venerdì 3 aprile 2015

Che fine ha fatto Mr. Y - Scarlett Thomas

Buongiorno a tutti!
Come state?
Oggi vi lascio una nuova recensione:


Che fine ha fatto Mr. Y

Di Scarlett Thomas






Cosa c'è da sapere su questa autrice?
E' nata nel 1972 nell'Hammersmith.
Oltre ad essere una scrittrice insegna letteratura inglese e scrittura creativa all'Università del Kent, scrive recensioni di libri per le riviste Literary Review, Indipendent on Sunday e Scotland on Sunday. Come dice lei stessa in una delle interviste che ho trovato, stima gli scrittori che non recensiscono libri altrui: lei lo fa solo per il denaro. Tra i libri che recensisce ce ne sono molti che trattano argomenti scientifici, cosa che si può ritrovare anche nei suoi stessi romanzi.

Romanzi:
- Dead Clever (1998)
- In your face (1999)
- Seaside (1999)
- L'isola dei segreti (2001)
- Il giro più pazzo del mondo (2002)
- PopCo (2004)
- Che fine ha fatto Mr. Y (2006)
- Il nostro tragico universo (2010)

I suoi libri, a mio parere, seguono un Leitmotiv che si può ritrovare fin dalle prime opere e che rispecchia il suo impegno giovanile come attivista contro le armi nucleari e la guerra del golfo.




TRAMA:



Ariel Manto è una studentessa di filosofia e sta scrivendo una tesi sugli esperimenti mentali. L'esperimento mentale è un esperimento volto a testare, corroborare o confutare un’ipotesi o teoria, che ha un carattere immaginario e non empirico perché limitazioni pratiche lo rendono irrealizzabile.
Il carattere puramente mentale dell'esperimento permette di considerare situazioni non realizzabili praticamente (ad esempio oggetti che si muovono a velocità relativistiche) e di esaminare l'esperimento in forma molto semplificata, tralasciando gli aspetti non pertinenti. Lo scopo di questo esercizio è mettere sotto esame una teoria fisica esaminandone le previsioni, e in particolare mettendone in luce le conseguenze sorprendenti o paradossali.
Il concetto di esperimento concettuale è stato introdotto da Einstein, che se ne servì per illustrare la sua Teoria della Relatività, ma anche alcuni paradossi classici, come quello di Achille e la tartaruga, si possono considerare esperimenti mentali.
Il relatore di Ariel, il Prof. Burlem, è scomparso qualche mese prima e da allora non si è più fatto vedere. Ariel tira avanti scrivendo articoli per una rubrica mensile in una rivista ma anche così riesce a malapena a campare.
Un giorno come tanti altri parte dell'università dove “lavora” crolla e, non potendo recuperare la macchina poiché in zona inaccessibile, torna a casa a piedi.
Tornando si ferma in un negozietto di libri usati dove trova IL libro: “Che fine ha fatto Mr. Y” di Thomas Lumas, libro rarissimo, introvabile (quasi quanto uno di Gemmell-a quanto pare ancora per poco) di cui si vocifera ne esista una sola copia al mondo. Una volta comprato si immerge subito nella lettura fino a scoprire che manca una pagina, una delle ultime, la più importante.
Lascio a voi scoprire di cosa narri il libro di Mr. Y sappiate solo che al suo interno è celata una formula che lo fa accedere alla “Troposfera”, un termine coniato da Mr Y per descrivere un luogo reale e al contempo irreale, un luogo creato dalla mente umana, dove si può accedere a tutte le menti umane e non umane e a tutte le esperienze vissute. Il problema? Che la formula funziona anche nel mondo reale e non solo nel libro: Ariel decide di provare e si ritrova veramente nella Troposfera, in particolare nella mente di un topo.
Da qui la storia esce fuori dai binari, troviamo inseguimenti sia nel mondo reale che nella Troposfera: due ex agenti della CIA hanno la pozione ma non la formula, che cercano di ottenere in tutti i modi, sia legali che illegali.
La storia continuerà tra mutamenti del passato (come? Lo scoprirete leggendo ù.ù), amori impossibli e scoperte sensazionali fino alla fine, una fine triste ed al contempo strana.



