giovedì 11 febbraio 2016

Attraverso il Velo - Sir Arthur Conan Doyle

Oggi oltre alla segnalazione vorrei condividervi anche una nuova recensione:


Attraverso il Velo

di Sir Arthur Conan Doyle




Ovvero una delle antologie di Sir Arthur Conan Doyle.

Come sempre è dura parlare di racconti, ma proverò a darvi un assaggio di ognuno con una breve citazione significativa.

L’antologia è composta da diversi tipi di racconti; un paio hanno per protagonista Sherlock Holmes, il famoso detective, di un altro paio è il già noto Professor Challenger, plurilaureato ricercatore protagonista di “il mondo perduto”. Gli altri spaziano tra diversi generi: dallo storico allo scientifico, fino al fantascientifico e addirittura al magico. 
Li ho trovati quasi tutti stupendi.

Una storia americana, scritto nel 1879, parla della natura selvaggia del far west e di avventure ivi capitate.

“Perché badate,” continuò, “io non ce l’ho con i vostri uomini di scienza. Mi piace e rispetto un tipo che sa catalogare ogni bestia e ogni pianta, da un mirtillo a un orso grigio con un nome che ti storce la mascella; ma se volete dei fatti, fatti veramente interessanti, qualcosa talvolta anche un po’ piccante, dovete andare dai balenieri e dagli uomini di frontiera, dagli esploratori e dagli uomini della baia di Hudson, uomini che magari non sono neppure capaci di scrivere il loro nome.”

“…L’erba è così alta che arriva sopra la testa di un uomo quando ci passa in mezzo a cavallo e gli alberi sono così fitti che per leghe e leghe non riesci a vedere un briciolo di cielo e orchidee grandi come ombrelli!” 

Questa è la descrizione dell’Arizona, zona inesplorata dell’America dove alberi e piante crescono a dismisura. Anche quelle più particolari, come l’acchiappamosche, pianta carnivora che lì raggiunge delle discrete dimensioni che la rendono capace di entrare negli incubi di molti abitanti.


Il fiasco di Los Amigos, 1892, scritto contro la pena di morte, cosa che mi ha fatto molto piacere trovare in un racconto ancora ottecentesco. A Los Amigos, cittadina con un grande generatore di elettricità, un criminale viene condannato a morte e si decide di utilizzare l’elettricità in eccesso: 

“Non impiegammo molto tempo a metterci d’accordo. A New York avevano usato una potenza di circa duemila volts e la morte non era stata istantanea. Evidentemente la scarica era stata troppo debole. Los Amigos non sarebbe caduta nello stesso errore. La scarica sarebbe stata di sei volte maggiore, ottenendo quindi un effetto sei volte superiore. Niente poteva essere più logico”

Ma ne siamo proprio sicuri? Cosa succederebbe invece se la persona condannata non morisse? Purtroppo una sola voce si alza discordante dalla massa ma non viene ascoltata e l’elettricità non uccide il condannato che sopravvive e viene messo ai lavori forzati.


Il grande esperimento di Keinplatz, 1894, che ho trovato divertente, basato su un professore, il dotto anatomopatologo von Baumgarten attirato da alcuni studi che in teoria non dovrebbero competergli: 

“Di tutte le scienze che hanno confuso i figli degli uomini, nessuna aveva tanta attrattiva per il dotto professor von Baumgarten quanto quelle che si riferivano alla psicologia e ai mal definiti rapporti fra spirito e materia. Per un celebre anatomo-patologo, grande chimico e fisiologo fra i primi d’Europa, era un sollievo abbandonare queste branche del sapere per volgere la sua mente scientifica verso altri studi; ad esempio verso lo spirito e il misterioso rapporto fra gli spiriti.”

Studi che lo porteranno ad ideare e testare uno dei più grandi esperimenti di sempre. Quale? La comunicazione tra spiriti usciti dai loro corpi dopo l’ipnosi.
Ma qualcosa andrà storto e ci troveremo davanti a una scoperta ancora più grande purtroppo non provabile.
Un bel racconto piacevole sulle teorie dell’ipnosi e della psicologia.


