domenica 7 settembre 2014

Le Ombre della Dea

Le ombre della Dea - Emanuele Velluti





Oggi parliamo di esordienti!
Quando lessi per la prima volta questo libro, all'inzio dell'anno scorso, lo trovai molto immaturo: dopo averlo sottoposto a vari beta-reader, a febbraio di quest'anno l'autore, Emanuele Velluti, mi ha segnalato l'uscita dell'edizione corretta e definitiva.
Di miglioramenti ce ne sono stati parecchi, ma andiamo con ordine.

Innanzitutto si tratta di un epic fantasy, e come ogni buon libro che appartenga al genere ha un protagionista che prenderesti volentieri a schiaffi una pagina sì e l'altra pure, talmente è imbranato: Ankh, un ragazzino dai capelli bianchi la cui memoria si ferma a quando il vecchio Hugò lo trova naufragato su uan spiaggia, e lo affida al capitano Whitemore, suo figlio adottivo. Proteggere Ankh, però, non è proprio facilissimo: puntualmente sviene, e pochi istanti dopo compaiono esseri misteriosi e invincibili -forse le temute Ombre dell'antico impero- che costringono Whitemore a diventare un ricercato regicida, a ritrovare il fratello da cui si era separato anni prima, a invischiarsi nei miti che affondano le radici fino all'inizo del mondo per preannunciarne la fine, miti che anche la Chiesa conosce, e che portano al giovane Ankh.

Insomma, l'azione non manca: i combattimenti sono parecchi, descritti non in modo approfondito ma che fanno il loro dovere, a cui si aggiungono le numerose e rocambolesche fughe dalle Ombre, che spuntano in qualsiasi luogo, avvolgendolo nella nebbia.
Se non si è capito, la storia mi è piaciuta, ma non posso dire la stessa cosa dei personaggi e dei dialoghi:
-i primi (a parte il protagonista che, come ho detto, è adatto al genere) sono poco approfonditi e verosimili: Whitemore è il classico capitano ligio al dovere e alle regole, e così il suo cambiamento finale -in seguito al sacrificio di ogni affetto per la vita di Ankh- risulta troppo brusco e quasi inspiegabile; Akayn, fratello di Whitemore, un po' si salva perché è il personaggio preferito dall'autore, anche se a volte è troppo eccessivo e rovina l'epicità della narrazione; Rhea, amante/aiutante/socia di Akayn, forse vorrebbe essere una figura di donna forte e indipendente, ma... no: i suoi battibecchi con Akayn sono troppi e troppo da filmetto americano.

In linea di massima l'assortimento manda avanti la storia piuttosto bene, però certi aspetti andrebbero rivisti.

-i dialoghi: non ci siamo! Anch'io sono stata fra i beta-reader e, nonostante l'avessi segnalato, sono ancora troppo da fumetto: leggere cose come "Ahahah!!" o "Nooooo!!" o "?!!" mi fa venire l'ulcera all'anima! Andrebbero semplicemente eliminati, anche perché dalla didascalia si comprende benissimo lo stato d'animo del personaggio.

Lo stile invece è migliorato, anche se qualche refuso/errore grammaticale c'è ancora.
Non so dirvi se acquisterò il seguito, che al momento è in fase di revisione: il finale mi è piaciuto un sacco e fa venire voglia di andare avanti, ma se gli sketch tra i personaggi e i dialoghi manterranno gli stessi problemi, non credo che potrei farcela.

Nessun commento:

Posta un commento