lunedì 2 febbraio 2015

Gheler, l'esploratore. Il legame dei draghi - Antonio Polosa

Buongiorno a tutti! Come va?
Ritorno per poi scomparire nelle ombre con una recensione di un libro di un esordiente italiano.
Devo dire che mi aveva attirato l'occhio soprattutto per alcuni connotati (che spiegherò poi) e da quel punto non sono assolutamente rimasto deluso!

Di che libro si tratta?


Gheler, l'esploratore. 
Il legame dei draghi

Di Antonio Polosa




Trama e Personaggi:
I protagonisti sono quattro: Adne, Adeleo, Elden e Gheler.
Adne appartiene agli Etne, un popolo legato agli alberi. Alla nascita ogni Etne tiene un seme nella sua mano, compito dei genitori è piantarlo e crescerlo per un breve periodo. Dopo, l'Etne e l'albero a cui è legato, chiamato Ledah, penseranno a loro stessi. Un Etne che rimane abbastanza vicino al proprio Ledah non soffrirà mai il freddo né il caldo e l'albero lo terrà sempre rifocillato. 
Adne però non accetta le altre cose che vengono con questo legame: il suo albero deciderà per lei il futuro compagno intrecciandosi alle radici del Ledah dell'altro. 
Adne così decide di partire alla ricerca della freccia di Asvelt, un Legame di drago (dopo vi spiego don't worry) che ha la capacità di recidere gli altri legami. 


Adeleo è un Nuriano, un umano. Gli umani sono l'unica popolazione che non ha Legami. A causa di divergenze con le idee della sua famiglia viene bandito ed espulso da Nuria. 
In suo possesso però c'è la perla (il Legame) di Elden, una Elialen. 

Gheler è il re degli Orghen, un popolo sanguinario che a lungo ha combattuto gli uomini. Il loro legame sono dei lupi di lava. 

Oltre a questi quattro personaggi principali c'è Eslivio di Doppiariva, un Etne cacciatore di legami, il mio personaggio preferito. 

Le storie dei protagonisti sono parallele, la prima parte in pratica descrive le peripezie che questi personaggi affrontano fino a ritrovarsi nello stesso luogo con un unico obiettivo comune. 
Per Adeleo si tratta della storia di come e perché sia stato scacciato da Nuria e del motivo per cui si è ritrovato a possedere la perla di Elden. 
Adne, partita alla ricerca della freccia, incontra Elden sulla sua strada con cui fa comunella e con cui nasce un'amicizia. Elden la troviamo alla ricerca della propria perla. 
Orghen e Eslivio si aggiungono solo in un secondo momento al nostro gruppo.

Il motivo che ad un certo punto muove tutti è uccidere Onimea, un drago.
Quest'ultimo infatti li ha attaccati ed ha rapito Elden portandola nella sua tana.
Adeleo e Adne vogliono liberarla a tutti i costi mentre l'obiettivo di Gheler è uccidere il drago.

Gheler li guiderà in un percorso che li porterà ad incontrare e conoscere Eslivio, l'eremita dei lupi.
Da qui alla fine del libro c'è ancora qualcosa ma meglio intrigare e non specificare nulla che raccontare per filo e per segno cosa succede =)

Ambientazione: 

Il mondo è tutto di sua invenzione, la cosa che mi ha più colpito sono i "legami".
Sono un approccio nuovo al fantasy (escludendo il caso più simile che mi viene in mente: i Daimon) e soprattutto un approccio nuovo alle razze fantastiche.
Non ci sono Elfi, Sirene, Orchi questi vengono sostituiti con Etne, Elialen e Orghen ed i loro rispettivi legami. Gli Etne sopravvivono con i Ledah, gli Elialen vivono con le loro perle (minori poteri) ma respirano e vivono sott'acqua, un Lupo di Lava può sopravvivere al proprio Orghen per un unico motivo: la vendetta.
Se un legame viene distrutto muore anche la persona a cui è legato. Se una persona muore il suo legame si distrugge. 
Bellissima la simbologia che io vi ho trovato: un legame è una prigione. Prigione dorata perché grazie ad esso puoi avere tutto (valido soprattutto per gli Etne) ma pur sempre una prigione.
Una prigione che ti cambia le idee: se le radici del tuo Ledah si intrecciano a quelle di un altro basta, è finita, ti innamori di lui, il Ledah ti obbliga, e ti dimentichi di chiunque possedesse il tuo cuore fino a quel momento.
La libertà è quello che contraddistingue i personaggi di questo libro, la ricerca della libertà da parte di Adne ed invece la nostalgia e la mancanza che prova Adeleo nel non avere un Legame da proteggere. 
I legami dei draghi poi sono i migliori: sono oggetti e sono i draghi che scelgono di concedersi ad essi: la materialità. Il drago si concede al legame ma da quel momento non se ne può allontanare, il legame però gli concede l'immortalità. Quanti simboli!!! La paura del cambiamento, il bisogno di essere legati a qualcosa che rende immortali.
Però se qualcuno riesce ad utilizzare il legame del drago, il drago muore ma il Legame mantiene tutto il suo potere. Per questo esistono i cosiddetti "cacciatori di legami" 


Stile:

I quattro personaggi principali hanno tutti un PDV e il cambiamento tra i vari punti di vista si vede molto bene. 
I dialoghi sono molto ben sviluppati.
La cosa che me lo ha reso pesante però è il fatto che sia scritto sotto forma di "diario" nessuno dei protagonisti (soprattutto Gheler) dà l'impressione di essere uno da diario. In più il fatto che siano i loro diari e non la loro storia ti rende quasi sicura la non-morte dello scrittore del diario.
Se poi leggi i capitoli in fondo e fino alla fine ci sono tutti i personaggi che si alternano questo ti preclude dall'immaginare la morte potenziale di uno di essi. 
Viene usata la prima persona singolare al passato.


Conclusione:

Se si esclude lo stile direi che consigliarlo è il minimo. 
Mi sono piaciute molte le storie dei legami ed i popoli che abitano il mondo descritto da Polosa. 
Sinceramente il primo libro ha una storia abbastanza conosciuta: dei personaggi con una quest da compiere. 
Però ho altissime aspettative sui 4 seguiti (si è una pentalogia) non solo per i contenuti ma perché leggendo degli spinoffs (alcuni si vincevano partecipando a dei giveaway e uno su Eslivio presente nel libro) si ha la curiosità di saperne di più su questo mondo. E si capisce anche che lo scrittore è migliorato molto.
Bravo Antonio, mi spiace solo per i diari.

Lo consiglio ai lettori di fantasy, la storia è quella ma tutto il contorno è condito con razze, situazioni e personaggi nuovi ed interessanti! 
Anche quelli che cercano avventure miste a simbologia sono i benvenuti a provarlo, difficilmente rimarranno delusi.


Spero vi sia piaciuta la mia recensione,
Alla prossima


Aratak

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