domenica 25 gennaio 2015

Intervista: Serena Fiandro

Ciao a tutti e bentrovati!
Come vi dicevo le recensioni non sono l'unica cosa a cui sto lavorando!
Ecco a voi infatti una nuova, emozionante intervista.

Qualche tempo fa ho recensito Sangue di Drago (QUI) un'antologia di una nuova Casa Editrice free, I Doni delle Muse.
Questa CE si concentra su romanzi Fantasy, Storici; e sui miti e leggende antichi.
La CE nasce da una Associazione Culturale non a scopo di lucro e oggi con noi abbiamo la sua curatrice editoriale:


Serena Fiandro






Ciao Serena e benvenuta!

  • Grazie, Luca, per l'ospitalità!

Iniziamo parlando un pochino di te: chi sei e come hai fatto ad arrivare a ricoprire il ruolo di curatrice editoriale?

  • Raccontare chi sono è sempre la cosa più difficile. Ti racconto cosa faccio. Dopo la maturità classica, mi sono laureata in filosofia del rinascimento con una tesi su uno dei personaggi più controversi e affascinanti della storia del pensiero: Tommaso Campanella. L'opera di questo autore mi ha ispirata per la scrittura del mio primo romanzo, Drona: la città ideale, un fantasy uscito nel 2012 per Edizioni della Sera. Il secondo, La caduta di Northin, sempre di genere fantasy, vedrà la luce nel corso del 2015 per I Doni delle Muse.

    Dal 2005 mi sono occupata principalmente di musica antica e ricostruzione del teatro medievale e rinascimentale, attraverso il lavoro diretto sui testi manoscritti. Ho scritto numerosissimi testi teatrali, che ho poi rappresentato e diretto. Nel frattempo, ho scritto e pubblicato saggi, lavorato come stagista presso case editrici e continuato a elaborare romanzi e storie. Da qualche anno ho iniziato a seguire privatamente autori in cerca di consigli per approcciarsi al mondo dell'editoria e a lavorare come editor. Ho tenuto anche numerosi seminari e corsi di scrittura creativa, indirizzati principalmente ai bambini e ai ragazzi.

mercoledì 21 gennaio 2015

Le torri di cenere - Martin

Buongiorno a tutti come va?
Finalmente eccomi di ritorno con una recensione! Tra l'altro nei prossimi giorni ne vedrete altre e non solo...
Sono arrivato a recensire un'antologia di racconti fantascientifici:

Le torri di cenere 
 George R.R. Martin



Come sempre scrivere di un'antologia è una cosa complicatissima, i racconti sono troppo brevi per scrivere una trama vera e propria di ciascuno senza rivelare nulla...
Ci proverò.
Innanzitutto vi scrivo il titolo dei racconti e da dove sono venuti:

- L' eroe; uscito per la prima volta su "Galaxy" nel febbraio 1971
- L' uscita per Santa Breta; uscito per la prima volta su "Fantastic Stories" nel Febbraio 1972
- Solitudine del secondo tipo; uscito per la prima volta su "Analog" nel Dicembre 1972
- Al mattino cala la nebbia; uscito per la prima volta su "Analog" nel Maggio 1973
- Canzone per Lya; uscito per la prima volta su "Analog" nel Giugno 1974; Premio Hugo nel 1975
- Questa torre di cenere; uscito per la prima volta su "Analog Annual" nel 1976
- ... E ricordati sette volte di non uccidere l'uomo; uscito per la prima volta su "Analog" nel Luglio 1975
- La città di pietra; uscito per la prima volta su "New Voice in Science FIction" nel 1977
- Fioramari; uscito per la prima volta su "Cosmos" nel Novembre 1977
- Le solitarie canzoni di Larren Dorr; uscito per la prima volta su "Fantastic Stories" nel Maggio 1976


Eccomi qua, detto questo?

sabato 10 gennaio 2015

Racconti: Caccia Grossa - Claudio De Agostini

Ecco qua il quarto ed ultimo racconto:


