mercoledì 10 dicembre 2014

Erika Corvo - Fratelli dello Spazio Profondo



Buonsalve, miei cari!
Vi presento uno degli unici due libri di fantascienza che abbia mai letto (N.B. il secondo è il seguito): Fratelli dello Spazio Profondo, di Erika Corvo.
Impostate la vostra navicella sulle coordinate di Ottol, costellazione Chioma di Berenice, anno 749 Federal Domini. Ci siete? Bravi, io mi sto ancora incasinando con i comandi.



Partiamo dal protagonista: Brian Black. È uno degli studenti più promettenti del Complesso di Scienze del pianeta, e proprio per questo ha sviluppato un carattere duro e diffidente per non soccombere agli attacchi dei suoi compagni: preso di mira da tutti e difeso da nessuno, ci ritroviamo ben presto a seguirlo in una delle sue numerose fughe, che lo farà incappare in un'esplosione e nel suo artefice, Stylo. I due superano a fatica le reciproche diffidenze (più che altro Brian) e si legano di un'amicizia che li porterà a condividere molto, dalle serate a bere fundi caldo alla fuga da Ottol, dopo aver scoperto che Brian è stato inserito nel Progetto Hunter, finalizzato a creare guerrieri freddi e spietati per servire la federazione nelle condizioni più dure, e che Stylo, per essere solo un semplice insegnante, ha motivi altrettanto validi per defilarsi con lui e raggiungere il suo pianeta natale Bagen.

Da questo punto in poi l’azione, che finora aveva mosso solo i primi passi, scatta in una maratona continua, di cui non voglio anticiparvi né concorrenti né squalificati: le battaglie sono tante e portate a termine nei modi più incredibili (dove manca la tattica supplisce la fantasia, mi dicevano, ed effettivamente qui di inventiva ce n'è parecchia) perché da semplici fuggiaschi si ritroveranno pinzati in mezzo alle faccende sporche della Federazione, che non potrà condurli nientepopodimeno che nella Fratellanza dello Spazio Profondo.

Parlando dei personaggi devo affrontare il discorso in modo generale, perché sono parecchi e rischio di spoilerarvi troppo: innanzitutto gli antagonisti si somigliano un po' tutti, sia nel modo di parlare che di reagire di fronte al protagonista o chi per lui, portavoci tutti quanti della medesima ideologia (sono tutti federali, questo posso dirvelo, ma anche in 1984 e nel Nuovo Mondo c'era sempre qualcuno che dubitava, pur nella parte avversa); anche i "colleghi" di Brian e Stylo, nonché membri d'equipaggio assegnati loro dalla Fratellanza, sono tutti uomini duri e di valore, ma almeno sentiamo le loro voci fra i corridoi dell'astronave, li vediamo combattere e impariamo a distinguerli. In ogni caso in ciascuno di loro, Brian e Stylo compresi, il confine fra bene e male, giustizia e crudeltà, menzogna e realtà, è incredibilmente sottile: non posso lamentarmi di piattezza, né banalità.

La narrazione, poi, è molto serrata: c'è un sacco di azione, colpi di scena e descrizioni quasi cinematografiche, nonché taaante battaglie *gongola*
Lo stile mi è piaciuto: è scritto bene, anche se (lo so che non è un errore, ma non mi suona proprio) ci sono molte forme "noi si deve" e affini, e ho trovato anche molto efficace il continuo cambio di narratore, che non lascia punti morti e permette di descrivere ambienti molto diversi fra loro (dai gabinetti dell'astronave ai balli di gala, per intenderci).

Altro aspetto importante per uno sci-fi è quello scientifico: quando lo lessi, al liceo stavo studiando la teoria della relatività con annesse equazioni dolci e tenere, perciò posso dirvi che è accurato (lezioni di Stylo comprese) così come quello più strettamente tecnico (navicelle e cose varie, prima che la mia conoscenza ritornasse ai livelli di quelle di Dragonball).

Poi... paragrafo a parte per la love story. Eh si, ce n'è una. Eh sì, io le odio.
Che dire: leggendola mi ha catturata un sacco (N.B. se in un libro c'è una riga dedicata a uno scarafaggio, io mi affeziono pure allo scarafaggio), ma ripensandoci dopo è poco plausibile, almeno per me. Insomma, voi vi innamorereste mai di uno che vi odia a prescindere, vi picchia e vi costringe ai lavori più umilianti, salvo capire che in realtà non gli avete fatto niente e quindi ammorbidisce le maniere? Io l'avrei castrato a calci prima, quindi forse un dopo non ci sarebbe stato...
In ogni caso nel seguito sono rimasta malissimo quando la tipa in questione è scomparsa di scena (per ritornare nel terzo, mi ha rassicurata l'autrice) e, dato che sto ancora rodendo, rimanderò quella recensione al 3018, 32 luglio precisamente.

Giudizio finale: mi è piaciuto parecchio, ed è stata una piacevole sorpresa da parte di un'emergente.

7 commenti:

  1. Mmm... Sai che anch'io ce l'ho lì da leggere?
    =D
    Mi ispira abbastanza anche se... alcuni punti in sospeso mi rimangono ù.ù =D

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    1. I motivi di Stylo, le navicelle, la scienza e la fisica che governa quel mondo =D
      Sono però cose che mi attraggono molto e su cui sono pignolo

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  2. Ah, giusto, che è il progetto Hunter?
    Nominarlo senza minimamente spiegarlo non è giustissimo =D

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