mercoledì 28 ottobre 2015

Intervista al Lettore: Alessandra e Silvia

- Nome 





- Alessandra





















- Silvia






- Chi sei?


A - Ho 20 anni e sono una studentessa universitaria di lingue straniere, alle prese con il secondo anno di studi.


S - Sono una maestra elementare di 33 anni purtroppo senza lavoro, come ahimè capita troppo spesso in questi tempi, sono felicemente sposata , abito in provincia di Torino per amore ma sono nata e cresciuta in provincia di Genova, attualmente sono casalinga e hobbista, creo bijoux e mi diletto, per passione, nell’handmade.




- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?


A - Saga di Harry Potter a parte, il primo libro “serio” che lessi fu “Margherita Dolcevita” di Stefano Benni, e rimane tuttora il mio libro preferito (sono una persona molto nostalgica).
Ho sempre visto nello sconvolgimento della vita della protagonista una metafora dell’infanzia interrotta all’improvviso, della differenza tra quello che un tempo era il mondo per noi e quello che ne rimane, e, quando avevo dieci anni, ciò mi ha aiutato a capire diverse cose di quel brutto periodo della mia vita.

S - 
Credo che la “colpa” sia mia e di mio padre, sin da piccolissima mi incuriosivano le scritte che vedevo e che, ovviamente, a 3-4 anni non sapevo decifrare, così rompevo le scatole a tutti per sapere cosa c’era scritto su cartelli, giornali etc. Poi un bel giorno mio padre mi mise in mano un Topolino, si armò di pazienza e mi insegnò, e da quel giorno non ho mai più smesso di leggere :D

Il libro però che ho nel cuore mi è stato regalato, in epoca prescolare, da mia madre, era un piccolo libriccino giallo comprato all’edicola del paese, era la storia de “I vestiti nuovi dell’Imperatore”... Credo di averlo letto e riletto un miliardo di volte, non me ne stancavo mai, e a distanza di 30 anni lo ricordo ancora con un sorriso…



- Qual è il tuo genere preferito?


A - Sono una lettrice abbastanza onnivora, tuttavia nell’ultimo periodo prediligo il fantasy e la fantascienza.

S - Non ho esattamente un genere che prediligo ad altri, sinceramente va molto a periodi, ho dei periodi in cui leggo cose più frivole e leggere, e periodi in cui mi butto in testi più impegnativi…



- Secondo te è giusto dividere i libri per genere?


A - 
Assolutamente sì, sta poi ai lettori non precludersi titoli di genere diverso rispetto a quello che di solito leggono.


S - 
Secondo me è riduttivo, perché molto spesso un libro, un racconto, tocca più temi e generi, e magari non ci si avvicina a quella lettura e la scartiamo a priori proprio perché non si ama quel genere, ma facendo così potremmo aver perduto il libro della nostra vita…




- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?


A - Non vorrei mai incontrare di persona un autore di cui amo le opere, avrei troppa paura di scoprire che è un pallone gonfiato o peggio; e dopo riuscirei a leggere i suoi libri con lo stesso occhio? È meglio che gli autori rimangano nella mia testolina come ideali irraggiungibili di perfezione.

S - Decisamente Primo Levi… Ho amato i suoi scritti, ho sorriso sofferto e pianto con lui, e vorrei davvero averlo potuto incontrare per conoscere e ascoltare i suoi ricordi, le sue inquietudini che lo hanno portato al gesto estremo del togliersi, in tarda età, la vita…



- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché?



A - Passerei volentieri una giornata con Sand dan Glokta, dalla trilogia di “The First Law”: ogni capitolo dedicato a lui è grottesco e spassoso e il black humour di Glokta mi ha fatto scompisciare più di una volta. Inoltre, trovo che sia uno dei personaggi meglio scritti e caratterizzati di cui abbia mai letto.

S - Il Piccolo Principe, lo amo! Mi piacerebbe che mi insegnasse a vedere il mondo con i suoi occhi e il suo cuore, e vorrei scoprire cosa pensa di questo mondo di oggi, di noi che siamo sempre di corsa e non dedichiamo più del tempo alla nostra Rosa…



- In media quanti libri leggi all'anno?




A - Quando andavo alle superiori leggevo sicuramente di più, l’anno scorso credo di aver letto intorno ai venti/trenta libri, ma non ne sono assolutamente sicura.

