lunedì 19 ottobre 2015

La Magica Terra di Slupp - di Antonia Romagnoli - Articolo Nuova Uscita

Buongiorno!
Oggi per presentarvi una nuova uscita lascerò la parola direttamente all'autrice, fatemi sapere cosa ne pensate!


La Magica Terra di Slupp



La magica terra di Slupp, dove la follia diventa realtà.




Questo articolo di presentazione è offerto da “Le Croccolose®”, unghie di drago al cioccolato. Perfette per la colazione con il latte e una spruzzatina di caffè.
Se mago oppure re, Croccolose: son per te!





Perdonatemi, non ho resistito. Stavo cercando un modo serio per parlarvi del mio romanzo, cercando di sottolineare gli aspetti salienti e i punti di forza di questa splendida storia, ma non ce l’ho fatta: la follia imperante fra le pagine ha preso il sopravvento anche qui e ho dovuto cominciare presentando Le Croccolose, il cibo preferito dagli eroi di Slupp e giocoso sponsor del libro.
Il problema è che “La magica terra di Slupp” è un romanzo fantasy umoristico: un genere così di nicchia che per farci entrare il mio libro ho dovuto toglierne uno di Terry Pratchett.
Complicato vincere la naturale ritrosia dei lettori verso questo tipo di romanzi: non piacciono a chi legge fantasy perché non sono abbastanza seri (e il fantasy, lo so bene, è un affare impegnativo); non piacciono a chi legge umoristico perché sono fantasy.
La domanda che sorge spontanea è: se sai che non ti legge nessuno, perché lo hai scritto?
Be’, me lo chiedo anch’io, a dire il vero. Solo che quando è nata questa storia non mi sono posta il problema. Slupp è un mondo fantastico nato per divertimento, mentre cercavo editore per il mio primo romanzo, un malloppo fantasy di più di seicento pagine. Non è facile mantenere il morale alto e la fiducia nel proprio lavoro, quando ci si rende conto di quanto l’ingresso nel mondo editoriale sia complicato.
Erano gli anni dei forum, prima che ci riversassimo tutti su Facebook e smettessimo definitivamente di comunicare: anch’io ne frequentavo alcuni dedicati al fantasy. Lì conobbi un gruppo di scrittori, alle prese come me con le prime pubblicazioni, di disegnatori e di appassionati del genere: questo gruppetto formò nel giro di poco una mailing list. Diventammo, insomma, amici.
Ci si aiutava, ci si sosteneva a vicenda nei momenti in cui silenzi e rifiuti facevano perdere all’uno o all’altro le speranze. Arrivammo persino a creare un piccolo evento culturale che per qualche anno riuscimmo a portare avanti.
Perché vi sto raccontando questo? Perché gli strampalati apprendisti maghi, eroi di Slupp, sono ispirati a queste persone.
Fra le pagine si trovano i personaggi dei libri all’epoca editi e inediti del gruppo, ma anche riferimenti ai più famosi romanzi fantasy, ai personaggi che hanno fatto la storia del genere.
Non si sa mai chi si incontra dietro l’angolo, specie perché a condurre il gruppo ci sono io, sotto forma di personaggio al pari dei miei amici. Io sono Ghidia, la guida con la sua valigia piena di manoscritti “perché magari per la strada si incontra un editore”, ma anche la “autrix ex machina”, che ogni tanto dialoga dall’alto della tastiera con i protagonisti che rifiutano di obbedire alla trama tracciata per loro.
Oggi di quella amicizia così bella, così importante da ispirare addirittura un romanzo (anche se fuori di testa, devo ammetterlo) rimane ben poco. 
La realtà non ha avuto un lieto fine come nelle fiabe: semplicemente, alcuni dei miei amici sono diventati davvero scrittori importanti, quasi tutti hanno preso strade che ci hanno allontananti.
È rimasto Slupp a testimoniare con la sua totale pazzia quel periodo strano, splendido e pieno di magia.
Ci sono libri che raccontano una storia.
Ci sono libri che, invece, sono come scatole cinesi e di storie ne contengono due, dieci, cento. Sta al lettore decidere quante scatole aprire, fino a che punto scoprire i segreti celati fra le pagine: la magica terra di Slupp è uno di questi.
È un libro che vuole raccontare una storia, anzi, tante storie, ma con levità e ironia perché la vita è già abbastanza carica dei suoi guai e dei suoi pesi.
Soprattutto, è una storia nata per sorridere e per far sorridere.
Spero di esserci riuscita, ma solo leggendo potrete scoprirlo.


