martedì 23 dicembre 2014

Tortuga - Valerio Evangelisti

Buongiorno a tutti!
Come va?
Torno in vita con una recensione molto sentita: 

Tortuga 

 Valerio Evangelisti


Parto dagli antefatti: qualche tempo fa leggo su facebook sulla pagina di una trilogia (a cui dovrei togliere il "mi piace" visto che non l'ho ancora letta e mi piace poter dire che ce l'ho solo alle pagine davvero interessanti) che l'autore aveva scritto delle scene che si svolgevano su una nave e ne riportava un pezzetto. Al leggere: "gira a sinistra!" mi si accappona la pelle, a "tendere la fune" (o una cosa del genere, era una corda delle vele, ergo "scotta") incomincio a sentirmi male e vomitare.
Da allora mi è rimasta la voglia di leggere un libro che parli di scontri navali scritto bene con dei termini studiati e non messi li a caso (per non dire peggio).

Il mese scorso scrivo su uno dei gruppi che frequento di facebook per avere dei consigli su libri di questo tipo (si la mia voglia aveva superato il limite ù.ù) e tra i vari libri consigliati (li altri li recupererò con calma) c'era anche questo: Tortuga. Un nome una promessa oramai nell'immaginario di molti di noi. Decido di leggerlo. Qualcuno me lo porta un giorno che viene a trovarmi dicendo: "ho visto che volevi qualcosa sui pirati, tieni!".
Inutile dire che mi sono buttato a capofitto nella sua lettura e devo dire che era proprio quello che cercavo! 
Un libro a dir poco perfetto a mio parere!



TRAMA:

Rogério de Campos, ex gesuita dal passato torbido, è il nostro protagonista. 
La vicenda ha inizio quando Laurens De Graaf, detto anche Lorencillo, lo arruola a forza come nostromo sul Neptune, il suo vascello pirata.
Da qui si assisterà a vari abbordaggi, affondamenti, uccisioni proprie dei pirati.
Rogério si ambienta sempre più con loro fino a diventarne completamente parte.
Il tutto incomincia a rovinare quando lui si innamora di una schiava che salva dall'annegamento, perché vi chiederete voi? Ma è molto semplice! Lui la ama, la brama ma non la vede come un'umana, la vede come una bestia, suo diritto e sua proprietà averla e incomincia a tramare alle spalle di chi è riuscito ad ottenerla prima di lui.
Questa torbida e vile storia d'amore fa da sfondo alla filibusta che, chiamando a raccolta tutti i loro vessilli, contravviene ad un ordine impartito da Luigi XIV in persona ed attacca vari villaggi e fortificazioni spagnole.
Il finale lascerà molti a bocca aperta, così è successo a me, con colpi di scena, combattimenti all'ultimo sangue, tradimenti e morte.


STILE:

Lo stile... AHHH!!! Lo STILE!!!
A pare le cose "normali" come la terza persona passata, i dialoghi che sono molto... accattivanti ed aggressivi c'è la cosa che mi è piaciuta di più del libro: i termini. 
Come dicevo all'inizio, volevo leggere un libro marinaresco con termini usati con cognizione e l'ho trovato, eccome! Mi ci sono perso nei termini!
Erano tanti, difficili a volte, comprensibili in gran parte dei casi a chi conosce già di per sé un poco sulla pirateria ma erano SEMPRE utilizzati con maestria!
Solo per questo credo ci siano voluti mesi e mesi di informazione e studio. Complimenti! 


AMBIENTAZIONE: 

La Tortuga, Cuba, quelle zone lì. Ma ovviamente non solo! Tutte le descrizioni ti fanno sognare di andarci, di vivere anche tu un'avventura (magari non come pirata-troppo violenta). 
Oltre ai paesaggi le città sono un coacervo di tutto il male possibile immaginabile, si va da schiavisti ad assassini, da fuggiaschi a disertori... Pirati in una parola. 


PERSONAGGI...

Non ha senso di parlare di personaggi in un libro così, sono tutti personaggi torbidi, misti con il lato oscuro del loro carattere sempre in vista e non solo.


CONCLUSIONE:
Un libro da leggere assolutamente per me. 
Ok, ritratto: se non vi piacciono le morti, la sofferenza anche se in un libro NON leggetelo, soffrireste tantissimo. 
Importante per me l'utilizzo che Evangelisti fa del tutto. 
Tutto il libro vuole essere un'apologia alla lotta della schiavitù e nel contempo alla libertà. 
Io ho trovato il personaggio principale molto...debole in alcune occasioni ma a parte questo l'ho trovato meschino di "bassa" levatura rispetto agli altri capitani descritti nel libro. 

A me è piaciuta tantissimo la fine di questo libro. 
Una fine per me inaspettata con colpi di scena, morti e libertà.


Aiutatemi: ne voglio leggere un altro così! 

Alla prossima


Aratak

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