domenica 11 ottobre 2015

Lo Strano Caso di Michael Farner - Lorenzo Sartori


Oggi parliamo di questo racconto, edito assieme al seguito da Nativi Digitali, che mischia elementi noir e surreali.

Michael Farner è un uomo di mezza età, solo e panciuto: era un affermato scrittore di gialli prima che i suoi personaggi spuntassero fuori da suoi libri subito dopo averli uccisi, tormentandolo fino a fargli cambiare le sue storie e provocandogli un tremendo blocco dello scrittore.

" << Senti John, sono due anni che non riesco a mandare al Creatore,
intendo l'altro, quello con la C maiuscola, uno dei miei personaggi.
Appena scrivo della loro morte, tempo qualche ora e me li ritrovo qui
a rompermi le scatole, a ripetermi quanto stessero meglio nel romanzo
e via dicendo. Maledizione! Sono uno scrittore di gialli. Farvi fuori
è il mio fottutissimo lavoro. >> "

Noi lo incontriamo mentre è alle prese con il suo agente e l'ennesimo personaggio che lo perseguita, John Lipford appunto: riesce a liberarsene nel solito modo, cancellando il paragrafo del suo omicidio, dopodiché pensa a come sostituirlo. Crea il personaggio femminile che ha sempre desiderato ma, nonostante non l'abbia (ancora) uccisa, Valery irrompe da subito nella sia vita in qualità di moglie del suo più grande rivale, Alan Pierce.
Il desiderio di eliminare "letterariamente" Alan si rivela però un'arma a doppio taglio; da quando si risveglia nel letto di lei, i ruoli sembrano improvvisamente invertirsi: è Valery ad essere un suo personaggio, oppure è Michael stesso una semplice pedina sulla carta? E poi Alan è davvero da eliminare, oppure potrebbe tornargli utile in una situazione così allucinante?

"Serviva un'altra vittima da portare al patibolo. [...]
Valery Sinclair entrò in punta di piedi a pagina 46, poi
fu spostata a pagina 4. [...] Era una scrittrice, sì,
con una scrittrice non sarebbero mancati argomenti
di conversazione. Valery era intelligente e simpatica.
Lesse e rilesse quelle sedici righe e quasi si innamorò.
Poi pensò che avrebbe dovuto ucciderla, probabilmente
tra pagina 7 e pagina 11. [...] lei non avrebbe dovuto soffrire.
Una morte misteriosa, ma non truculenta.
Ci avrebbe pensato con calma."

Il racconto è molto scorrevole e ben costruito: giustamente la precedenza è data dall'azione, senza punti morti. mentre i personaggi sono descritti in poche righe oppure attraverso brevi scambi di battute fra loro.
L'idea di creare un collegamento fra la scrittura e "strani eventi non ben identificati" non è certamente un'invenzione moderna, ma l'obiettivo di queste pagine non è l'originalità: il lettore si trova subito immerso nella vicenda, in mezzo ai personaggi, saltando da una scena all'altra e chiedendosi in continuazione "ok, e adesso?". Ecco, penso sia proprio questa domanda l'obiettivo di una storia che ha come unica pretesa quella di farsi raccontare: mi è piaciuta per la sua immediatezza e per la sua atmosfera molto da best seller americano (con la differenza che non è spocchiosa come un best seller americano).
Buona lettura e alla prossima!

Ink Maiden

Nessun commento:

Posta un commento