Antonia



Nota dell’autrice: Per chi avesse dei dubbi, l’aspetto fantasy è totalmente rispettato. Segue la trama, se non vi fidate!


Slupp è un luogo incantato: si produce buon vino, si mangia bene, si può usare la magia. Tutte queste meraviglie, però, rischiano di finire, se il Signore delle Tenebre L'Oscuro Signore riuscirà a prendere il potere e a conquistare il regno: intanto, ha già trasformato il re in un cappello, gettando la corte nel più totale scompiglio.
Solo una magica spada, da secoli usata come schiaccianoci, potrà sconfiggerlo. Peccato che si sia persa.
Ma a difesa di Slupp, ecco si erge un gruppo di eroi: sono gli squinternati apprendisti maghi (e aspiranti scrittori) della scuola di magia, arruolati a forza da una fata e dall'autrice in persona.
Saranno loro a partire alla ricerca della spada schiaccianoci, affrontando mille ostacoli e rocambolesche avventure.
Durante il loro viaggio incontreranno guai d'ogni tipo e persino i personaggi di famosi romanzi, capitati, per caso o per sventura, fuori dalle loro più note pagine.
La magia del fantasy si fonde con l'umorismo per creare una piccola, divertente storia in cui realtà e immaginazione perdono i loro confini.


