sabato 23 agosto 2014

Il Guardiano degli Innocenti

Il Guardiano degli Innocenti - Andrzei Sapkowski


Buonasera a tutti!
Come va?
Mi collego per postare una recensione a mio parere molto difficile.
Perché è una recensione difficile? Perché il libro non mi è piaciuto quasi per nulla. E non posso di certo dire: "non mi è piaciuto" e mollare lì la recensione, devo spiegare ed argomentare e, fidatevi, non è facile.
Parto da una premessa: non ho mai giocato a "the Witcher" per cui non ho un affetto viscerale da giocatore accanito verso questo personaggio.

La premessa del libro mi è piaciuta: lo scrittore stesso ha chiesto una traduzione il più fedele possibile ed ha chiesto di tradurre nelle varie lingue direttamente dal polacco, sua lingua madre, al posto di utilizzare lingue "intermedie" come l'inglese.


TRAMA

Non esiste una vera e propria trama di cui parlare, posso dire che questo è il punto che mi è piaciuto di meno, mi spiego: il protagonista è sempre lo stesso: Geralt di Rivia, uno Strigo. Prendo spunto dalla pagina di wikipedia che è riuscita a mettere un poco più di ordine nei miei confusi pensieri almeno per quanto riguarda la trama.
Il libro è diviso in varie parti, con una "trama" di sfondo tracciata dai capitoli intitolati "la Voce della Ragione" che introducono dei capitoli di "stacco" che dovrebbero spiegare almeno in parte la storia dello strigo (fin qui c'ero arrivato da solo, mica sono così stupido =P) 

La vicenda "principale" vede lo strigo impegnato nel tempio di Melitele a guarirsi dalla sua ultima missione (raccontata ne: "Lo Strigo"). Nenneke, la sacerdotessa anziana del tempio, cerca di convincerlo ad una seduta di ipnosi da un'ottima psicologa ed a caso parte il secondo racconto "un Briciolo di Verità". Ritornati alla storia principale abbiamo il "piacere" di conoscere i soliti nobili spacconi ed arroganti che non vogliono Geralt nel loro territorio. Salutandosi cordialmente lo chiamano "carnefice di Blaviken" e da qui parte il terzo racconto che parla di... Blaviken! "il Male Minore".
Risvegliandoci da questo (s)piacevole flashback troviamo Geralt che chiacchiera un poco con Iola, l'esperta psicologa muta. Le parla di sé e di come il suo destino sia legato a Cyntra e ta-dan! Flashback sulla vicenda con "una Questione di Prezzo"! Si torna al presente e si incontra Ranuncolo, un poeta errante con cui ha vissuto l'avventura "il Confine del Mondo". 
Si torna per il penultimo round tra Geralt e Nenneke dove parlano di una maga: Yennifer e di come Geralt voglia donarle la ricompensa ricevuta dall'ultima missione per ripagarla di un favore. E, come tutti ci aspettavamo, parte l'ultimo flashback su Yennifer: "l'Ultimo Desiderio". La vicenda si chiudo con lo Strigo che parte dal Tempio di Melitele e mette in imbarazzo i nobili arroganti di prima.

I capitoli:
Lo Strigo: prima avventura raccontata in questo libro per lo Strigo: viene assoldato per "curare" una strige, una specie di vampira-fattucchiera. Curare perché è la figlia del re di Wyzima, per la sua riuscita viene pagato fior di quattrini.

Un Briciolo di Verità: sulla strada incontra un castello "stregato" con un castellano ancor più stregato: è un mostro ma molto educato. Lui non uccide anzi paga i mercanti e tutti quelli con una bella figlia per lasciargliela per un anno. Ci vive insieme e non le obbliga a far nulla, non pensate male! Lo Strigo arriva quando Nivellen ha trovato finalmente il suo vero amore che però si tratta di una Bruxa, una sottospecie di vampiro, che sta usando Nivellen. La Bruxa viene uccisa dallo stesso Nivellen che la impala sulla sua lancia lei come ultimo gesto professa il suo amore eterno per il mostro e quello torna un essere umano.

Il Male Minore: uno stregone è in pericolo: una ragazza che aveva imprigionato e tenuto segregata per una maledizione, ora da cacciatore si è trasformata in preda, infatti questa ragazza è tornata a vendicarsi. Lo stregone chiede l'aiuto di Geralt per fermarla. 
Ma lei non è da sola è insieme ad una banda di stupratori, ladri ed assassini, Geralt li uccide tutti guadagnandosi il nome di Carnefice di Blaviken.

Una Questione di Prezzo: Geralt viene assoldato dalla regina di Cyntra per far si che "il destino non si compia" ovvero che sua figlia non vada nelle mani di un cavaliere errante a cui è stata promessa dal padre. 
Geralt fa ben poco se non far si che il cavaliere non venga ucciso. Alla fine il cavaliere e la principessa, che già si amavano in segreto, riescono a spiegarsi, il cavaliere ritorna al suo vero aspetto da orco qual era e tutto finisce bene.