Caccia Grossa
Claudio De Agostini




Poche nuvole solcavano il cielo opaco. La luna, nascosta dietro esse, ne impreziosiva i contorni con riflessi d’argento. La foresta era buia, ma per nulla silenziosa. Tra il groviglio di alberi echeggiava il richiamo delle civette e il fruscio dei tassi nel sottobosco. Un altro insolito rumore violava la tranquillità di quella notte, e faceva più o meno così:
“Robert, puoi ripetermi un’altra volta perché ci troviamo qui?”
“Te l’ho già detto Sam! Voglio uccidere la bestia, almeno William smetterà di darmi del codardo.”
“Stiamo parlando di William Hoffer? Quello che ieri mattina stava litigando con una gallina perché diceva che l’aveva guardato storto?”
“Proprio lui.”
Sam alzò gli occhi al cielo. “Ti sfugge il punto…”
“Il punto è che io stanotte ucciderò quell’orso e domani porterò la sua pelle al villaggio.”
“Robert, non sai nemmeno se è un orso! Si sa solo che uccide il bestiame dei pascoli durante la notte!”
“Che altro potrebbe essere? Una volpe non lascia impronte grandi un piede.”
Sam rinunciò ad insistere.
“Almeno dimmi che tutto questo non è per far colpo su sua sorella Bethany.”
Era buio e i colori dell’ambiente erano semplici sfumature di grigio; in quel contesto il rossore sul volto di Robert divenne ancora più evidente.
“Non sono affari tuoi.”
“Apparentemente lo sono, dato che mi hai trascinato qui con te!”
“La vuoi piantare?! Se fai tutto questo chiasso ci sentirà arrivare e sarà tutto inutile.”
Per quanto discutibile, era la prima cosa sensata detta da Robert e Sam si accontentò di quel piccolo traguardo nel campo della logica.
Avanzarono in silenzio procedendo a tentoni. Sam inciampava continuamente e nella sua testa stava recitando una litania di maledizioni. Robert era concentratissimo e stringeva in pugno la balestra che aveva preso in prestito da suo padre; l’eventualità che il padre lo scoprisse prima dell’alba era tanto rischiosa quanta la caccia stessa. Finalmente giunsero al punto in cui pochi giorni prima era stata trovata l’ultima carcassa e un odore nauseabondo di carne marcescente confermò il loro senso dell’orientamento. In una piccola radura poche ossa tenevano insieme ciò che era rimasto della povera pecora.

Racconti: Una Missione Pericolosa - Marco Boni

Ecco a voi il terzo racconto:

Una Missione Pericolosa
Marco Boni



Quando raggiunse il piccolo centro abitato era quasi il tramonto, le mura, che probabilmente circondavano tutta la cittadina erano alte e ben rifinite, una parte era ancora in legno, mentre un'altra parte era in blocchi in pietra ben posata. Le due guardie al cancello fermavano i viandanti, facevano loro poche domande e poi o li facevano entrare o li mandavano via ma con modi garbati. Oetzi scese da cavallo e si avvicinò ad una delle guardie.
"Cosa vi porta a Andrabel" chiese il soldato guardando distrattamente le borse che erano ben legate alla cavalcatura.

venerdì 9 gennaio 2015

Racconti: L'Agenzia - Andrea Foa

Ecco il secondo racconto =)



