbe mai esistito mi sarei innamorata di lui. Josh si chinò e cominciò a carezzarmi la folta pelliccia. Era una sensazione piacevole e gratificante. Mi voltai a fissare l'aurora. Lynn, Josh mi sta facendo le coccole. Percepii prima una fitta di dolore mista a gioia, e subito dopo disapprovazione. Skye non avresti dovuto. La ignorai e riportai la mia attenzione su Josh, stava ancora osservando Valhalla. 
-Ma sai te cos'è un'aurora?- esclamò di punto in bianco. 
A quelle parole sbuffai rumorosamente e scossi la testa. Ci risiamo. 
-Ok ok fa niente scusa..- disse e poi fece qualcosa che mi riempì il cuore di gioia e rimpianto. 
Afferrò un muffin al cioccolato e, nello stesso esatto modo in cui me l'aveva consegnato la prima volta, me lo porse come atto di scuse. Lentamente lo presi, stavo per mangiarlo ma poi ricordai di essere una volpe. Forse il cioccolato faceva male alle volpi. Continuando a tenere il muffin fra i denti guardai Josh dubbiosa. 
-Oddio hai ragione questi non puoi mangiarli!- esclamò alzando le braccia per aria e strappandomi di bocca il cibo. 
Skye forse ho individuato Seth, ho bisogno di te
Percepii la sua impazienza, per quanto avesse goduto della vita umana le era mancata la lotta, l'adrenalina dovuta alla presenza di un pericolo da distruggere. E in quel momento la sentii anch'io, ogni mio muscolo era in tensione, pronto a scattare. Con la speranza di poterlo incontrare ancora una volta lasciai Josh e cominciai a correre così veloce che tutto intorno a me diventò un'oscura macchia indistinta. Seguivo soltanto il sibilo della ali di Lynn sopra di me. E così feci per molti secoli a venire. Diventammo le guardiane dell'aurora, la valchiria e la volpe del Nord.


Questa giovane autrice ha scritto anche La Custode e QUI trovate maggiori informazioni sul suo libro.


La pubblicazione di questo racconto è avvenuta previo permesso dell'autrice. Potete trovarne un'altra copia sul suo profilo PENNEMATTE

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