S - Tanti, decisamente tanti! Sinceramente non li ho mai contati, non ci ho mai pensato, facciamo una media di 60, libro più libro meno…



- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)


A - Evito come la peste i romanzi i cui elementi più fantasy sono la presenza di vampiri debosciati o di angeli maledetti –leggasi paranormal romance-, e gli high fantasy “alla Tolkien” (specialmente se l’autore è italiano), con trame che sembrano quest e personaggi stereotipati a più non posso.

S - Sinceramente dò una chance a tutti, se poi dopo un tot di capitoli il libro proprio non mi prende, lo abbandono al suo triste destino :D



- Quale trasposizione cinematografica trovi più riuscita? Quale meno? Perché?


A - 
Sarò marchiata a fuoco come eretica dai tolkienazi, ma ammetto che mi sono sempre piaciuti di più i film di LOTR che i libri. Sarà per lo stile di Tolkien (infodump, walls of text e caratterizzazione quasi inesistente –a parte per alcuni personaggi, come Gollum), ma non sono mai riuscita ad andare oltre la metà di “The Two Towers” e ci ho provato più di una volta! I film invece li ho guardati quando ero piccola e me ne sono innamorata perdutamente: le ambientazioni, la musica, gli attori, le vicende epiche…quando si ha otto anni è difficile rimanere indifferenti.

Ovviamente, avendo visto solo “The Return of the King” al cinema, non ci avevo capito molto della storia, ma insieme a mia sorella abbiamo rivisto tutta la saga milioni di volte e, nonostante ormai conosciamo le battute quasi a memoria, non ci siamo ancora stancate.
La trasposizione cinematografica meno riuscita, secondo me, è “Venuto al Mondo”: il libro ebbe un forte impatto emotivo su di me e anni dopo uscì il film, interpretato da due attori che trovavo perfetti per i loro ruoli.
Fu una delusione totale.
Stravolsero completamente uno dei personaggi principali, facendogli compiere gesti che nel libro non compiva, cambiando parte della trama e dipingendolo come una specie di ambientalista arrapato, pazzo da legare.

S - La migliore credo sia “Il Signore degli Anelli”, splendido!!! La peggiore “Eragon”, ho amato il libro ma odiato il film, pessimo…



- Leggi ebooks? Cosa pensi di questo formato? 


A - Leggo solo ebooks, principalmente per un fattore economico. È inutile negare che siano il futuro dell’editoria e un’ottima occasione per impedirci di pagare uno sproposito libri di cui non possiamo avere un rimborso nel caso non siano di qualità.
Tuttavia, cerco comunque di finanziare gli autori dei libri che mi sono piaciuti, comprando poi la versione cartacea delle loro opere che ho amato di più.

S - Si, leggo principalmente ebook… Anche se sono amante viscerale dei libri cartacei, la sensazione che ti danno, il loro profumo, il “toccare con mano” e vederseli lì, in libreria, come vecchi amici che ti sorridono… Ho “ceduto” agli ebooks per questioni di spazio e ahimè questioni puramente finanziarie…



- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?




A - Qualche anno fa andai al Salone del Libro di Torino, ma non la trovai molto stimolante come fiera. Ammetto, però, che partecipai in modo abbastanza superficiale, probabilmente, se ci andassi oggi, ignorerei gran parte dei stand delle grandi case editrici, mi concentrerei di più su quelle piccole e sugli eventi proposti.

S - Si, abitando a Torino mi viene molto facile parteciparvi, non c’è anno che non vada alla Fiera del Libro! Per i non lettori può essere positivo un evento del genere, e incentivare qualcuno a prendere un libro in mano… Anche se, una persona a cui proprio non interessa la lettura, secondo me difficilmente paga un biglietto per partecipare a questo tipo di fiere…



- Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi CE per buttarti in uno più di nicchia come CE piccole o autori self?


A - Per quanto riguarda le piccole case editrici, sì, ma per i self…proprio no.

S - Abbandonare sicuramente no, posso, come detto prima, dare una chance anche a loro, e lo faccio! Ho trovato autori self sconosciutissimi e bravissimi e altri mediocri ma gonfiati come dei palloncini dal loro ego…



 Cosa pensi dei self (autori auto pubblicati)? 



A - Penso che sia triste il fatto che si senta la necessità di ricorrere all’auto pubblicazione pur di vedere il proprio nome su un libro. D’altra parte, però, sono consapevole che chi scrive un romanzo di un certo genere, come il fantasy o la fantascienza, ha pochissime possibilità di farsi notare in Italia, perché, persino nelle grandi case editrici, non lavorano persone competenti in materia.
Rimane comunque il fatto che chiunque scriva un saggio sul proprio criceto, o un pippone paranormal romance ispirato al compagno di banco, possa auto pubblicarsi, diminuendo drasticamente la credibilità dei self publishers.