L'Agenzia
Andrea Foa


“Con calma, signor Muller”, disse la segretaria, posandogli sul polso una mano dalle lunga dita affusolate. “Respiri profondamente, conti fino a dieci e mi spieghi la situazione in modo distaccato.”
“In realtà non vi serve conoscerne il motivo, vero?” Muller era un uomo grasso, dal viso rubicondo e con una folta capigliatura color topo.
“No, non è necessario. Ci servono soltanto il nome e una fotografia recente, per cominciare. Poi, se vuole stabilire lei i dettagli del… lavoro… dovrà pagare il sovrapprezzo di cui abbiamo parlato al telefono.”
“Ma è sicura che ne uscirò pulito, signorina?”
“Pulito come dopo un giro in lavastoviglie, signor Muller”, garantì la segretaria con un sorriso rassicurante. “Perché non mi dice come vorrebbe far fuori il bastardo?”
“Con dei colpi di pugnale?” propose il grassone con voce incerta.
“Non è un po’ banale?” Gli occhi della donna brillavano di malizia.
“Mi dia un suggerimento…”
“Legato e spinto dentro una trebbiatrice? Tagliuzzato e gettato agli squali? Lanciato giù dal dodicesimo piano di un palazzo?”
“Oh, sì. La trebbiatrice mi piace!” esultò Muller.
“Allora sarà una trebbiatrice. Mi lasci il nome e la foto”, gli ricordò la segretaria.
“E per il saldo?”
“Le invieremo un messaggio quando il lavoro sarà completo; lei eseguirà un bonifico bancario e saremo pari.”
“Tutto qui?”
“Deludente, vero? Si sarebbe aspettato uno scambio di buste in un parcheggio sotterraneo? Mi creda, il bonifico è la soluzione migliore.”
Muller stava sorseggiando un Martini su una sdraio in riva al mare. Era passato soltanto un mese da quando aveva commissionato quel lavoro, ma controllava il cellulare ogni ora con un sorriso d’anticipazione. Proprio mentre guardava due gabbiani volteggiare energicamente sulle onde, udì il bip dello smartphone. Quasi fece cadere il Martini per prendere il telefono dalla tasca dei pantaloncini. Guardò i messaggi in entrata e selezionò l’ultimo con le mani che tremavano. Il messaggio che aspettava era arrivato. Si sforzò di respirare profondamente e contò anche fino a dieci, prima di aprirlo.
“Egregio signor Muller. Il lavoro è stato eseguito come da accordi. In coda, troverà le istruzioni per il versamento del compenso.
Cordiali saluti.
Helen Kendall, KHD inc. – Seattle.

Racconti: Fiamme e Sabbia - Tatiana Vanini

Eccoci a noi per un altra serie di racconti!
Purtroppo è l'unica cosa che riusciamo a fornirvi in questo periodo: gli esami ci sommergono e le recensioni/interviste languono...
Ecco a voi il primo!
Come al solito ricordatevi di votare il vostro preferito nel sondaggio alla vostra destra! 





Fiamme e Sabbia
Tatiana Vanini


«C'è l'ho fatta!», disse Katrina soddisfatta entrando nella stanza, «Ho il permesso dell'università per la ricerca in loco!»
Un nano sedeva ad una scrivania intento a scrivere su di una pergamena. All'ingresso della trionfante donna non alzò nemmeno gli occhi e senza smettere di vergare caratteri le rispose flemmatico: «Congratulazioni».
Scacciato dagli altri nani che vivevano all'interno della catena montuosa dei Monti in Mezzo, perché parlava in maniera non appropriata cioè troppo velocemente, si era trasferito a La Capitale dove si era iscritto all'Università della Sapienza Sapiente. Nella prestigiosa istituzione aveva conseguito una laurea in Zoologia mitica, magica e normale proprio come Katrina e ora, sempre come lei, stava per ottenere un dottorato.
Katrina, con le mani sui fianchi, ribatté: «Mi raccomando non mostrare troppa gioia»
«D'accordo», rispose il nano che rispondeva al nome di Calador.
«Dovresti essere più interessato, visto che il permesso è valido per entrambi»
Quest'ultima frase della ragazza riuscì a distogliere Calador dal suo lavoro, infatti posò la penna d'oca e la fissò: «Cosa intendi dire?»
«Che ho chiesto ed ottenuto una spedizione pagata per concludere i miei studi, e tu mi accompagnerai»

sabato 3 gennaio 2015

Racconti: Elisa e Romualdo - Giovanna Barbieri

Eccoci infine all'ultimo racconto della settimana, uno storico ambientato nel periodo della peste nera:



Elisa e Romualdo 
Giovanna Barbieri


ANNO DOMINI 1347




Elisa fissò la madre che sedeva muta di fronte al telaio. Lei e la sua numerosa famiglia appartenevano alla Scola dei tessitori e la ragazza si aspettava un po' di comprensione da parte della genitrice.
Anche lei ha dovuto subire lo stesso trattamento, perché non mi aiuta?
«Mariterai mastro Cappelletti, non ho altro da aggiungere» sentenziò il dispotico padre.
«Padre, ti prego, è un vecchio.»
«È abbastanza ricco e la sua attività fiorente. Non ti farà mancare nulla!»
Implorò la madre con lo sguardo, tuttavia la donna, stremata dalle gravidanze e duro lavoro, abbassò gli occhi.
Non ho scelta, le mie sorelle sono ancora piccole. Certamente non lo può sistemare con Antonia, ha solo otto anni, soppesò.
«Aiuta tua madre con la sacca, domani ti accompagnerò nella tua nuova casa, com'è uso in attesa del fidanzamento e del matrimonio.»
Il genitore uscì seccato dalla baracca, raggiungendo i fratelli nel campo.
«Madre...» la pregò ancora una volta rimaste sole.
«Non posso sostenerti, Elisa. Lo sai com'è la nostra situazione economica.»
Elisa desistette, lei voleva bene al suo vecchio padre e non desiderava deluderlo. Inoltre in quegli anni oscuri la paura della morte per fame incombeva su tutti gli artigiani che popolavano i villaggi nei pressi di Verona. Infine Elisa si chinò sul baule di famiglia per selezionare la dote da portare con sé.
Domani mi fidanzerò con un uomo che non conosco e che potrebbe essere mio padre, si rattristò.