L’avventura del “Piede del Diavolo”, 1897: questo è uno dei racconti con protagonista Sherlock Holmes. Il geniale investigatore si troverà davanti un crimine orrendo, che lascia la vittima completamente sfigurata:

"Devo a questo punto spiegare che il nostro amico ha passato la serata di ieri in compagnia dei suoi due fratelli, Owen e George, e di sua sorella Brenda, nella loro casa di Tredannick Wartha, che si trova vicino all’antica croce di pietra in cima alla brughiera. Li lasciò poco dopo le dieci, intenti a giocare a carte intorno al tavolo in sala da pranzo, in eccellente salute e di ottimo umore. Questa mattina, poiché è solito alzarsi presto, prima di colazione si avviò per fare una passeggiata, ma fu superato dal calesse del dr. Richards che gli spiegò di essere stato chiamato per un caso urgente da Tredannick Wartha. Mr. Mortimer Tregennis naturalmente andò con lui. Quando arrivarono a Tredannick Wartha trovò una situazione assolutamente incredibile. I suoi due fratelli e la sorella erano ancora seduti intorno al tavolo esattamente come lui li aveva lasciati e le candele erano consumate fin sul fondo dei candelieri. La sorella giaceva riversa all’indietro nella sua poltrona, nel gelo della morte, mentre i due fratelli sedevano ai suoi lati sghignazzando, urlando e cantando, completamente preda della follia. Tutti e tre avevano ancora dipinta sul viso un’espressione di incredibile orrore – una convulsione di terrore orribile a vedersi.” 

Un delitto atroce, una vittima e altre due persone impazzite dall’orrore.
Come sempre accade Holmes risolverà questo caso, anche abbastanza semplicemente, MA al contrario del solito emetterà un verdetto lui stesso sull’assassino decidendo della sua vita o morte.
Da questo punto di vista mi è piaciuto molto: quasi sempre Holmes è un personaggio caratterizzato in modo poco “umano”, mentre qua le emozioni prendono il sopravvento.


L’avventura dell’uomo carponi, 1903 , secondo racconto di Sherlock Holmes, molto particolare, dove il caso da risolvere coinvolge anche delle nozioni di scienza e di alchimia. Al contrario del solito, inoltre, non abbiamo un assassinio ma un “semplice” mistero: un uomo rinomato per la sua bontà, dopo un viaggio in giro per il mondo viene attaccato più volte dal proprio cane senza motivo apparente, rimanendone ferito. Inoltre la figlia afferma di aver visto una figura umana fuori dalla propria finestra ma la sua stanza è al primo piano e non ci sono segni di scale nel giardino sottostante.

“Lowenstein! Quel nome mi riportò alla memoria dei ritagli che parlavano di un oscuro scienziato che stava lavorando con mezzi sconosciuti intorno a un processo segreto di ringiovanimento e all’elisir di lunga vita. Lowenstein di Praga! Lowenstein, con il miracoloso siero donatore di forza e giovinezza, messo a tacere dalla professione medica perché rifiutava di rivelare la fonte dei suoi studi.” 

A mio parere un caso interessante, considerando l’ottica soprannaturale, ma non mi sento di considerarlo il migliore, anzi: probabilmente uno dei racconti che mi sono piaciuti di meno nella raccolta.


La Breccia di Blue John, 1910, racconto che precede come stile e contenuti “il mondo perduto (1912)”. Hardcastle, un inglese dalla mente scientifica e curiosa, a causa della tisi si ritira in una zona dell’Inghilterra popolata principalmente da capre e pastori. La zona è famosa per il Blue John, una pietra semipreziosa che si trova in abbondanza da quelle parti. 

“Una di queste aperture nella terra pare di particolare interesse, perché non è opera della natura ma è fatta dalla mano dell’uomo. Prima di venire da queste parti non avevo mai sentito parlare della mosandrite azzurra, che qui chiamano semplicemente Blue John. Si tratta di un minerale rarissimo di una bellissima tonalità di porpora azzurrognola, che si trova soltanto in una o due località in tutto il mondo.”

