mercoledì 4 marzo 2015

Intervista al Lettore: Kingsley e Serena

- Nome 


Kingsley




Serena 
(non è la sua libreria ma la foto è sua)



- Chi sei? 

K - Sono un disperato studente universitario di 22 anni, no dai scherzo. Studio Geologia all’Università di Ferrara. Perché geologia? Perché la Terra è il nostro pianeta e dobbiamo capirlo per poterlo conoscere, ma non vi sto ad annoiare con discorsoni.
Quando non sono in facoltà passo il mio tempo libero a leggere libri, fare spettacoli teatrali e giocare di ruolo.

S - Ormai – ahimè – venticinquenne, sono studiosa di Antichità Classiche, lettrice compulsiva e aspirante grafomane. Ecco, questi sì che sono i tre aggettivi che mi descrivono meglio.





- Grazie a chi e a quale libro avete scoperto la passione per la lettura e perché?

K - Bella domanda, ricordo che fin da bambino ho sempre avuto un libro in mano, che fosse un testo scientifico o una raccolta dei racconti di Esopo.
Credo che la passione per la lettura sia nata da L’occhio del lupo di Pennac, libro letto alle elementari per la scuola e che mi ha letteralmente illuminato. È stata la prima volta in cui ho viaggiato in un altro mondo, ho visto le cose con l’occhio del lupo e da lì ho capito che non avrei mai smesso di leggere.

S - Beh, la passione per la lettura è nata molto presto, prima ancora di iniziare le scuole elementari. Non so di preciso né da quale genitore è partito tutto, né con che libro, ma credo tutto sia nato con un libro illustrato di Cenerentola, la cui storia era raccontata in rima (filastrocca che, tra l’altro, mi ricordo ancora adesso).




- Qual è il tuo genere preferito? Secondo te è giusto dividere i libri per genere?

K - I miei generi preferiti sono il fantasy e i romanzi d’avventura.
Secondo me è giusto dividere i libri per genere a patto che vengano suddivisi nel modo corretto. Troppo spesso ho visto libri che di fantasy non avevano nemmeno la copertina inseriti nello scaffale sbagliato.
Molte delle librerie che ho visto fanno dei mescoloni assurdi che portano solo confusione nella testa di chi deve comprare.

S - Sebbene legga praticamente di tutto, il genere che preferisco è il fantasy, in tutte le sue forme ed estensioni. È grazie al fantasy, secondo me, che si possono rivelare grandi verità e messaggi, perché sotto sotto lo si può vedere come una mitologia moderna. E, come ci insegnano storia, antropologia e sociologia, era proprio con i miti che i nostri antenati cercavano di spiegare la struttura del mondo e le sue regole (non solo fisiche ma anche etico-morali).




- Autore con cui condivideresti un buon tè e due chiacchiere alle cinque del pomeriggio? Perché?

K - Stevenson, se solo potessi tornare indietro nel tempo o richiamare il suo spirito dall’aldilà. Il perché è scontato, voglio che mi riporti nell’Isola del Tesoro, che mi spieghi come sia arrivato a creare un personaggio come Hyde o solo anche per farmi dare dei consigli di vita.

S - Così, a naso, risponderei Proust, anche se sinceramente non ho mai letto nessuna delle sue opere e l’unico pezzetto antologizzato con cui sono entrata in contatto è quello relativo alle magdeleines e al tè.
Se invece dovessi puntare su qualcuno che ho letto, sceglierei senza dubbio Tolkien, per poterlo ringraziare di persona e apprendere qualcosa (non tutto, ché era una persona davvero colta e istruita). Scegliere un solo autore però è una tortura!




- Personaggio letterario con cui passeresti una giornata? Perché?

K - Ah, siete dei maledetti, una domanda più difficile non potevate farla?
Connevar, eroe creato dalla penna di David Gemmell. Il suo mondo è pieno della magia del popolo d’Irlanda e poi è un uomo d’onore come lo fu Re Artù.
Certo un personaggio un po’ duro da capire, ma è stato lui ad insegnarmi a controllare l’orso che c’è in ognuno di noi.

S - Ecco, questa è una domanda difficile, a cui non saprei rispondere.




- In media quanti libri leggi all'anno?


K - Un tempo una trentina di libri, ma si parlava delle superiori, quando leggevo anche in classe ignorando la lezione. Ora con l’università faccio fatica a ritagliarmi del tempo per la lettura e sono drasticamente sceso a pochi libri l’anno.

S - Dipende molto da quanto sono impegnata con l’università, ma credo che la mia media si aggiri tra i cinquanta e i centocinquanta volumi all’anno. Dipende anche molto dalla lunghezza, visto che adoro quelli “formato dizionario” ^^




- Che libri scarti a priori in una libreria? (Anche del genere che leggi)

K - Vampirelli, pseudo licantropi, angeli in pose da calendari e demoni bellocci vengono automaticamente cancellati dalla mia vista. In aggiunta abbiamo i romanzetti rosa privi di alcun spessore, tutte le avventure dei fan per raggiungere i loro gruppi musicali ed infine i “libri” dei personaggi del mondo della televisione.