Il Confine del Mondo: avventura con ranuncolo, Geralt non trova più così tante creature da cacciare, la maggior parte viene protetta dagli stessi abitanti delle regioni in cui si trovano così Geralt e Ranuncolo partono verso sud, verso il confine del mondo dove riceve l'ordine di scacciare un Silvano, uno spirito della terra per così dire. Il silvano era intento in una missione: raccogliere granaglie ed altri semi per gli elfi che si sono rifugiati sui confini dei monti e lì stanno morendo di fame. 
L'avventura, dopo un veloce incontro-scontro tra Geralt e gli elfi, finisce con lo Strigo, Ranuncolo e il Silvano che se ne vanno dal villaggio.

L'Ultimo Desiderio: Geralt e Ranuncolo di nuovo insieme. Liberano un Genio (tipo quelli della lampada) e riescono ad esprimere 2 desideri prima che quello li malconci e scappi. Ranuncolo ferito mortalmente viene portato da Geralt nella città vicina dove per curarlo chiede aiuto a Yennifer che in cambio chiede il Genio.


AMBIENTAZIONE 

Il mondo è un mondo fantasy che in questo primo libro non viene delineato in modo chiaro, ci sono solo delle indicazioni generali come "Confine del Mondo" = estremo sud che ha delle alte catene montuose.
Il mondo è abitato da umani e da mostri che sono tra i più vari (nota positiva) si va da delle specie di lupi mannari a vampiri a umani colpiti da maledizioni. Sono presenti Silvani ed Ondine, maghi e stregoni.


PERSONAGGI

Geralt è uno strigo, un essere umano che tramite manipolazioni è diventato molto più forte, agile e veloce. In più è resistente alla magia ed è stato allevato come un combattente per combattere i mostri con la sua spada d'argento.

Ranuncolo è un bardo errante, non c'è molto da dire su di lui se non che è un vero idiota nel senso buono, ovvero che ti fa ridere molto.

Nenneke e Yola: le sacerdotesse di Melitele sono guaritrici, la più vecchia è convinta che attorno a Geralt si ritrovino sempre le creature del male.

Yennifer: maga, si sa poco di lei.

Non ci sono altri personaggi "principali", la maggior parte dura il battito di un racconto.


STILE

Tutta la vicenda è scritta dal punto di vista di Geralt, al passato in terza persona.
Non c'è nulla da dire sullo stile, i dialoghi sono calzanti e pertinenti e a volte divertenti, divertimento che non è racchiuso solo nel dialogo ma si dilaga nelle descrizioni quando serve.


CONCLUSIONI
In generale a me questo libro non è piaciuto. Non è solo perché è un libro di "racconti", ne ho letti tanti da Martin a Sangue di Drago e mi piacciono, ma proprio perché essendo un libro di racconti cerca di avere un collegamento tra tutti, collegamento labile il più delle volte e che fa acqua da tutte le parti. 
Quindi i motivi per cui non mi è piaciuto:
E' un libro di racconti ma l'autore ha cercato di dargli un taglio da libro "intero".
Il modo in cui sono collegati tra loro i racconti molto spesso mi ha dato il voltastomaco.
I personaggi sono scritti con una matita a cui si è rotta la punta tempo addietro. Hanno poche evoluzioni, non crescono e se possibile si involvono durante tutto il romanzo. 
Ogni capitolo è un breve film cappa e spada senza una trama seria e senza nulla dietro. Un semplice gioco di ruolo o MMORPG avrebbe più trama di questi racconti.
Quando c'era un senso alla storia (come la cacciata degli elfi e una sottotrama per chi la sa trovare sul destino dei "diversi" e dei non accettati) è espresso in modo brevissimo e non sempre chiaro.
Motivi per cui mi è piaciuto:
Ogni tanto c'è un pezzo che ti fa ridere: quelli a casa di Nivellen; quando dopo che una casa è crollata si sia trovati tra le macerie lo Strigo ed una donna a farsi gli affari loro quando si credeva fossero morti... Pochi ma buoni.
Le scene di azione sono belle e descritte bene. Almeno quello! =D 

Quindi per me non è stata una buona lettura, non mi è piaciuto e sono riuscito a finirlo al pelo. 
Mi ha arricchito da un punto di vista narrativo per come si dovrebbero descrivere i combattimenti (la fluidità delle mosse, la veridicità del tutto) ma mi ha chiarito come non deve essere scritto un romanzo se si vuole dare qualcosa ai lettori. (sempre dal mio punto di vista)

Cerchi una lettura che non ti intrighi troppo? E' la lettura giusta, puoi leggerlo senza pensarci troppo.
Cerchi una lettura seria ed impegnata? Cambia strada, qua non la trovi!

Nonostante questo mi leggerò il secondo e gli altri della serie: voglio vedere se quando da libro di racconti si passa a libro "unico" migliorerà.

Alla prossima recensione

Aratak

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