mercoledì 15 luglio 2015

Intervista al Lettore: Simonetta e Denise

Purtroppo per la seconda volta da quando abbiamo iniziato questa rubrica ci tocca farla uscire con una doppia intervista al gentil sesso.
Maschi vergognatevi! 



- Nome 


- Simonetta















- Denise






- Chi sei?


S - 66 anni, laureata in biologia, ho lavorato sul riconoscimento e la misura degli inquinanti fisici e chimici negli ambienti di lavoro, attualmente pensionata.


D - Mi sono laureata lo scorso novembre in Letteratura e filologia italiana, ho 25 anni e da un anno lavoro come educatrice e nel campo dell’istruzione.



- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?


S - Libro di favole di mia nonna, 4 anni: mia madre ne leggeva un pezzo, poi andava a fare qualche lavoro di casa lasciandomi con il libro, la curiosità ammazzò il gatto e a me fece venire la voglia di essere indipendente nella lettura, in seguito anche in tutto il resto!

D - 
Ricordo di amare i libri da sempre. Appena ho imparato a leggere, a casa mia si è invertito il ruolo genitore-figlio: ero io a leggere a mamma e papà i miei libroni di fiabe e favole e, quando loro si addormentavano, io andavo avanti ad oltranza.



- Qual è il tuo genere preferito?


S - TUTTI!

D - Non ho un genere preferito, amo tutte le storie che vengono raccontate bene. A pensarci meglio, in effetti, ho un grande amore per il racconto breve.



- Secondo te è giusto dividere i libri per genere?

S - Per me è indifferente, basta che ci sia un ordine: per autore, per genere, alfabetico per titolo di libro...

D - 
Non del tutto. È utile per indirizzare il lettore verso letture a lui più congeniali, però è raro che un libro possa davvero essere etichettato soltanto come appartenente a un genere preciso.




- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?


S - Posso dire Montanelli? Perché era un toscano capace di dire quello che pensava senza dover usare il linguaggio della vaselina

D - Ammaniti, perché amo la sua mente. (Tutti gli altri che amo sono morti).



- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché?


S - Adriano (delle memorie di Adriano. Ne sono innamorata da quando avevo 16 anni)

D - Dylan Dog, senza alcun dubbio.



- In media quanti libri leggi all'anno?


S - da 50 in su, se comprendiamo le riletture sicuramente oltre i 100.

D - Almeno quaranta, credo. Ogni anno mi propongo di contarli, ma poi mi dimentico.



- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)


S - quelli che vanno tanto di moda!!!!!

D - Normalmente, i gialli.



- L'iniziativa dell'anno dei libri su facebook per te è utile?


I - NO!



- Quale trasposizione cinematografica trovi più riuscita? Quale meno? Perché? 


S - Shogun ma non come trasposizione cinematografica ma nella versione per la televisione: è un libro lungo ed ha bisogno di molto tempo. Tutti i libri di Camilleri,. Lo sceneggiatore per tutti è stato l'autore e quindi è chiaro che non è stato tradito il concetto di quello che aveva scritto. Meno Total recall: Philip Dick ha scritto un raccontino delizioso e ironico e ne hanno fatto un film di 007 puah! Altro film da citare 2001 odissea nello spazio un film meraviglioso tratto da un racconto meno, molto meno che discreto.

D - Shining (in realtà, liberamente tratto da), ma è ovvio, nelle mani di Kubrick tutto diventa oro. Al contrario, certe saghe purtroppo vanno a perdere molti dettagli importanti, come nella trasposizione cinematografica di Harry Potter, che però rimane un bel film grazie soprattutto al cast.



- Leggi ebooks? Cosa pensi di questo formato?


S - SI SI SI. Tutto il bene possibile, potersi portare dietro 300 libri quando si viaggia con pochi etti di peso mi sembra una vera pacchia.

D -Non ne leggo: mi sono laureata in filologia, ho una sorta di feticismo per i manoscritti, la carta stampata, l’odore di muffa di certe biblioteche. Devo toccarli fisicamente. Ma mi rendo conto che un lettore e-book sia una vera e propria miniera e in fatto di comodità è un’invenzione geniale.



- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?


S - No mai, non lo so

D - Certo, un appuntamento immancabile per me è la Fiera del libro di Torino. Sono occasioni utili sia per conoscere nuove realtà editoriali sia per assistere dal vivo alle conferenze dei propri autori preferiti.



- Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi CE per buttarti in uno più di nicchia come CE piccole o autori self?


S - Certo che si!

D - A dire il vero vivo di entrambi. Spesso sono proprio le CE piccole a saper meglio rappresentare col loro catalogo i cambiamenti che stanno avvenendo nella letteratura contemporanea.



 Cosa pensi dei self (autori auto pubblicati)? 


S - Finora tutti quelli che ho letto non mi sono piaciuti, ma non per questo ho intenzione di smettere, leggo le prime 50 pagine e poi decido.

D - Nella marea di “autori” che si auto-pubblicano senza avere la minima coscienza letteraria, spesso si perdono vere perle che meriterebbero di più. È un peccato.




- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.


S - Consiglio il metodo di mia madre: iniziare un libro interessante per il bimbo (mi raccomando interessante , non bello o scritto bene) e lasciarlo nel momento culminante. Soprattutto bloccare la TV. Oggi come oggi l'oppio dei popoli non è più la religione ma la TV!

D - A livello scolastico, evitare di dare solamente letture obbligate. Il messaggio che passa allo studente è quello dell’obbligo, invece dietro la lettura ci dovrebbe essere il piacere. Gli insegnanti devono riuscire a comprendere potenzialità e interessi del singolo alunno e magari consigliarlo personalmente, non è affatto una cosa impossibile.



- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?


S - le leggo, sento i pareri di due o tre amiche di cui mi fido del tutto o per niente, e poi compro quello che mi ispira.

D - A dire il vero, no. Non mi fido del parere degli altri. I libri che amo spesso sono i più criticati.



- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?


S - NO,NO, al massimo sono interessata alle biografie.

D - Sì, finito un libro, parte sempre la ricerca di informazioni sull’autore. I dati biografici e la loro posizione nella discussione letteraria sono dati imprescindibili per una piena comprensione.



- Che cosa ti attira in un libro? 




S - Ho detto che in genere di un libro leggo le prime 50 pagine, se trovo svarioni di grammatica, sintassi, costruzione del periodo lascio perdere anche alla seconda. Quindi primo lo stile, poi la novità dell'invenzione.

D - Mi attira il titolo in primo luogo, poi prima di comprare un libro ne leggo sempre incipit e finale (tanto me lo dimenticherò). La cosa a cui do più importanza è che sia scritto bene e che ci sia attenzione all’approfondimento psicologico, la trama è secondaria.




Cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due?


S - I consigli che ho avuto o, in mancanza, vado a ispirazione leggendo la prima pagina, mai la quarta di copertina.

D - Sarò venale, ma a parità totale di interesse guardo il prezzo. Di solito, compro libri usati.



- Che rapporto hai con le librerie? Le vedi più come una zona self-service o chiedi anche consigli e pareri?


S - nel 95% dei casi entro perchè ho un titolo in testa, nel restante posso essere attratta dall'autore, (capita che di un autore che amo mi sia sfuggito un libro, o dal titolo leggo la prima pagina e decido)

D - Purtroppo sempre più spesso nelle librerie lavorano persone che non hanno il minimo bagaglio letterario, quindi è meglio passarci le ore, ma scegliere da solo.



- Quando compri un libro ti fa timore comprarlo su internet a scatola chiusa? (Parlo di editori e libri che non hanno la possibilità di fare l'anteprima come amazon)


S - No

D - Non compro mai nulla a scatola chiusa, lo farei soltanto per un autore di cui ho già letto altre opere.


- Cosa pensi del bookcrossing?


S - 
Nella città dove abito attualmente esiste un posto chiamato "Il libro vagabondo" dove lascio i libri che so che non rileggerò mai, non mi interessa chi li prende e cosa ne pensa.


D - Un’iniziativa bellissima. Ma dai libri che ho amato non potrei mai staccarmi, ne sono morbosamente gelosa.




L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

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