Peccato che una delle più grandi cave dove si estraeva il Blue John non sia più utilizzata a causa di un’oscura nomea: davanti al suo ingresso, nelle notti di luna nuova, si sentono strani rumori, urla e ruggiti assordanti e si sono trovate anche delle carcasse di pecore. Tutto questo è iniziato dopo una piccola scossa tellurica ma la cava è considerata maledetta, al punto che nessuno si è più avventurato al suo interno per controllare. 

“E’ strano quanto siano superstiziosi questi contadini! Il giovane Armitage, ad esempio, lo avrei pensato più intelligente, perché è un uomo di una certa istruzione e di ottimi sentimenti, un ragazzo sensibile per la sua posizione sociale. Ero fermo davanti all’ingresso della Breccia di Blue John quando egli mi venne incontro attraverso il campo.
“Beh dottore,” mi disse, “voi non avete paura, come che sia”
“Paura!” risposi. “Paura di cosa?”
“Oh,” replicò lui, indicando con il pollice la volta nera che ci si apriva davanti, “del Terrore che vive nelle caverne di Blue John.” ”

Il narratore è una persona esterna che legge il diario di Hardcastle. Il Terrore si rivelerà essere qualcosa di scomparso, frutto di una teoria che più di una volta ha influenzato scrittori e fumettisti: già solo a memoria mi ricordo “Viaggio al centro della terra”, romanzo precursore della teoria secondo cui nel sottosuolo possono sopravvivere esseri preistorici, e una storia di Topolino dove l’uomo neanderthaliano è sopravvissuto in caverne.


Attraverso il velo, 1911, il più breve dell’antologia ma forse il più intenso. 

“la donna ebbe un leggero brivido. “una notte terribile – una notte da aver paura,” disse. “Il cielo deve esserestato rosso, quella notte – e anche queste pietra devono essere state rosse.”
“Sì, credo proprio che fossero rosse,” disse suo marito. “E’ una cosa strana, Maggie, e può darsi che sia colpa delle tue parole ma mi pare di vedere la scienza chiaramente come vedo ogni cosa nella vita. La luce delle fiamme illuminava l’acqua.”

Passato e presente si intrecciano in questa storia altamente misteriosa e che sconfina nel paranormale.


L’ultima galea, 1911, un racconto storico ambientato durante l’ultima battaglia delle galee cartaginesi contro quelle romane. 

“ “Roma era lontana e non la potevano vedere, così per loro non esisteva,” rispose il vecchio. “Alcuni pensavano ai loro commerci, altri ai voti e altri ancora a trarre profitto dallo stato, ma nessuno ha mai voluto vedere che lo stato stesso, madre di tutte le cose, stava andando in rovina. Così potrebbero dibattere le api, su chi deve avere la cera e chi il miele, mentre la torcia brucia e riduce in cenere l’alveare e tutto ciò che contiene. ‘Non siamo forse i padroni del mare?’, ‘Non è forse stato Annibale un grande condottiero?’ Queste erano le grida di costoro, sprofondati nel passato e completamente ciechi di fronte al futuro. Prima che questo sole tramonti ci sarà chi si strappa i capelli e si straccia le vesti; ma a che cosa ci servirà?”

Una grande battaglia navale come sipario a una grande storia e una grande civiltà.


Il grande motore Brown-Pericord, 1911: la ricerca scientifica porta due grandi scienziati, Brown e Pericord, a cercare di inventare un motore perpetuo. 

“ “Guardate come funziona bene, ora.” Pericord allungò una mano sottile e nervosa e premette un bottone sulla macchina. I giunti rallentarono e poi lentamente si arrestarono. Toccò di nuovo una molla e i bracci ebbero un tremito e si risvegliarono alla loro vita meccanica. “Lo sperimentatore non ha nessun bisogno di esercitare la sua forza muscolare,” notò. “Deve solo restare passivo e usare la sua intelligenza.”

Questa storia condensa la necessità e la volontà dell’umanità di trovare una fonte di energia infinita e le sue probabili conseguenze.


