giovedì 31 marzo 2016

(S)consigli per lettori e scrittori: Mary Sue


Come state? Avrete notato che non pubblico più recensioni da un po', perché purtroppo il tempo per la lettura scarseggia, però vorrei farmi perdonare con questo articolo.
Molti, sia lettori che scrittori, hanno un rapporto problematico con i personaggi dei libri: troppo spesso si accontentano di qualsiasi essere venga loro propinato, senza accorgersi di una mancanza di fantasia che ha raggiunto livelli allarmanti in questi ultimi anni. Vi spiegherò dunque cos'è una Mary Sue e vi porterò esempi di protagonisti celeberimmi, nel bene e nel male.
Il focus è posto sui romanzi fantasy, perché sono quelli che ho letto di più (compresi i libri da cui ho tratto i personaggi, ovviamente), ma non crediate che sia una pecca di genere. Anzi.

Per cominciare, trovatevi una giornata noiosa in cui recarvi nella libreria più vicina a casa vostra, dirigetevi verso la sezione fantasy e prendete un libro. Dati i tempi moderni, con ottime probabilità avrete in mano un urban con una copertina di dubbio gusto. Ottimo. Leggete qualche pagina: avete notato qualcosa di strano, vero? Ma cosa sarà? Forse quella protagonista troppo… troppo tutto?

Bene, ecco a voi Mary Sue o, al maschile, Gary/Marty Stu




Un po' di storia: tutto comincia nel 1973, quando Paula Smith scrisse una parodia delle fanfiction su Star Trek, il cui personaggio principale era il Luogotenente Mary Sue ("[...] Il più giovane Luogotenente della Flotta - appena quindici anni e mezzo) [Wikipedia] dalle mirabolanti abilità e apprezzabili qualità fisiche.



Allora come oggi, la stragrande maggioranza delle fanfiction sono la proiezione dei sogni dell’ingenuo autore che ancora non comprende l’occasione di crescita che la scrittura può offrire, sia per se stesso che per i propri peronaggi. Quando molte FF sono diventate romanzi o ne hanno influenzato pesantemente il mercato, le storie più vendute ci hanno regalato personaggi bellissimi, bravissimi, intelligentissimi, capacissimi e chi ha più “issimi” più ne metta. Ma, al di là della figuraccia letteraria, quali rischi comporta un protagonista stereotipato



Vi propongo alcuni esempi: 

1. Per quanto io straveda per Licia Troisi e sia rimasta incantata dal suo Mondo Emerso, Nihal è un eccellente esempio di Mary Sue. Innanzitutto, si distingue per le sue caratteristiche fisiche peculiari, cosa che non manca mai in un “buon” stereotipo: capelli blu, occhi viola e orecchie a punta. Un altro aspetto che fa storcere il naso è il suo fisico da modella (ma non era una guerriera?) nonché il suo carattere introverso, misterioso, tormentato, ribelle, eccetera eccetera… e la sua sbalorditiva capacità di prendere in mano ogni situazione, affrontando impavidamente quelle in cui chiunque si tirerebbe indietro, conquistando terre e cuori e vincendo battaglie con poco sforzo. 



2. Harry Potter. Già: l’eroe che ha reso miliardaria J. K. Rowling altro non è che il classico ragazzetto che tutti conoscono, di persona o per sentito dire, che amano alla follia o odiano a morte, senza passare per la via di mezzo dell'indifferenza. Tant'è che l'intera Hogwarts lotta per o contro di lui. Il nostro Harry è marchiato da un tratto fisico ben riconoscibile, la cicatrice, e intenerisce subito per la sua triste storia, essendo orfano e dovendo convivere con gli zii che lo detestano (pure loro!).
Nonostante sia un ragazzo anonimo basta un colpo di bacchetta, concedetemelo, per fare di lui il più ganzo del mondo magico, ritrovandosi coinvolto in mille situazioni da cui sfuggirebbe volentieri, riuscendovi puntualmente grazie a colpi di fortuna ai limiti dell’impossibile. Insomma, il ragazzo non fa granché di utile, ma la storia gli gira attorno come un satellite, e la sua ombra sovrasta i suoi amici che gli vanno dietro come cagnolini. 
Da potterhead, ho sempre fatto il tifo per Voldemort perché Harry mi fa salire il nervoso. Lo puntualizzo casomai non l'aveste notato, ecco.



3. Isabella Swan. Se, come me, avete letto al saga di Twilight e ve ne siete amaramente pentiti, concorderete sul fatto che la più anonima e sfigata della scuola, nonché falsa modesta (si crede brutta ma si fa chiamare Bella), soltanto nelle fantasie perverse della Meyer poteva catturare l’attenzione di tutti i vampiri del mondo, buoni e cattivi, che accorrono da ogni parte del mondo per salvarla/ucciderla. Ancora una volta, l’ennesima ameba sociale si trova a diventare una strafiga per il semplice fatto di essersi trovata in una serie di eventi che ha scatenato passivamente e in cui non ha mosso un dito.


Insomma, l'idea che passa è che la passività paga: basta avere una spada di cristallo nero, dei genitori morti oppure un certo carisma -di dubbio gusto- per ritrovarsi catapultati in un mondo che non potrà resistervi, che cercherà di uccidervi e salvarvi in ogni momento. Non c'è conquista, né evoluzione, e nemmeno la possibilità di un confronto costruttivo con gli altri personaggi.


Se conoscete le saghe cui questi esempi appartengono, avrete certamente potuto indovinarne il finale già dopo le prime tre pagine, dieci se non siete molto perspicaci. Ecco dunque un altro terribile difetto delle Mary Sue: ammazzano la possibilità di conclusioni a sorpresa, perché esse stesse non sono altro che un piatto patchwork di pregi e finti difetti.
Non attendetevi perciò alcuna crescita interiore, perché alla loro dichiarata (dalla voce narrante o per bocca di altri personaggi) perfezione non si può aggiungere nulla, neppure il superfluo.



A questo punto, spero di avervi indotto a riflettere sul vostro personaggio preferito, conosciuto o creato: non per denigrarvi né offendervi, ma per incitarvi a rivedere con occhio critico tutto ciò che avete riposto in lui/lei. 
Vi invito anche a provare il seguente test, che ovviamente non dovrete prendere come oro colato, ma potrà esservi utile e vi farà divertire: http://radioreiuky.altervista.org/mary/

Spero di avervi fornito qualche strumento in più per analizzare le vostre prossime letture o scritture! Alla prossima!

Ink Maiden

2 commenti:

  1. Ottimo articolo, anche se in alcuni punti credo che ci troviamo tutti: Amiamo alla follia il nostro personaggio XD ma sono contento di aver ottenuto soli 11 punti al test, diventando un Anti-Sue! Se mai volessi leggere, e magari recensire perché no, il mio romanzo, sono a tua completa disposizione. Grazie del bell'articolo!
    Simone Pinna

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  2. Grazie mille :D
    Complimenti per il test, quando lo compilai io ottenni una Mary Sue in piena regola, e fu così che volli usarla per ribaltare tutti questi stereotipi. Che di per sé non sarebbero neanche gravissimi, se solo non saltassero fuori da ogni romanzo...
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