Racconti: Io penso - Martina Cilento

Eccoci a noi con il terzo racconto della settimana:




Io penso 
 Martina Cilento
Sento il pavimento sotto di me mentre corro, cercando di trovare qualcosa che faccia al caso mio, ma qualunque cosa trovi sa sempre di veleno. Niente di ciò che vedo mi ricorda la campagna dove sono cresciuto, dove la vita era dura, ma tutto sommato anche piacevole. Era difficile trovare da mangiare, ma una volta scovato sapevi per certo che era buonissimo. Mi sono trasferito qui perché c’è più cibo e a me non è mai piaciuto avere fame. Piace ancora meno ai miei sei figli, che sono appena nati. Ma ovunque andiamo veniamo cacciati senza pietà. Dicono che siamo sporchi, che puzziamo, che portiamo malattie. Penso a questo mentre tra le corsie cerco le confezioni che la gente del centro commerciale ha fatto cadere e non ha più raccolto, che magari si sono rotte, e che a noi permetteranno di mangiare per un paio di settimane abbondanti. Penso a questo mentre mi accorgo che qualsiasi cosa troverò probabilmente sarà veleno per i miei figli. Penso a questo mentre mi rendo conto che, nonostante ci siano molti come me che soffrono la fame, piuttosto che darci qualcosa lo buttano. Vedo cataste di immondizia. Mandano un odore nauseabondo. Vedo qualcuno che, nonostante ciò, fruga tra gli scarti. Non voglio dare ai miei figli quella roba. Vedo molti miei simili morti, uccisi dalle trappole. Gli umani dicono che siamo sporchi, che puzziamo, che portiamo malattie. Io, un semplice topo, osservo e penso. Io, un semplice topo, penso.




Si, un racconto breve ed intenso.

Se vi ha ispirato ricordatevi di votarlo nel sondaggio alla vostra destra -->

Inoltre se volete sapere di più su questa autrice:

Pagina Facebook: Martina Cilento
Nostra Pagina: Martina Cilento
Intervista:             Martina

venerdì 2 gennaio 2015

Racconti: Le luci del solstizio - Manuela Leoni

Eccoci al secondo racconto:




Le luci del solstizio

di Manuela Leoni

EdwardRobertHugsNight
Astrid respirò profondamente l’aria fredda della notte, mentre procedeva lungo il margine della pista di fondo che costeggiava il bosco. Gli alberi erano carichi di neve, che aveva smesso di cadere poche ore prima: ogni tanto un tonfo attutito rompeva il silenzio, quando un ramo troppo carico lasciava scivolare a terra il suo candido fardello.
La notte era limpida ora e una luna gigante illuminava il paesaggio circostante; la sua luce rifletteva sulla distesa candida rendendo l’aria chiara come il ghiaccio e sicuri i suoi passi.
Ogni cosa era avvolta nel silenzio che la neve porta con sé: la sua particolare magia.
Ad Astrid sembrava quasi di sentire la sua anima cantare la gioia e l’incanto della notte più lunga dell’anno, come un suono sommesso nell’angolo più impercettibile dell’orecchio. Nella quiete della notte il canto si faceva più forte, più complesso: un’armonia intricata e avvolgente, composta da parole sconosciute eppure stranamente familiari, un tintinnare gioioso di campanelli, un vibrare di corde pizzicate, un sospiro di flauti come vento tra le foglie dei boschi di querce. Un richiamo.
Nel folto del bosco alla sua sinistra le parve di scorgere un lampo di luce calda, come un fuoco ardente.
”Vieni!”

