mercoledì 15 aprile 2015

Intervista al Lettore: Sara e Alessio

- Nome 



 - Sara









- Alessio




- Chi sei?


S - Ho 25 anni e sono laureata in lingue. Come tutti i ragazzi della mia età lavoricchio e mi arrangio come posso :P. Oltre ai libri, mi piacciono anche gli anime e i manga e, strano a dirsi da parte di una ragazza, i videogiochi!

A - Mi sono laureato in Filosofia con una tesi sulla magia rinascimentale e sto finendo il biennio in scrittura alla Scuola Holden. Ah, sì, ho venticinque anni, per un po’ di tempo ho fatto il critico musicale, poi l’insegnante di inglese. Ora, diciamo che porto avanti diversi progetti legati alla scrittura.




- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?


S - Domanda complessa. Ho ereditato la passione per la lettura da mio nonno, che proveniva da una famiglia molto povera e ha studiato solo fino alla seconda elementare. Leggeva quanto più poteva e studiava da autodidatta per colmare le lacune che aveva. Avendoci lasciato quando avevo all’incirca quattro anni, non ho mai potuto confrontarmi con lui sulle mie letture, ma lo ringrazio per la passione che, almeno indirettamente, mi ha trasmesso. Un ruolo importante, poi, lo ha giocato la mia maestra delle elementari, Rosanna, che ci leggeva sempre storie bellissime e riusciva a renderci protagonisti delle letture che facevamo in classe. Il primo libro che ho comprato da “appassionata” è stato “Un mago in carta e ossa” di Valeria Borghese.

A - 
Mia madre mi ha letto libri da quando sono nato, mio padre mi ha insegnato a leggere i fumetti e, quando avevo sette anni, per sbaglio mise in camera mia Gli occhi del drago di Stephen King. Ho voluto crescere per leggerlo, l’ho letto e poi riletto ancora.


- Qual è il tuo genere preferito?


S - Mi piacciono i classici e i fantasy.

A - In questo periodo, mi muovo tra la narrativa letteraria e il new weird.


- Secondo te è giusto dividere i libri per genere?


S - 
Ė giusto perché, quando vai in libreria con un’idea chiara, sai già dove andare a cercare. È sbagliato perché non amo classificare le cose con etichette, mi sembra troppo riduttivo.


A - 
Il nostro cervello ragiona dividendo ogni cosa in categorie: ci serve per rapportarci meglio con il mondo. Dividere i libri in generi ci aiuta a capire cosa ci piace e cosa no, dove cercare e cosa evitare. E aiuta i librai a mettere in ordine gli scaffali.


- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?


S - Farei una bella chiacchierata con Honoré de Balzac perché ha concepito un’Opera Magna che parla di tutta l’umanità (la “Comédie Humaine”) oppure con Franz Kafka, per discutere meglio del suo controverso rapporto col padre.

A - Bret Easton Ellis, perché ho amato American Psycho come pochi altri libri ultimamente.



- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché?



S - Domanda difficilotta, potrei cambiare idea tra qualche giorno :P. Attualmente, in base a quello che sto leggendo, con Isabelle Lightwood, magari per un bel giro di shopping .

A - Una volta avrei indicato qualche personaggio di Tolkien. Ora, guardando la libreria e scegliendo sul momento, direi Misty, prostituta delle idee e protagonista di Destroy di Isabella Santacroce.

- In media quanti libri leggi all'anno?




S - Non lo so, sinceramente non li ho mai contati. Comunque dipende da quanti impegni ho e dal tempo libero che ho a disposizione.


A - Direi tra i cinquanta e i sessanta, ma vorrei leggerne di più. Silvio Bernelli ne consiglia cento all’anno.


- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)


A - Quelli di saggistica: per me leggere è uno svago, quindi ho bisogno di sentirmi raccontare una storia.

S - Scartare a priori è difficile, ma, se posso scegliere, mi tengo lontano dai libri senza trama.

- L'iniziativa dell'anno dei libri su facebook per te è utile?


S - 
Non molto. Sono iniziative più adatte a un piccolo gruppo di amici che si conosce da tempo: penso che solo in quel caso possa esserci un confronto sincero.


A - Ogni iniziativa che possa stimolare la lettura è utile.



- E l'iniziativa #ioleggoperché ? Sei un “messaggero”?


S - Carina. Avevo pensato di partecipare, ma alla fine non l’ho fatto per altri impegni.

A - Vedremo come andrà, ma quelli saranno titoli scelti a priori e “sottratti” alla vendita in libreria. Certo, essendo libri ormai famosissimi, si potrebbe obiettare che chi desiderava acquistarli, l’ha fatto. Mi sarebbe piaciuto essere un messaggero, ma le scadenze incalzano e il tempo scorre.



- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?