S - Tutti quelli che non mi sanno di carne né di pesce; quelli che clonano il successo del momento; quelli che mi intristiscono già solo dal titolo; quelli che, in generale, sono storie di vita quotidiana.




- L'iniziativa dell'anno dei libri su facebook per te è utile?

K - Mah, quello che vedo è un altro canale per le grandi casa editrici.

S - Devo palesare la mia ignoranza in merito.

- E l'iniziativa #ioleggoperché ? Sei un “messaggero”?

K - Sapete che non la conosco? Vedrò di informarmi.

S - Vedi risposta precedente




- Partecipi a fiere sui libri? Pensi siano stimolanti per i non lettori?


K - Quanto riesco e se non sono troppo distanti, lo faccio più che volentieri, ma più che le fiere preferisco i mercatini dell’usato.
Io però le sconsiglio ai non lettori, forse perché ci sono troppi generi in esposizione e potrebbero solo metterli ancora più in confusione.

S - Di norma non partecipo a fiere sui libri perché, a dirla tutta, mi annoio. Non è tanto per i libri, quanto per la monotonia che secondo me le pervade e la folla che si accalca per ogni dove, impedendoti di gustarti al meglio bancarelle e stand. Pertanto, se non le trovo stimolanti per me che sono una lettrice “forte”, non credo lo siano per chi i libri li usa soltanto per non far traballare il tavolo.




- Ti fideresti a lasciare un mercato largamente preferito come quello delle grandi CE per buttarti in uno più di nicchia come CE piccole o autori self? Cosa pensi dei self (autori auto pubblicati)?

K - Ormai il mercato delle grandi CE mi ha letteralmente stufato, propinano quasi sempre i soliti libri, tutti fatti con lo stampino, uno identico all’altro, per questo motivo sono sempre più indirizzato alle piccole CE. Penso che sia dai settori di nicchia che escano degli splendidi lavori, dove si trovano autori che scrivono con il cuore in mano e non si fanno condizionare dai desideri del mercato.
I self, discorso un po’ spinoso.
Come in tutte le cose ci sono gli indipendenti che ammiro, quelli che sanno che il loro lavoro può crescere e migliorare, che accettano le critiche degli altri e che si mettono sempre in discussione. Poi ci sono gli indipendenti che non sopporto, quelli che si credono Dei in terra e hanno la presunzione di scrivere sempre e solo capolavori.
Detto questo, ritengo che il sistema di autopubblicazione sia una lodevole iniziativa perché permette a tutti di mettersi in gioco, poi sta a chi lo usa capire come sfruttarlo al meglio e ricavarne qualcosa di buono e di qualità.

S - Non lo so, sarò sincera. Soltanto ultimamente, grazie al fatto che ho iniziato a scrivere qualche piccola recensione, mi sto aprendo anche ad autori che pubblicano con CE di nicchia, e per il momento ne sono rimasta piacevolmente colpita. Però credo fermamente che in ogni contesto – siano case editrici grandi o piccole, oppure autori autopubblicatisi – bisogna prima selezionare il grano dalla lolla, e lasciar perdere quest’ultima.
Per quanto riguarda i self, il mio primo pensiero è quello che non siano stati accettati da una casa editrice oppure non hanno avuto la pazienza di credere nella loro opera e aspettare una risposta, ma so di fare di tutta l’erba un fascio.




- Cosa si potrebbe fare per avvicinare dei non lettori alla lettura? Soprattutto da bambini.

K - I non lettori sono tosti da avvicinare, soprattutto se hanno passato la loro vita a non leggere. Credo che il discorso sia più facile coi bambini, direi che si può partire dalla favole, riportare in auge Esopo e Fedro. Le scuole possono dare una mano suggerendo libri da leggere, senza però chiedere di fare le schede libro (lo sappiamo tutti che la maggior parte cercherà il riassunto on-line).
Far conoscere ai più piccoli le biblioteche è qualcosa di concretamente utile, ma per fare ciò bisogna educare anche i genitori alla lettura.

S - Se i non lettori sono ormai adulti, non so quanto si possa fare in merito. Se invece sono bambini, secondo me è compito sia degli insegnanti che dei genitori, anzi soprattutto di questi ultimi. Leggere con un bambino (e non “ad un bambino”) credo sia un’esperienza che gratifichi entrambe le parti e avvicina il puer alla fantasia e a quel fantastico mondo che è la lettura. Se i miei futuri figli non chiederanno a Babbo Natale dei libri, sentirò di aver fallito qualcosa.




- Quando devi scegliere un libro vai a cercare le recensioni altrui? Pensi che siano utili?

K - Le recensioni sono da prendere con le pinze, molte volte sono finte o costruite a tavolino. Diverse sono le opinioni che si trovano sui vari gruppi di lettura, dove molte più persone danno la loro visione di un dato libro.
Quando devo scegliere un titolo sconosciuto prima mi affido a quest’ultimo tipo di recensione e poi faccio i miei conti.

