giovedì 17 marzo 2016

Vedovi Neri - Asimov

Buongiorno a tutti!


Quella di oggi non sarà una vera e propria recensione, piuttosto una presentazione di una serie di libri, a mio parere fantastici.
I libri di cui vi parlerò sono, infatti, tutte antologie e sapete  quali difficoltà ci siano ad affrontare questo tipo di recensioni… ma questo non è l’unico motivo: vi voglio parlare di una serie “Mistery”, dove ogni racconto ha un piccolo mistero da risolvere. Come ben potete immaginare, data la brevità dei racconti, qualsiasi trama io possa scrivere vi darebbe sì il caso ma anche probabilmente la soluzione.

I libri sono tutti stati scritti da Asimov e fanno parte della serie dei Vedovi Neri, un club esclusivo formato da persone di varia estrazione sociale, tutte molto acculturate. Il club era stato immaginato come un ritrovo mensile tra amici che, a turno, invitavano un ospite a testa a cui offrivano la cena e, in cambio, questo ospite avrebbe dovuto rispondere a tutte le loro domande. E’ basato sul circolo letterario “Trap Door Spiders” di cui hanno fatto parte anche scrittori di fama internazionale e da cui Asimov ha preso spunto anche per le personalità dei personaggi. I membri erano fra i più disparati: da un insegnante a un artista squattrinato, da uno scrittore a un decriptatore che lavora per lo stato a un chimico.
Ma il più importante è e rimarrà sempre agli occhi di tutti noi lettori Henry, il fidato cameriere senza cui la maggior parte dei misteri che i vedovi affrontano rimarrebbero irrisolti.

Misteri? Ebbene sì, tutti i racconti dopo un breve prologo che descrive l’umore dei Vedovi Neri e a volte un tema, caro allo scrittore, che verrà affrontato durante la cena, arrivano ad un punto dove l’ospite paga il fio, e solitamente la prima domanda che pongono è: “Come giustifica la sua esistenza?”
Da questa domanda in un modo o nell’altro l’ospite della serata arriva a parlare di un piccolo mistero che vorrebbe risolvere, quasi mai misteri seri come ad esempio trovare un assassino, molto più facilmente ci troviamo davanti a dei misteri semplici,  che possono riguardare un lavoro importante o cose più “personali”, come una donna scesa ad un autobus che il signore sta cercando e ha un unico punto di riferimento che non è riuscito a trovare, oppure scoprire dei nomi di persone basandosi su degli indizi che le stesse lasciano (il mio cognome è lo stesso del terzo presidente più popolare). Da qui si dipana una serie di ragionamenti in cui ogni membro del club da un aiuto: solitamente sono tutte cose o già pensate o che non servono a risolverlo, ed è qui che entra in scena il buon caro Henry che, con nonchalance e attribuendo il merito della scoperta agli altri membri che hanno eliminato tante probabilità, risolve il mistero con una soluzione sorprendente per la sua ovvietà, sebbene pochi riescano a scoprirla prima di trovarsela nero su bianco esposta da lui. Personalmente ho trovato alcuni misteri fin troppo facili da risolvere, mentre altri, anche per i numerosi riferimenti alla lingua originaria e alla storia, al folklore, alla società americana, li ho trovati abbastanza complessi.

Interessantissimi  sono anche i commenti finali di Asimov a ogni racconto, dove spiega com’è nata la tal idea o chi gli abbia inspirato tal altro personaggio. Leggendoli inoltre si scoprono alcune cose sul metodo di scrittura dei racconti. Forse può sembrare un’ovvietà ma, per scriverli, Asimov è partito dalla soluzione finale e dall’enigma su cui si basa la storia stessa. I personaggi e i temi trattati hanno preso forma solo in un secondo momento.

Come dicevo, i racconti sono molto vari, gli ospiti cambiando continuamente vanno da editori a agenti dei servizi segreti, da agenti del fisco a aspiranti scrittori e, come possiamo immaginare, le storie sono diverse l'una dall'altra e quasi mai si ripetono.
In uno ad esempio Asimov si autocita: 

Fantascienza” esclamò prontamente Gonzalo. “Proprio quello che scrive il tuo amico Isaac Asimov, vero Manny?”
“Non è affatto mio amico” rispose Rubin. “E’ lui che si aggrappa disperatamente a me, vinto da un’ammirazione alla quale non può assolutamente resistere.”

Nel racconto in questione l’invitato è un aspirante scrittore e Rubin, lo scrittore del gruppo, lo indottrina sulla strana via della scrittura.

Un altro che mi ha colpito è un racconto dedicato a Tolkien scritto subito dopo la sua morte.
Nel racconto ci sono degli stranieri invitati al desco e grazie a questo fatto “Mordor” diventa “Murder” per cui da una innocua località di vacanza per hobbit senza dita il termine viene distorto in un tentativo di omicidio.
Risolverà il caso Henry che, avendo letto i libri del famoso scrittore fantasy, sottoporrà agli altri questa ipotesi che successivamente sarà ritenuta corretta. Ebbene sì, qui ho tradito il mio intento originario di non narrarvi le soluzioni dei racconti, ma ammetterete che è davvero una trovata carina! =D

Per concludere: questi libri a me sono piaciuti molto, li ho trovati interessanti e accattivanti. A volte uno stile minuziosamente descrittivo può renderli pesanti (a me non è successo ma io vi avverto!).
Purtroppo non conosciamo a fondo la cultura americana per poterli godere appieno ma vale la pena leggerli.



2 commenti:

  1. Devono essere davvero belli!! Non li conoscevo, ma sono finiti dritti nella mia wishlist :D

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