Personaggi:

Ariel Manto, anagramma di "I am not real". Chi l'avrebbe mai detto? La cosa terrificante è che rileggendo l'inizio c'è una cosa che mi ha fatto venire i brividi.
Accedendo alla Troposfera, entrando quindi in un'altra mente, si legge:
Ora tu hai una scelta.
Ora tu hai...”dopodichè si stabilisce il contatto, sia con menti animali che con menti umane. Ciò che mi ha lasciato perplesso è che è così che inizia il romanzo stesso! A questo punto ci sono tantissime considerazioni e l'anagramma di Ariel Manto diventa ancora più pressante e pertinente. Chi è realmente l'Ariel Manto che leggiamo in azione nel libro? E' lei? E' qualcun altro che ha preso il controllo della sua mente? Non sapremo mai la risposta ma l'interpretazione è lasciata a noi, ognuno la può vedere in modo diverso, io ci devo ancora pensare su ma per me è lei stessa che è ritornata all'interno della sua mente prima che iniziasse il tutto, sul perché sto ancora riflettendo.
Chi è Ariel Manto? Una ragazza giovane con disturbo borderline della personalità (sto studiando psichiatria, si nota? =D ). I borderline hanno atteggiamenti di autolesionismo, in quanto cercano, attraverso il dolore, di avere conferma della propria esistenza fisica (si ritorna al I am not real), hanno relazioni sentimentali labili (Ariel se la spassa un poco con chiunque) e soprattutto cercano in ogni modo di attirare l'attenzione su di sè e sul fatto che esistono.
In ogni caso è un personaggio strano: è un personaggio trasandato, povero, ha un unico introito mensile che le arriva tramite rubrica mensile (forse storia dell'autrice stessa?). I suoi problemi psichiatrici probabilmente le derivano da una famiglia disastrata che non vede da anni (la madre è in attesa degli ufo, il padre si ubriaca).

Personaggio secondario molto strano -ma che è il mio preferito- che compare poco è Apollo Smintheus, il dio dei topi (Apollo Smintheus è il nome che i greci hanno dato al dio Apollo quando si manifestava in forma di topo, ed è anche il dio delle malattie). Nel romanzo, gli dei, che si trovano nella Troposfera, assumono la forma che i loro seguaci credono abbiano. Apollo è debole, la sua setta conta una decina di credenti al massimo, personaggio molto particolare e simpatico.



Stile:

Prima persona, tempo presente.
Scelta narrativa particolare ma che si addice alla narrazione ed ai messaggi che essa vuole condividere.



Conclusioni:

Che dire... un libro particolare, mi è piaciuto molto. A volte è esagerato quando parla di esseri umani in grado di cambiare il passato, il presente ed il futuro solo pensandolo ma carino.
Ti fa vivere un'avventura cervellotica molto difficile da seguire, soprattutto nella seconda parte dove si incomincia a parlare di Troposfera: per questo non lo consiglio a tutte le età o a tutti i lettori, ma solo a quelli che vogliono vivere un'avventura alternativa nel mondo della mente, mantenendola bene aperta.
Mi è piaciuto molto il personaggio di Ariel che a mio parere è costruito bene e tutto quello che c'è dietro il nome. In più, ad un certo punto del libro lei entra nella mente di Lumas che pensa che non sa quanti riusciranno a cogliere il doppiosenso del titolo.
Al che mi chiedo: qual è il titolo originale? “The end of Mr. Y”. Qual è inoltre il doppiosenso? Io eccetto quello più banale di => The end of mister y => The end of mistery (la fine del mistero) non ne ho trovati... voi?

Voglio finire questa recensione con una domanda per voi:
Se mai vi trovaste a leggere un libro che vi indica una ricetta strana per accedere a strani antri della mente voi provereste a creare l'intruglio e a berlo?

Io non lo so, intanto non ho ancora provato a mischiare gli ingredienti indicati dalla THomas nel suo libro.
Buone feste!




Aratak


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