Racconti: Griffon - Chiara Piunno

Eccoci arrivati all'appuntamento settimanale coi Vostri Racconti!
Allora il primo a venire pubblicato è:




Griffon

di Chiara Piunno



(Si stavolta abbiamo anche connesso delle foto\disegni a qualcuno dei racconti. In questo caso il disegno è stato fatto dalla stessa autrice)


Capii che era giunta la fine quando vidi quel ragazzino. Non ne divenni cosciente subito, ma bastò che i miei occhi si posassero sulla sua figuretta perché un brivido interferisse con il sentimento dominante che mi faceva pulsare il cuore.
Paura.
Amore.
Paura.
Amore.
Sembrava che ogni battito entrasse in collisione con il successivo; eppure non sarebbe dovuta andare così. Era ingiusto: ingiusto per me, per Sùxis, per questo corpo che non era mio, per le tre vite interrotte affinché io sola potessi vivere...
Il vento derise i miei pensieri. Ululava giù dalla cima biforcuta dell’Orikà, un monte crudele perché più affilato degli altri. Le Aquile sono spietate: terre aspre e avare, coperte di neve e ghiacci in eterno. Gli dei oltre le nuvole le hanno maledette. Nessuno del popolo di questa regione travagliata riesce a biasimarli per questo, giacché le cime cattive delle montagne meritano il loro gelo, colpevoli di aver trafitto il cielo.

Nuova Uscita: Stoneland: i Signori del Vento e del Fuoco

Di nuovo un appuntamento con le nuove uscite!
Ora vi parlerò di una nuova uscita del panorama fantasy:


Stoneland: I Signori del Vento e del Fuoco
Roberto Saguatti




Quarta:

Le pietre del potere sono in grado di amplificare le capacità innate di ogni persona. Gerrit è un ragazzo come tanti altri ma, durante la prova per ricevere la sua prima pietra, compie un'impresa mai vista nella storia. Dall'altra parte del mondo, Val ha appena ottenuto la pietra del vento, quando qualcuno tenta di ucciderlo. Il Duras è in fermento, il malcontento si è diffuso fra il popolo. Il generale Askar, in segreto, fomenta i tumulti con l'intento di deporre il monarca. Entrambi i ragazzi, ignari dei recenti accadimenti, partono per il Duras alla ricerca della loro seconda pietra. Si troveranno coinvolti nello scoppio della rivolta, loro malgrado protagonisti di una straordinaria avventura: magia, amore e battaglie epiche, durante i quali gli eventi si rincorreranno frenetici,fino al sorprendente finale.
Biografia:
Saguatti Roberto nasce (1978), vive e lavora a San Giovanni in Persiceto (BO). Laureato in Scienze Motorie, nel tempo libero, rubato a moglie e figli, adora leggere, scrivere e aggiornare il suo piccolo sito di recensioni e interviste: www.animadidrago.it
STONELAND: I signori del vento e del fuoco è il suo romanzo d’esordio.
Pagine: 420Prezzo: 15 euro
per una copia con dedica scrivere a: sanguy12@inwind.it   spedizione gratuita in tutta Italia.

Nuova Uscita: Lo Scommettitore

Buongiorno a tutti!
Come state?
Io in pigiama. Si sono pigro! Ma oltre a quello sono molto infreddolito...
Venendo a noi sono qui per segnalarvi l'uscita di questo libro! 


Lo scommettitore 
Pee Gee Daniel




Il neolaureato Giulio Sterna attende un figlio dalla propria compagna e si ritrova così, in piena crisi, alla disperata ricerca di un impiego. Dopo varie avventure all'interno delle agenzie interinali colleziona una serie di lavori precari dai relativi risvolti farseschi. Deluso dal mondo del lavoro, sta per mollare, quando viene infine convocato come assistent-manager in un'agenzia di scommesse e slot machine, appartenente alla catena Hermes Play da qui si dipana la storia di una filiale aperta in un luogo ormai saturo di centri scommesse, che perciò sin dall'inizio si mantiene in un'ansiogena incertezza tra entrate e vincite, tra chiusura e tirare a campare. Un romanzo comico che, attraverso l'ampia disamina delle condizioni lavorative odierne, tenta una critica alla società moderna...