L’orrore delle altitudini, 1913, un racconto fantastico, che mi ha ricordato le ambientazioni di Miyazaki: è ambientato nel periodo della conquista dei cieli da parte dell’uomo e ci sono state alcune scomparse e morti di aviatori che avevano superato i 40000 piedi. Per questo uno dei più grandi aviatori inglesi decide di mettersi alla prova e di arrivare lassù dove tutti gli altri sono morti. Perché ho citato Miyazaki? Perché sopra i 40000 piedi non si è soli e questo mi ha ricordato alcuni dei suoi lavori in particolare Laputa.
Il racconto è scritto come quello della breccia di Blue John, dei frammenti di un diario tenuto dal grande aviatore Joyce-Armstrong, poeta e viaggiatore ma al tempo stesso meccanico e inventore.

“Un’altra manifestazione della sua natura fu l’effetto addirittura morboso che ebbe su di lui la morte del tenente Myrtle, che aveva tentato un record di altitudine e precipitò da un’altezza di circa oltre trentamila piedi. Cosa orribile da raccontare, la testa gli si staccò nettamente dal tronco, mentre il resto del corpo mantenne la sua forma. A ogni incontro fra colleghi, Joyce-Armstrong, a quanto dice Dangerfield, immancabilmente proponeva con un enigmatico sorriso la domanda: “E dov’è, prego, la testa di Myrtle?”


Pericolo!, 1914, una storia che precede i tempi: l’Inghilterra, nonostante la sua potenza navale, durante una guerra non precisata arriva a farsi minacciare da pochissimi sommergibili nemici che, grazie ad una strategia particolare, riescono a tenere in scacco le forze inglesi attaccando le navi cargo che trasportavano beni alimentari e di sostegno. Vi ricorda qualcosa? 

“ “Bene, ragazzi miei!” esclamai dopo aver letto il testo al mio equipaggio. “Posso assicurarvi che queste poche righe si dimostreranno più importanti di tutto il resoconto della caduta di Blankenberg. Ora andiamo giù per la Manica a far alzare ancora un po’ i prezzi.” ”

Un racconto di battaglie navali moderne e al passo con i tempi, una sconcertante previsione sostanzialmente esatta e corrispondente a ciò che accadrà nella seconda guerra mondiale: il blocco economico dell’Inghilterra da parte della Germania.


L’ascensore, 1922, un racconto dove la fede si mescola alle faccende quotidiane, dove prende il possesso degli uomini e da questo si sviluppano situazioni estreme e negative.

“ “Badate,” gridò, “coloro che appaiono pazzi agli occhi dei figli del mondo, sono in verità gli unti del Signore e abitano nel suo tempio. Ecco, io sono colui che è pronto a testimoniare fino all’estremo, perché in verità vi dico che è venuto il giorno in cui gli umili saranno esaltati e i malvagi dovranno pagare i propri peccati!”
“Mamma, mamma!” gridò il bambino terrorizzato. ”

Chissà perché l’argomento del fanatismo religioso non è mai scomparso dalla faccia della terra e, come al solito, chi ne paga le conseguenze sono gli innocenti.
Un racconto che personalmente non mi ha entusiasmato troppo… ma non temete, arriviamo ai pezzi forti!


Il disintegratore di Nemor, 1929: Theodore Nemor è riuscito ad inventare un disintegratore di materia, disintegratore che poi è in grado di riassemblare le persone con delle specifiche impostate, ad esempio privandole dei peli.
Il protagonista di questa avventura è l’ormai conosciuto professor Challenger con l’inseparabile spalla Ted Malone. Malone, su richiesta del Gazzette, il giornale per cui scrive, è stato mandato ad indagare su questa scoperta e ha chiesto l’aiuto del professore in quanto non in grado di valutarne la portata. 

