lunedì 15 febbraio 2016

Murder, She Baked - Diego Tonini

Eccoci con un altro racconto made in Sad Dog, più breve e molto più calorico del suo predecessore: un horror coperto di glassa e infiocchettato con colori pastello, che nascondono uno strano rosso... sangue?



Lisa vive con Rita, sua amica e compagna, ma non ha molto altro al di fuori di lei: è così che proprio Rita la convince a partecipare a un corso di cake design, per farla uscire dal suo stato di apatia. Le premesse sono molto zuccherose, a partire dai dolcetti che le offre Barbie, l'insegnante: Lisa sente il picco glicemico schizzarle a mille al solo suono della sua voce, eppure c'è qualcosa nel suo sguardo che ne cattura invece l'attenzione. Ben presto, sarà il cuore a schizzarle in gola, quando l'atteggiamento di Barbie si farà più ambiguo... e scoprirà che non tutto ciò che è rosa è anche dolce.


    "[Lisa] Sfiorò con la mano gli attrezzi, oggettini dalle punte arrotondate
che la facevano pensare alle possibili relazioni tra Hello Kitty
e una camera operatoria. Una testa bionda e sorridente comparve da
una finestrella dietro al bancone e disse: «Buongiorno, un secondino e sarò da lei»
poi sparì lasciando una scia al profumo di zucchero filato. 
    Un secondino, Lisa ripeté mentalmente, e recitò una silenziosa preghiera
per la lingua italiana, caduta sotto i colpi dei vezzeggiativi. 
    [...] Lisa si irrigidì, a disagio. Oddio, guarda questa come si è conciata, pensò,
fissandola di traverso. [...] Se non si muovesse, la si potrebbe scambiare
per un enorme dolcetto."

L'ironia e le metafore "pasticcere" sono in agguato a ogni angolo (insomma, davanti a tutto questo rosa bisogna pur prenderla con filosofia): è interessante anche il parallelismo tra questi elementi e altri meno pucciosi, come l'accostamento che vi ho riportato tra Hello Kitty e la sala operatoria, che mantiene costantemente l'aspettativa creata dalla copertina.
A un tratto, un brusco cambiamento di scena e di area semantica coglie di sorpresa il lettore, stordito dall'indigestione di troppa panna, e l'aspettativa si rivela non così scontata. Il finale lascia con l'amaro in bocca, anche se le ultime parole sono "si mise a ridere con lei", e purtroppo non posso rovinarvelo. Voi però leggetelo e fatemi sapere che se ci siete rimasti male come me!

Recensire i racconti è sempre complicato, perché trovare una via di mezzo tra il riassuntino striminzito e il copia-e-incolla del testo non è sempre possibile. In questo caso, la trama è ovviamente semplice e procede spedita, e le mie impressioni sono legate a quel famoso ribaltamento di cui non posso parlarvi. Tuttavia, se le ultime pagine sono importanti quanto le prime (e se non state cercando un manuale di pasticceria "tradizionale"), vi consiglio questa lettura: ironicamente truce, direi.
Alla prossima!

Ink Maiden

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