martedì 8 marzo 2016

Mantova Comics, ovvero, dell'importanza di essere passionali

Ben ritrovati a tutti! Questo mio nuovo articolo sarà un poco diverso dal solito, perchè non ho intenzione di parlare di libri, ma spero che riuscirò lo stesso a toccare un punto caro a tutti voi lettori, fan della cultura, e nerd orgogliosi. Questo weekend, infatti, sono stata al Mantova Comics, famosa fiera/convention/"coso dei fumetti" (come è stata chiamata dal barista mantovano da cui ci siamo fermati a prendere un caffè, infreddoliti dal viaggio in treno intrapreso all'albeggiare della domenica), insomma uno di quei bellissimi posti che riuniscono fumetti e manga, gadget, cosplay e figure di spicco della cultura nerd.
In particolare, quest'anno ho avuto la possibilità di parlare con Roberto Fontana, autore e calligrafo che molti di voi consoceranno come uno dei massimi esperti italiani di elfico e del mondo tolkeniano (è sempre un piacere parlare con lui, ha sempre qualcosa da insegnare agli appassionati di Tolkien, calligrafia e lingue in generale); di assistere a un'intervista/conferenza con alcuni degli youtuber italiani più noti (dove ho scoperto con piacere la voce e la competenza di Sabaku no Maiku), e, ovviamente, ho avuto la possibilità di svuotare degnamente le mie tasche di denaro per riempirle di gadget. Se avessi voluto, le avrei potute riempire anche di fumetti o manga.
Ma dico che non parlerò di libri perchè, si sa, questo tipo di convention non è il migliore ambiente per gli scrittori che vogliano promuovere i propri lavori- soprattutto per via del fatto che da una certa ora del mattino in poi i corridoi fra uno stand e l'altro vengono presi d'assalto da cinquantine di persone per volta, e prendersi un momento per una chiacchierata con un autore o anche solo per esaminare un retro di copertina sarebbe impossibile (tuttavia, a Mantova non mancavano anche sporadici, coraggiosi scrittori). Non parlerò nemmeno di fumetti, perchè non sono un'esperta, e non parlerò nemmeno di anime, manga, o dei gadget che ho acquistato (per chi volesse saperlo, solo Harry Potter di qualità). Vorrei parlare di ciò che accomuna tutte queste cose, anzi, di ciò che accomuna tutti noi: la passione.
Tempo fa, su una pagina Facebook, lessi una frase che faceva più o meno così: "il nerd è colui che ha una passione e non ha paura di perseguirla fino in fondo". Al momento mi era sembrata un'auto-giustificazione che legittimasse certi comportamenti da invasati, ma poi ho capito: ho capito quanto è prezioso - e per certi versi straordinario, stra ordinario - essersi scelti una passione, e avere la perseveranza, e per certi versi il coraggio, di seguirla dovunque essa ci porti. Anche se questo dovunque è una convention in cui destreggiarsi fra la calca con indosso un ingombrante costume da cosplay. Mi sembra che non saper trattenere un gridolino alla vista di un oggetto ispirato a un libro, o un fumetto, che conosciamo a memoria, sia a tutti gli effetti un talento; inoltre credo che non temere il ridicolo, e soprattutto il non vedere il ridicolo, sia la nuova Vista Interna, l'Inner Eye del ventunesimo secolo. Quando mi guardo intorno in metro a Milano mi sembra di vedere persone tutte uguali, che si affannano a nascondere la propria vita personale affondandola nello schermo del proprio cellulare; ma la stessa folla, la stessa calca, del Mantova Comics mi ha mostrato individui.
Questa non vuole essere la trita polemica contro il consumismo o i dettami della vita di città; questa vuole solo essere la messa nero su bianco delle riflessioni di una ragazza che ha sempre avuto una passione smodata per i libri di Harry Potter, che da piccola è stata presa in giro per questo, che aveva quasi abbandonato la sua passione per conformarsi con le direttive del liceo classico che imponevano di nutrire la propria mente solo con la letteratura alta (preferibilmente scritta da persone già decedute) e che improvvisamente si è ritrovata la sua passione non solo legittimata (dal fatto che qualcuno si sia preso la briga, per esempio, di realizzare peluche a forma di Cioccorana che profumano di cioccolato) ma anche condivisa. Da tanti.
Con questo non voglio nemmeno dire che l'unico modo per avere una passione sia avere una passione nerd. Si può avere una passione per qualsiasi cosa (più o meno). Ma l'importante è non esserne spaventati - l'importante è la condivisione.
Per molti di voi lettori non sto probabilmente dicendo nulla di nuovo, perchè voi sì che avrete portato avanti le vostre passioni fino alla fine, e ancora lo starete facendo ... anzi, anche voi, soprattutto voi, siete fra quelli che me ne hanno fatto riscoprire la forza. Prendete allora questo articolo non come una perdita di tempo, ma come un ringraziamento, da chi è stato in passato meno coraggioso di voi ... (e ovviamente come un invito a non perdere la passione per questo blog!)
Alla prossima, che prometto sarà una vera recensione di un libro!

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