mercoledì 23 settembre 2015

Il Teatro degli Anonimi - di Gaspare Burgio - Segnalazione Nuova Uscita

Buongiorno a tutti!
Eccomi qua a segnalarvi un'antologia di racconti Gratuita! 

Si tratta de:



Il Teatro degli Anonimi

Di Gaspare Burgio



Le parole che Gaspare usa per descrivere la sua opera:

"E' uscito qualche giorno fa Il Teatro degli Anonimi, un volume FREE del sottoscritto.
Questa è la prima raccolta delle mie storie. Sono 20, e sono quasi tutte a tema reale fantastico. Siccome leggerissime, ironiche a tratti, in certi momenti profonde, non mi sembrava giusto farle pagare. Devono librarsi.
Quindi è un regalo che faccio a chiunque ami i racconti.
Ho scritto di una chiesa che scappa, di un uomo che esiste solo il giovedì, di prigionieri in una cantina, di una bomba speciale, e molte altre cose incredibili.
Ad alcune persone sono piaciuti molto.
Trovate il testo in PDF, HTML, .epub e kindle presso Smashwords, un distributore indie che qui in Italia conosciamo in 3. Oppure se siete avventurosi cercatelo sul sito de La Feltrinelli (si, sono in Feltrinelli) o del Kobo Store, se avete un Kobo.
Prima che lo chiediate NO, non c'è ancora la versione stampata (arriva a breve)."

Il link dove trovare il libro lo avete e questo invece è il link al suo blog:

In più col suo permesso condivido qui uno dei suoi racconti:


Cattedrale

Se ne stavano là a guardarla, con le mani sulla bocca o nei capelli, trattenendo i bambini che
invece volevano avvicinarsi. Un metro alla volta, piano, la Cattedrale sprofondava verso il mare,
scivolando lungo la costa a scogliera. Come la fermi, una Cattedrale che scivola via? Corde? Un
trattore? Non puoi che guardare il disastro.
Il parroco continuò a suonare imperterrito le campane, come quei capitani che non abbandonano
le navi destinate al naufragio. Ci dava dentro con le corde dei batacchi, quasi fosse il Giorno del
Giudizio. Oscillando per aria, che gli si vedevano le gambe pelose di sotto al saio.
Con gran fragore, la Cattedrale andò via tutta, lungo l'ultimo tratto a strapiombo. La gente
radunata trattenne il fiato. Addio, l'abbiamo persa. Ora ci andranno a Messa gli sgombri. C'è chi
giurò di averlo sognato: gli angeli non approvavano affatto l’idea di una Cattedrale per un paesello
insignificante come il loro. E chi si credevano d'essere? Alcuni dicevano: quel terreno non era
buono per costruirci una cosa tanto grossa, lo sapevo io. I manovali puntarono il dito agli architetti,
gli architetti al Sindaco e il Sindaco ai manovali. La gente comune puntava il dito, imputava questa
grave perdita ai peccati d'altri, piuttosto che considerare i propri.
Il figlio del fornaio ebbe il suo da fare per attirare l'attenzione, sbracciandosi e urlando «Ehi!
Venite!». La folla del paese, comunque titubante, si avvicinò al bordo. La Cattedrale si ergeva là,
sopra i flutti: ancora intera. Guglie, statue, archi. Com'era, com'è. Ondeggiava come un tappo di
sughero, ma non s'era persa niente. La gente sobbalzò, ci fu chi si commosse, chi lanciò il cappello
per aria, chi mandò un forte Alleluja! di festeggiamento. Gli innamorati si presero per mano.
La Cattedrale non s'era arenata: veleggiava spedita verso il largo, tanto ardita che nessun battello
o barca a remi poteva starle dietro. Perché fermarla, comunque?
Il parroco si issò sul tetto spiovente, quindi raggiunse la cima della guglia più alta. Prese il largo,
salutando a larghi gesti i compaesani e benedicendoli un'ultima volta. Addio, addio, statemi bene,
cercate di fare meno porcherie. I gabbiani avevano già fatto stormo attorno la chiesa, seguendola
verso il sole e chissà quali terre distanti, mentre il beccheggiare delle onde faceva suonare di suo le
campane. Il vento, passando per le feritoie strette delle trifore, mandava dei sibili musicali
d’accompagnamento. Delfini e pesci del mare saltavano felici, facendole da scorta. Il parroco si
voltò, le mani ai fianchi e il naso verso il nuovo confine, raggiante in volto. Da bambino aveva
sempre sognato di fare il pirata. Si grattò la pappagorgia, col dubbio in capo: o era la Cattedrale che
aveva sempre sognato di fare il veliero? Perché mai darsi pena.


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