S - Non ho mai partecipato a una fiera vera e propria, ma a eventi sulla lettura organizzati dal mio comune sì. Avendo partecipato solo a cose in piccolo, non so dare una risposta.

A - Immagino che, se una persona si ritrova tra le migliaia di volumi del Salone del Libro, non possa non desiderare leggerne almeno uno, Certo, deve ritrovarcisi.



- Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi CE per buttarti in uno più di nicchia come CE piccole o autori self?


S - In realtà ho da tempo in mente di comprarmi un kindle proprio per leggere testi più di nicchia, visto che molti autori emergenti si buttano sul digitale. Why not?

A - Bazzico volentieri la nicchia delle CE medio-piccole, mentre raramente trovo un self-published che mi attiri.

 Cosa pensi dei self (autori auto pubblicati)? 



S - Sicuramente sono molto coraggiosi.

A - Faccio fatica ad abituarmi all’autopubblicazione: i meccanismi delle case editrici, secondo me, sono necessari alla ricerca della scrittura. C’è bisogno di una selezione c’è bisogno di persone come gli editor che aiutino un autore a crescere. Certo, alcune volte le case editrici possono sbagliare, possono non vedere il buono che c’è in un libro, e allora quel libro avrà il successo che merita. Ma molte volte, e se la casa editrice è seria, magari il buono in quel libro non c’è davvero e allora autopubblicarsi significa voler bruciare le tappe e assecondare il proprio ego, invece di rimettersi a lavorare per migliorare il manoscritto..





- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.


S - Bisogna trasmettere loro la passione che abbiamo, facendoli pensare ai libri come avventure da vivere in prima persona, proprio come faceva la mia maestra.

A - Devono esserci libri in casa, libri regalati dalla scuola, letture pubbliche per le classi, racconti sui muri del supermercato, sullo scivolo del parco giochi, alle fermate dell’autobus. Riempire il mondo di parole.



- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?


S - Sì e no. A volte ne leggo qualcuna per farmi una vaga idea, ma alla fine mi fido sempre del mio istinto. Oggigiorno si gioca troppo a indossare i panni del critico e si sputano sentenze senza conoscere fino in fondo ciò di cui si parla. Ovviamente, non tutti fanno così e ci sono anche ragazzi molto competenti. Tuttavia, i più lo fanno solo per farsi notare e si basano sul sentito dire.

A - Sì, e lo faccio soprattutto per la letteratura di genere, in cui è difficile muoversi e facile restare delusi.



- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?


S - Assolutamente sì! Per capire fino in fondo un’opera, devi conoscere bene anche l’autore stesso: come pensa, com’è stata la sua vita e le sue passioni sono componenti molto importanti e interessanti da conoscere.

A - Se l’autore è bravo, sì, cerco almeno di sapere cosa abbia fatto nella vita e come sia arrivato a essere chi è. E poi le interviste sono un modo come un altro per approfondire il mestiere.



- Che cosa ti attira in un libro? 




S - Non saprei, di solito scelgo a naso.

A - In senso metafisico? La storia che contiene e che non esiste fino a quando non la leggo (o qualcuno me la racconta), il rapporto che si stabilisce con i personaggi, appoggiarsi il libro al petto e dire: «Perché non hai fatto così? Perché non mi hai ascoltato?».




Cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due?


S - Il fatto che ci sia di mezzo una storia d’amore. Non troppo melensa, ma ci deve essere in qualche modo.

A - Se anche le trame sono simili (assumiamo che sia così), sfoglio e valuto lo stile di scrittura e la struttura narrativa. Se non posso maneggiare il libro, mi affido alle recensioni. A tantissime recensioni.




- Quando scegli un libro a cosa dai importanza? Alla copertina, alla quarta...? Quanto dai peso a questi elementi?


S - La prima cosa che guardo è la quarta. Poi, se ci sono, i risvolti, che leggo sempre con attenzione.

A - In ordine: bandella, autore, casa editrice, odore delle pagine. Oh sì, ovviamente c’è la copertina, ma facciamo finta che non sia importante…



- Quando compri un libro ti fa timore comprarlo su internet a scatola chiusa? (Parlo di editori e libri che non hanno la possibilità di fare l'anteprima come amazon)



S - No anzi, magari si rileva molto un’esperienza molto piacevole. Adoro l’effetto sorpresa!

A - A meno che non sia un autore di cui mi fido ciecamente, mi perdo in un mare di recensioni in cui resto per giorni.


- Cosa pensi del bookcrossing?



S - 
Affascinante, ma sono troppo gelosa dei miei libri e non parteciperei!


A - Wow. Funziona, ho trovato libri fantastici: non hai idea delle cose di cui la gente vuole liberarsi. Poi ci sono i libri che a te non sono piaciuti, ma sai che piaceranno a qualcun altro, e le persone che sanno che leggi molto e ti regalano libri e ti ritrovi con più copie dello stesso ed è bello fare regali agli sconosciuti.




L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

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