S - Come detto sopra, ho appena iniziato a farle, le recensioni, quindi le trovo di una qualche utilità, ma non le vado mai a leggere prima di scegliere un libro perché ho paura di eventuali spoiler in agguato. Io stessa cerco di farne il meno possibile.
Poi, essendo molto pignola e rompiscatole (diciamo così) non mi soddisfano mai appieno: o sono troppo poco estese o lo sono troppo, o si concentrano sui particolari o si limitano a ricopiare la trama della quarta di copertina…
Quando le guardo, è soprattutto per due motivi:
1)    Controllare quale giudizio altri autori hanno dato ad un libro – ma più per curiosità che per prendere una decisione;
2)    Nel caso di serie o cicli, controllare di stare acquistando i libri nel giusto ordine.




- Ti informi sugli autori che leggi? Ti interesserebbe leggere loro interviste?

K - Sempre. Di base leggendo un libro cominci a capire come la pensa l’autore, se poi il suo pensiero mi incuriosisce approfondisco cercando di capire cosa lo ha portato a maturare una tale visione.
Le interviste invece le limito, leggo solo quelle con un argomento che mi interessa, per esempio cosa ne pensano di un tale genere o di una tale condizione editoriale.

S - Mi informo davvero poco, perché di fatto sono un’asociale e le persone vere e proprie raramente mi interessano in quanto tali. Apprezzo la cultura e la capacità di portare i propri talenti su carta, ma solo finché su carta rimangono XD
Di interviste ne ho leggiucchiate alcune, ma di norma mi stanco subito e le sfoglio soltanto, gettando solo qualche occhiata qui e là.




- Che cosa ti attira in un libro? Cosa in due libri dello stesso genere ti fa propendere per uno dei due?


K - Non so cosa mi attiri in un libro, a volte è solo il nome dell’autore, altre volte è un colpo di fulmine. Diciamo che la scelta di un libro è un’esperienza mistica, diversa per ogni lettore. A volte si può dire che non sei tu che scegli il libro, ma è il libro che sceglie te.
Se ho in mano due libri dello stesso genere scelgo quello con le descrizioni più dettagliate. Adoro le descrizioni e più sono approfondite, più un colore assume migliaia di sfumature, più sono propenso a comprare tal libro.

S - Non è facile rispondere nemmeno a questa domanda, perché mi baso molto sulle sensazioni “a pelle” o sui giudizi del mio fidanzato XD Ovviamente, uno dei fattori che non manca mai è il costo, e se non sono disposta a spendere una cifra che ritengo esagerata, ma voglio dare lo stesso al volume una possibilità, allora lo cerco in biblioteca.




- Quando scegli un libro a cosa dai importanza? Alla copertina, alla quarta...? Quanto dai peso a questi elementi?

K - Se c’è una cosa che non sopporto di un libro è paragonare l’autore a “Il nuovo tal dei tali”, “Bestseller mondiale” e tutti questi titoli pomposi. Superato questo ostacolo c’è il passaggio successivo, se la copertina e il titolo del libro mi dicono qualcosa allora passo a leggere le prime dieci pagine, se mi piacciono lo compro.
La copertina è il biglietto da visita di un libro. Ora come ora cerco qualcosa di diverso, una copertina eclettica, che non abbia nulla a che fare con tutte le altre che le stanno attorno, sicuramente mi invoglierà a comprare il libro.
Poi c’è tutto il dilemma della traduzione, se un libro ha due diverse traduzioni cerco quella che mi ispira di più, ma, soprattutto, che abbia meno errori (nel fantasy accade fin troppo spesso.)

S - Il titolo e l’impaginazione della copertina sono molto importanti, perché attirano lo sguardo. Se un libro è già scialbo in questi elementi, lo considero solo se magari conosco già l’autore. Invece raramente leggo la quarta di copertina o i risvolti interni, perché molto spesso ne rimango delusa e decido per ritardare e rimandare il potenziale acquisto.




- Quando compri un libro ti fa timore comprarlo su internet a scatola chiusa? (Parlo di editori e libri che non hanno la possibilità di fare l'anteprima come amazon)


K - Sì e no, perché è come conoscere una persona, solo dopo averla incontrata potrai giudicare. Prendere un libro su internet ha il suo brivido, ogni volta è una sorpresa e non penso di volermi togliere questa abitudine.

S - Un po' si.




- Cosa pensi del bookcrossing?


K - Che funziona, ma solo in paesi che hanno una cultura del libro migliore della nostra.
È vero, è un ottimo modo per promuovere la lettura, ma siamo troppo pochi e troppo dislocati per farlo diventare qualcosa di veramente importante.

È un po’ pessimista come visione, ma è quello che vedo nella mia realtà quotidiana.

S - Come iniziativa in sé e per sé mi piace, ma non trovo mai nulla che mi ispira.




L'intervista è finita, cosa ne pensate cari lettori?
Volete partecipare anche voi? Scriveteci! 

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