sabato 13 dicembre 2014

Racconti: Mia Amata - Kingsley Ngadiuba

Penultimo racconto di questa tranche!
Questa volta corto ma intenso!
Mi raccomando votate!



Mia Amata




Come ogni giorno si torna a lavorare.
« È tempo che tu cresca, la tua famiglia ha bisogno di te. » così mi ha detto mia madre prima che interrompessi gli studi di medicina. « Non ne ricaverai mai nulla, non sei fatto per questo. »
Così ho fatto i bagagli e sono tornato nella grigia periferia di Baltimora, dove si respira il piombo delle industrie e si beve il loro mercurio.

Mi hanno accolto come se fossi stato un eroe di guerra, il ragazzo che ce l’ha fatta, Dottor CarMichael, ma dottore non lo ero e non lo sarei mai stato. Avrei sicuramente fatto la fine del mio vecchio, schiacciato dagli ingranaggi della società.
Tutta colpa di mia madre che aveva sperperato tutta l’eredità in Bingo e sigarette, che ci si ammazzasse con quel veleno. Vacca bastarda che non sei altro, hai sputtanato 100mila dollari in meno di tre mesi! E poi mi chiami pretendendo che abbandoni l’università, che ti prenda il colera, vecchia stronza!
Eppure sono tornato, forse l’ho fatto per lei, per quel suo sguardo intelligente e il calore delle sue carezze.
Ofelia, l’unica che capisce come mi sento, che senza dire nulla è in grado di sollevarmi il morale.
Fuggita da una famiglia che la picchiava, un esule come me, approdata per caso a Baltimora col bus delle 5:43 PM.
Ed oggi che è il 14 febbraio le ho portato un regalo dal lavoro, so che lo adorerà, è lo stesso del giorno in cui ci siamo conosciuti.
Ofelia mi è corsa incontro, felice di vedermi ed io di poterla abbracciare. Sapeva già che volevo portarla fuori ed era tutta pronta per uscire: il mio amore non finirà mai di stupirmi.
Dopo una splendida passeggiata al chiarore della luna le ho mostrato il mio regalo e, come avevo immaginato, le è piaciuto moltissimo.
Dopo un paio di settimane arriva la notizia sul giornale, pagina 18 del Baltimora Herald.
« Profanato l’ennesimo corpo dall’obitorio, anche questo caso è stato asportato solo il cuore... »
Una vera seccatura per noi custodi, ci avrebbero riempito di domande, per fortuna che c’è Ofelia.

Le accarezzo il suo pelo di cane e la guardo con affetto, sapendo che il segreto è al sicuro dentro di lei.


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