Formato Kindle
164 Pagine
Prezzo: 1,99 euro 
Link: Amazon





Un breve estratto


Ora cominciamo.
La magica Terra di Slupp era nota per gli ottimi vini e per il clima mite delle sue coste sabbiose. Possedeva un numero sufficiente di alte montagne innevate, di cittadine e suggestivi villaggi che erano piccoli capolavori di arte turistica. Insomma, un posto perfetto dove trascorrere le vacanze.
Meno nota di tutte le attrattive naturali e artistiche era, invece, la scuola di magia che aveva sede nella capitale, Falconia. In essa erano raccolti, da ogni landa sluppiana, tutti i giovani e promettenti Eletti dal Dono® che ivi apprendevano l’arte della plasmatura degli elementi.
La scuola era frequentata, ai tempi della nostra storia, da una dozzina di apprendisti maghi, ciascuno dei quali si era contraddistinto per attitudini e capacità diverse, ed era stato selezionato dai Cercatori Reali che in incognito, girando per la regione, avevano il compito di reperire potenziali Eletti per mantenere viva la tradizione della magia.
Morlok era un addestratore di draghi e aveva la capacità di comunicare con essi; Kya faceva profezie; Edluc poteva cambiare forma e trasformarsi in terra e in vento, Fradan aveva il potere di comandare i rettili, Marlab e Fabien, fratelli di sangue e d’armi, sapevano creare immagini e renderle reali. Poi c’erano Fedy e Clah, che interpretavano le stelle, Fator e Janì che con la penna creavano incanti, Sherit che conosceva l’arte delle pozioni, e infine Elbys, che era Maestro di numeri e della misteriosa lingua bradléy.
Tutti conducevano una vita ritirata tra le mura della scuola, persino tra di loro si incontravano di rado: erano i loro insegnanti ad addestrarli personalmente e, di solito per comunicare, i giovani usavano un contatto mentale imparato nei primi tempi dell’istruzione, una magia chiamata Netrint.
La domanda che ci sorge spontanea è: cosa ci importa di tutti costoro? Ricorderemo mai i loro nomi e le loro arti?
La risposta, mio caro lettore, è no. Per quanto ti abbia facilitato, utilizzando i nomi abbreviati e non il casato per intero, di questi apprendisti poco ci importa, perché la storia che vi sto per raccontare riguarda una spada che, ovviamente, nessuno di loro possiede.
La spada protagonista della storia si chiama Albin Taran Bilah Comah Geran Katalbabes, forgiata dai nani, dagli orchi, dagli elfi, dalle fate e dai giganti della cooperativa Fabbri Riuniti, all’alba dei tempi. I suoi poteri erano immensi quanto immenso era il suo nome, di cui ti ho riportato solo una parte per non confonderti troppo, ed era stata creata senza scopo alcuno, solo per dare lustro alla cooperativa.
Esattamente quali fossero i poteri della spada nessuno lo sapeva: poteva tagliare, questo era sicuro, e qualcuno (sempre all’alba dei tempi), aveva provato a usare l’elsa per rompere il guscio delle noci. Ma il resto era mistero e leggenda.
All’inizio della nostra storia, nella Terra di Slupp comparve un cattivo soggetto che voleva a tutti i costi la spada, sperando di trovare in essa utilità maggiore che quella di schiaccianoci, e per averla decise di essere disposto a fare stragi, incendiare villaggi e trasformare il re in un cappello.
Chi fosse questo cattivo soggetto era un enigma per tutti, anche perché di lui nessuno si occupò finché non ebbe trasformato il re in un berretto: alle stragi e agli incendi la popolazione era abituata, ma a un sovrano di stoffa no, e così, dopo aver compreso che il re non era più in grado di concedere udienza, qualcuno molto saggio e barbuto si rivolse alla scuola di magia per domandar soccorso e soluzioni.
Kya una mattina si svegliò in preda a una terribile ansia e richiamò l’attenzione di tutti gli apprendisti, correndo nella sala da pranzo urlando.
Gli altri stavano facendo colazione con le Croccolose, un piatto tipico della Terra di Slupp: unghie di drago ricoperte di cioccolato, da mangiare col latte e una spruzzatina di caffè.
Kya entrò affannata, rompendo il silenzio sgranocchiante del gruppetto.
«Sta per succedere qualcosa di terribile» ansimò.
Nessuno alzò la testa dalla sua ciotolina.
«Sta per succedere qualcosa di terribile» ripeté lei.
Fradan sbuffò. «Stiamo mangiando. Ce lo puoi dire dopo?» rispose.
Kya accorse al tavolo e scosse Edluc per le spalle. «Almeno tu, ascoltami! È qualcosa di terribile!»
Edluc, però, stava giocando con la sorpresa della scatola di Croccolose che aveva vinto alla morra.
«Senti, perché non ti siedi e fai colazione? Poi mi racconti, OK?»
Kya si afflosciò sulla panca di legno, guardando disgustata l’amico che giocava col pugnale appena conquistato.
«Io davvero non capisco: ogni volta che ho una premonizione non mi credete e non mi ascoltate. Eppure non ne ho mai sbagliata una.»
Edluc alzò gli occhi al cielo. «Kya, fai una premonizione tutte le mattine. Lunedì scorso hai predetto che la lattaia avrebbe cambiato taglio di capelli, martedì che al panettiere si sarebbe bucata una gomma della bici, ieri che le rose del vicino avrebbero preso non so quale parassita… e ogni volta hai cominciato a gridare alla sciagura. Cosa c’è oggi di terribile? E poi, non avevi promesso che quella delle rose sarebbe stata l’ultima?»
Kya gli rivolse un’occhiata risentita. «Non faccio apposta» replicò gelida. «Ma questa la devi sentire: è davvero terribile!»

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