S - Come sopra!!! :D




- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.


A - Ridurre le ore di lezione dedicate ai romanzi classici –cosa serve studiare per tre anni Dante?- e introdurre una materia dedicata alla “lettura libera”, con discussioni in classe e tutto il resto. Sono convinta che il fatto che noi italiani leggiamo così poco sia legato all’insegnamento: quanti bambini hanno la possibilità di avere genitori che li spingono alla lettura fin da piccoli, magari anche solo comprandogli Topolino ogni settimana? Se ai bambini che non hanno modo di avvicinarsi alla lettura grazie ai loro parenti viene insegnato fin da piccoli a scuola che leggere corrisponde alla noia più totale (chi trova divertente leggere Manzoni da adulto? E da bambino?), è ovvio che cresceranno adulti che non leggono.

S - I genitori e la scuola hanno un ruolo importantissimo! I genitori dovrebbero cercare di interessare già da piccolissimi i bimbi ad ascoltare storie e favole, ad esempio con le classiche “favole della buonanotte”… La scuola ahimè certe volte, imponendoti letture che non piacciono o non interessano, crea una sorta di “rifiuto” alla lettura…



- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?


A - Assolutamente sì, bisogna soppesare gli elementi negativi e quelle positivi delle recensioni e valutare se quelli positivi non siano fuffa e aria fritta, tipo le recensioni che potresti leggere sotto un romanzo di Baricco.

S - Sinceramente no, non vado a cercare recensioni altrui appositamente perché quello che piace a me può non piacere a un miliardo di altre persone e viceversa, la lettura per me è molto soggettiva… Capita invece di trovare pareri positivi di un tale libro magari in un blog o tramite amici,e allora mi butto nella lettura



- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?


A - Mi informo, giusto per curiosità, sull’età anagrafica di un/un’autrice/autore. No, non mi interessa leggere interviste.

S - Sinceramente, a parte alcuni casi, ma per lo più di autori del passato che mi hanno particolarmente colpito (Primo Levi, Marion Zimmer Bradley, Mario Rigoni Stern per fare alcuni nomi di autori di cui conosco vita morte e miracoli) , no, non lo faccio…



- Che cosa ti attira in un libro? A cosa dai più importanza?




A - Di un libro potrebbe attirarmi la trama, ma la cosa a cui do più importanza sono i personaggi. Come potrei seguire le avventure, magari scritte benissimo e ricche di colpi di scena, di un tizio di cui non mi frega niente se muore? I personaggi devono essere credibili e il lettore deve poter provare empatia per loro, se si vogliono evitare situazioni simili.

S - Quando si parla di libri cartacei, solitamente mi attira molto una bella copertina, una bella grafica, mi ispira a leggerne la trama in quarta di copertina… A cosa do importanza non saprei! Non c’è qualcosa di particolare… Diciamo che la storia deve appassionarmi, deve farmi venire voglia di continuare la lettura, deve farmi sentire parte integrante della storia…
 



Cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due?




A - Solitamente, quando mi è possibile, leggo sempre la prima pagina di un romanzo prima di comprarlo, per vedere se lo stile dell’autore mi coinvolge e se contiene errori da principianti -infodump, raccontato, eccetera.

S - Direi per la trama in sé e per l’affinità che posso avere con un determinato autore…



 - Che rapporto hai con le librerie? Le vedi più come una zona self-service o chiedi anche consigli e pareri?


A - Gli ebooks sono più comodi delle librerie e su internet ne trovi a bizzeffe di consigli e pareri…

S - Self service, decisamente!!! Sono rari, rarissimi i casi in cui chiedo consigli, per lo più per acquisti “mirati ” e sempre e solo se ho davanti una persona fidata, che conosco e so che mi consiglierà al meglio.



- Quando compri un libro ti fa timore comprarlo su internet a scatola chiusa? (Parlo di editori e libri che non hanno la possibilità di fare l'anteprima come amazon)



A - Non compro mai niente a scatola chiusa.

S - No, compro spesso online, e se compro vuol dire che mi sono informata prima dell’acquisto (online, su consiglio di amici, parenti…) Se così non è stato, seguo l’istinto e come va va…
 


- Cosa pensi del bookcrossing?



A - 
È un’idea molto carina, utile per le persone che non si possono permettere un ereader e per nostalgici della carta stampata.


S - Bella iniziativa, ma aimè io sono molto gelosa dei miei libri, soprattutto se sono libri che ho amato… Sono come fossero miei amici, e riesco difficilmente a separarmene.




L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

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