“ “potete immaginare un processo per il quale voi, essere organico, potete allo stesso modo dissolvervi nel cosmo e poi, grazie a un misterioso rovesciamento delle condizioni, tornare a rassemblarvi nella vostra forma iniziale?”
“L’analogia è sbagliata,” esclamò Challenger. “Anche se facessi l’ammissione, assolutamente mostruosa, che le nostre molecole possano essere disperse da qualche forza dirompente, perché dovrebbero poi rassemblarsi nello stesso ordine?”
“L’obiezione è ovvia, ma tutto ciò che posso rispondervi è che le molecole si rassemblano realmente, fino all’ultimo atomo, nella struttura iniziale. Vi è per così dire una intelaiatura di base nella quale ogni pezzo torna al proprio posto.”

Un racconto di impronta fantascientifica con invenzioni che all’epoca e tutt’ora non sono immaginabili se non da pazzi o scrittori.
La conclusione mi è piaciuta molto ma, per ovvi motivi, non ve la racconto!


Quando la terra gridò, 1929, uno dei più lunghi della raccolta. Il protagonista in questo caso è Peerless Jones, un nome dal significato evidente e pesante da portare (peerless = ineguagliabile), esperto di trivellazioni artesiane che viene contattato dal professor Challenger per un esperimento scientifico di primaria importanza. E' raccontato dal punto di vista di Jones, al contrario della maggior parte dei racconti di Challenger, visti invece attraverso il filtro di Malone.
La più profonda trivellazione della crosta terrestre, questo è l’esperimento del professor Challenger. Quali sono i suoi obiettivi? Si sapranno solo in fondo al racconto, racconto che ha una base sia fantascientifica sia ecologista. E’ contro le indiscriminate trivellazioni petrolifere e di carbone, la distruzione incontrollata del mondo che ci circonda e che ci fa vivere. Purtroppo non posso raccontarvi granché di più sennò vi rovinerei la sorpresa della lettura.
Queste sono le parole con cui Malone sprona Jones ad accettare l’incarico: 

Beh, puoi anche descriverlo così, se vuoi. Io godo della fiducia del vecchio e non posso parlare di nulla fintanto che lui non me ne dà il permesso. Ma questo te lo posso raccontare, perché è già stato sulla stampa. Un tale, un certo Betterton , che aveva fatto soldi con la gomma, alcuni anni fa lasciò tutte le sue proprietà a Challenger, con la condizione che il suo denaro venisse utilizzato nell’interesse della scienza. Si venne a sapere che si trattava di una somma enorme – parecchi milioni. Allora Challenger comperò una proprietà a Heingst Down, nel Sussex. … Lì cominciò a fare degli scavi. Annunciò che in Inghilterra c’era petrolio e che lui intendeva dimostrarlo. … E’ evidente che è venuto il momento in cui hanno bisogno di  specialisti. Ora, saresti un completo idiota a rifiutare un lavoro di quel genere, con tutto l’interesse e l’esperienza che ti può offrire, oltre a un grosso cheque alla conclusione e per non dire del fatto di stare gomito a gomito con l’uomo più straordinario che hai mai incontrato o hai la possibilità di incontrare.”

E Jones, accettando l’incarico, si trova ad affrontare una delle più bizzarre situazioni che tutti si potrebbero immaginare.


I racconti di questo libro, come dicevo all’inizio, sono vari e vanno a toccare tematiche diverse, tutt’ora care agli scrittori e agli scienziati.
Ho trovato molto interessante leggerli perché, oltre al fatto di essere degli ottimi racconti, danno la possibilità di vivere anche la scienza e la fantascienza del suo periodo con tutto ciò che questo comporta, una visione oramai mutata della realtà e della fantasia.
Un libro che consiglio, tutto sommato, a tutti.



Aratak

2 commenti:

  1. Ho un debole per Sherlock Holmes ma anche per scienza e fantascienza, quindi questa tua presentazione mi convince ancor di più sulle capacità di Doyle in questi campi. Mi sono ripromesso più volte di leggere "Il mondo perduto", ora dovrò aggiungere anche "Attraverso il velo" alla lista dei libri da leggere :-)

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    1. Anch'io ho un debole per Sherlock e mi piace molto leggerne le gesta.
      Questi libri te li consiglio davvero anche se oramai sono di difficile reperibilità (parlo dei cartacei)

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