lunedì 18 maggio 2015

Quattro ore al SalTo


Si può stare al Salone del Libro di Torino per sole quattro ore e sentirsi comunque appagati?
Be', contando che non ho mai avuto la passione per le conferenze e che ho partecipato a più di una decina di edizioni, direi proprio di sì.


Eppure c'è dell'altro. Ci stavo riflettendo ieri, mentre uscivo stringendo al petto il sacchetto con i miei acquisti autografati; si è trattato di una scelta consapevole, di cui però non avevo previsto del tutto le conseguenze: non ho fatto altro che scegliere di rinunciare alla grande editoria.




Là dove la gente si spingeva e sbuffava dal caldo per sfogliare i soliti titoli da supermercato, io lanciavo un'occhiata da lontano, gli occhi pieni dei -15% dei cataloghi online, rossi come un campanello di allarme contro le fregature.
Fin da piccola ho imparato che alla fiera potevo prendere solo pochi libri perché non c'erano saldi e le tessere non erano valide, da grande ho capito che non era la letteratura ad essere tutta uguale, ma soltanto quella esposta nelle vetrine del centro; mi sono chiesta: perché mai dovrei farmi prendere così per i fondelli nell'era di internet?
Grazie a Facebook ho scoperto editori e scrittori emergenti o, come preferisco chiamarli, persone che credono in altre logiche oltre a quella della moda: fra montagne di mele marce scartate, il mio Salone è stato dedicato a loro. Ho girato tutti gli stand che non sembrassero un centro commerciale e ho sbirciato moltissimi titoli: ho scoperto con piacere che esistono ancora gli sconti fiera dal 10% al 50% e che dietro ai banconi ci sono persone vere, disposte veramente a conoscere i propri lettori e i loro gusti, per suggerire qualche titolo che li farà ritornare.




Oltre che per le mie tasche, dissanguate con più profitto, questa scelta è stata anche una gioia per me stessa: se prima collezionavo solo degli annoiati "Buongiorno, sono 20 euro in tutto. Le do questa borsa in omaggio", ieri ho potuto chiedere consigli a un maestro di aikido e a un chimico studioso di astrofisica, discutere con un metallaro convinto in uno stand assurdamente \m/ e con una ragazza timida che spiegava i titoli stranissimi dei suoi libri; sono riuscita finalmente a incontrare due fantastiche autrici, che conoscevo solo virtualmente e che mi hanno presentato altri autori e collaboratori delle loro case editrici.
Ovviamente tutti loro erano interessati a vendere, ma non soltanto il loro lavoro: anche quello degli altri. A una commessa non importa se compri Martin o Vespa, al signor Mondadori frega ancora meno e non sono neppure dietro le stesse pile di libri: per la maggior parte di voi è una cosa normale, ma la normalità invece è stare assieme dietro la stessa cassa e proporre i lavori di tutti quanti, perché l'astronave è di tutti e non è inceppandosi i comandi a vicenda che si arriverà da qualche parte. Qualunque sia la meta scelta da ognuno.

Il mercato è un posto freddo, la moda ancora di più: la lettura è un piacere, così come lo è anche allontanarsi da ciò che la rende una macchina per soldi. Pensateci, durante le fiere a cui parteciperete e gli ordini online che aprirete: non fermatevi alla home e nemmeno davanti al cartellone più grande. Sotto un grande tappeto si nasconde molta più polvere.

2 commenti:

  1. Le tue parole mi commuovono e mi riempiono di speranza. Sono sempre più convinta che l'acquisto (o, meglio, la scelta dell'acquisto) sia uno dei più grandi poteri in mano alle persone comuni. Spero solo che sempre più persone si approccino al mercato con la tua capacità di analisi.

    Giordana (Plesio Editore)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono dell'opinione che di questo potere siano consapevoli in molti, tranne i diretti interessati, e quando arriva il momento di scegliere ci si astiene. È così che le vendite di libri crollano, ma soltanto perché non si sa guardare a una spanna dal proprio naso. Questa crisi, economica e umana, ha già cominciato a insegnare qualcosa di nuovo a noi allievi lenti ad apprendere.
      Grazie per aver letto e commentato la mia piccola esperienza :)

      Elimina