venerdì 3 luglio 2015

Kafra il Magnifico - Mala Spina


Buon pomeriggio! Com'è l'estate da voi? Se siete al mare fate finta di niente e mentite a questa domanda, perché potrei avere un raptus di gelosia: qui fa un caldo porco, è nuvoloso e sono in sessione estiva. Ah sì, e non ho voglia di fare niente che non sia sciogliermi come un ghiacciolo.
Per voi che vi fate le foto in costume da bagno sul balcone di casa, ecco una buona lettura da ombrellone (incastratelo dentro a un vaso bello alto, mica vorrete essere distratti da una botta in testa, vero?) firmata Mala Spina.
Del volume precedente avevamo già parlato qui e vi avevo spiegato a grandi linee in cosa consiste il progetto di Altro Evo, che ho compreso meglio leggendo questo seguito: in comune le due storie hanno soltanto l'ambientazione, che ora si amplia fino alla città nuova e alle zone residenziali dei nobili, facendoci passare dalla prospettiva di un uomo di passaggio come Gillean a quella di un cacciatore di taglie come Jelicho, abile a muoversi nei bassifondi ma anche richiesto al servizio delle alte sfere.
Proprio da lì comincia un'avventura che, purtroppo per lui, non sarà affatto l'ultima: nonostante cinquant'anni abbiano il suo peso, Jelicho preferisce lasciarsi attrarre dalla ricca ricompensa promessa dalla contessa Dellevers piuttosto che cucirsi le mani maledettamente bucate. In fondo, lei chiede solo che gli riporti i suoi gioielli e (vivo) quel cialtrone, mago da strapazzo di Kafra il Magnifico... una passeggiata, insomma, no? No.

Come spero vi aspetterete da un cacciatore di taglie, Jelicho non è esattamente un uomo di sani principi, non certo più di Kafra, e non è ricercato soltanto perché ha imparato la vecchia arte del farsi rispettare piantando coltelli fra le scapole, possibilmente evitando il contrario.

Lo stava riponendo in una delle tasche
quando uno scricchiolio lo fece voltare.
Una spada gli passò a un soffio dalla schiena per poi
virare di taglio verso il fianco scoperto. Gettò a terra
il libro e deviò il colpo facendo scorrere la lama sul largo
bracciale di metallo che portava sotto le maniche.
Una pioggia di scintille cadde ai suoi piedi.
L'attimo dopo impugnava la sua scimitarra
e fronteggiava il nemico.

Dall'altra parte, Kafra compensa la sua lentezza e grassezza con l'astuzia: non è da tutti mettersi contro la Loggia Celata, la peggior banda di ladri e assassini della città vecchia, e il Collegio Arcano locale, per farsi poi condannare a morte e resuscitare due volte.

Gli alchimisti possedevano abbastanza conoscenze
per creare prodigi contro natura ma, anche se la città
era sede di uno dei molti Collegi Arcani sparsi nell'Impero,
erano piuttosto rari da vedere. Questo lasciava campo libero
a imbroglioni come Kafra, che doveva aver trovato
più conveniente occuparsi di altre attività molto più disoneste
e remunerative dei semplici giochi di prestigio.

Kafra è facilissimo da uccidere: basta consegnarlo alla giustizia e lasciare che lo decapitino, oppure non muovere un muscolo mentre cade nel porto ribollente di sanguisughe, o ancora guardare da lontano mentre una freccia gli trapassa il collo. Il problema è che torna sempre, con il suo abito giallo e la schiena sudata.
Forse il Collegio Arcano non lo cerca solo perché uno dei suoi alchimisti ha contratto debiti con lui. Forse uno di quei debiti è stato pagato con l'oggetto sbagliato.
In ogni caso a Jelicho interessa ben poco, solo nella misura in cui tutto questo lo fa tornare ogni volta al punto di partenza. Fin quando l'Almaventosa sta per salpare.

<< Per la barba di Drashalla! Quante donne sei riuscito a far arrabbiare?
È la contessa Dellevers che ti vuole morto! >>
<<Quella pazza che voleva parlare con il morto? C'è sicuramente
un equivoco. >> Kafra alzò l'indice e affermò con candida sicurezza
<< Mi sono guadagnato onestamente quei gioielli! >>
<< Non sono sicuro di voler sapere come.>>
<< Un gentiluomo non scende in dettagli. >>
Un robusto tintinnio li fece voltare. Piluk soppesava la sacca di Kafra
con un largo sorriso. <<È proprio come avete detto padrone.
Qui dentro è pieno di gioielli e monete! >>

Lo stile è assolutamente all'altezza del primo, per me anche di più: non ci sono quei flashback che mi erano dispiaciuti nel racconto precedente, e ci sono più "scontri armati" a movimentare ulteriormente la storia.
Creando il vostro fantastico tavolino da mare con un vaso capovolto, magari non quello sulla ringhiera, oltre ai cataloghi moda autunno-inverno metteteci anche questo libro :P

Ink Maiden

1 commento: