domenica 24 agosto 2014

1984

Ave, lettori di Aratak! IlBagaglio vi saluta!
Come il reale amministratore del blog vi ha già anticipatamente annunciato, d'ora in avanti dovrete sopportare anche la mia invadente presenza nelle vostre ore di svago internettiano. Tuttavia, non vi angustiate! Non ho intenzione di sottrarvi molto tempo: farò solo una capatina ogni tanto.
Avrete capito dal mio nome (e dell'introduzione del mio collega) che sono un fan sfegatato di Terry Pratchett. Ebbene sì, lo ammetto. Eppure, non inizierò da lui, ma da un altro dei miei miti assoluti: George Orwell.

Detto ciò, bando alle ciance e passiamo al sodo:

1984 - George Orwell




Breve introduzione sull'autore
George Orwell non si chiamava affatto George Orwell. Ebbene sì. Pseudonimo, signori miei. In realtà si chiamava Eric Arthur Blair, dettaglio importante dato che in quel periodo (inizio '900) i Blair erano una famiglia piuttosto ricca e influente a Londra. Il nostro Eric frequenta le migliori scuole della nazione, ed è proprio questo che segna lui e i suoi libri: sviluppa una forte antipatia per le classi abbienti, diventando per contro un difensore di quelle povere. Nei suoi 47 anni di vita fa in tempo a vedere tutti gli eventi fondamentali della sua epoca, dalle due Guerre Mondiali alla guerra civile spagnola, dalla rivoluzione russa di Lenin e Stalin alle dittature di Mussolini e Hitler, fino al lancio della bomba atomica in Giappone e alla ricostruzione seguita a tutte quelle distruzioni. Lui stesso prende parte in prima persona alla maggior parte di questi eventi, come giornalista o come combattente. 
Negli anni scrive articoli di giornale e recensioni, saggi, romanzi autobiografici e romanzi veri e propri, passando chiaramente da un socialismo di tipo utopistico all'altra faccia del socialismo, l'antiutopia o distopia. Ed è proprio di uno dei romanzi chiave di questa seconda fase, forse il più famoso che Orwell abbia mai scritto, che vi voglio parlare oggi.

Ovviamente, come in tutti i romanzi di Orwell, il tema principale è politico.
La storia di 1984 si svolge a Londra, che si trova in Oceania, uno dei tre superstati (gli altri sono Eurasia e Estasia) perennemente in guerra fra loro, in modo da mantenere le strutture interne dei singoli stati. L'Oceania è basata sul Socing, il Socialismo Inglese, che comporta una struttura gerarchica strettamente piramidale: al vertice si trova il Grande Fratello, che nessuno ha mai visto e che quindi non è certo che esista, subito dopo viene il Partito Interno, che costituisce circa l'uno per cento della popolazione e che la governa completamente, quindi il Partito Esterno, che costituisce il 18 per cento degli abitanti, e infine i Prolet, ovvero il proletariato, i poveri. Il protagonista, Winston Smith, è un membro del Partito Esterno e lavora al Ministero della Verità, dove il suo compito è modificare i vecchi giornali per adattarli alle direttive del partito: se il Grande Fratello ha predetto che sarebbe successa una cosa e ne è successa un'altra, Winston deve cancellare ogni prova dell'errore e sostituirlo con qualcosa di più consono. Comodo, no? La caratteristica su cui si basa questo meccanismo e l'intera società di Oceania è il bipensiero, ovvero la capacità di credere davvero a tutto ciò che il partito afferma, al di là di ogni evidenza logica (ad esempio, Winston è costretto ad affermare varie volte che due più due fa cinque), e infatti il più grave reato è lo psicoreato, che consiste nel discostarsi ideologicamente dalle linee del partito. Per controllare che un tale crimine non venga commesso, tutti sono controllati costantemente attraverso i teleschermi, che non si possono mai spegnere.

Non dicendovi assolutamente nient'altro della trama, che altrimenti rovinerei, dico solamente che veniamo a scoprire molti più aspetti di questa società incredibilmente complessa eppure così semplice nella sua assurdità, e scopriamo nuovi personaggi (in particolare due) che influenzeranno significativamente la vita e il percorso del nostro protagonista. Non intendo nascondere che uno di questi personaggi, O'Brian, è in assoluto uno dei miei preferiti della letteratura classica, per la caratterizzazione del personaggio e l'evoluzione che segue nel romanzo. 

La scelta di ambientare il romanzo nel 1984 è di semplice spiegazione: il romanzo è stato scritto nel 1948, e l'inversione delle lettere simboleggia un ammonimento riguardo all'evoluzione della società rivolto al lettore. Risulta evidente la critica al totalitarismo imperante in quegli anni, non solo il nazismo, ma anche lo stalinismo. E d'altra parte la figura del Grande Fratello, un po' per le caratteristiche e un po' per i tratti somatici, ci ricorda entrambi i dittatori, oltre ai manifesti pro-arruolamento appesi delle strade dallo stesso governo inglese. E in effetti, Orwell vuole muovere una critica proprio a quegli intellettuali che si nascondono dietro tante belle parole censurando la verità, tema quanto mai attuale, a mio parere, in questo particolare momento storico.
Un altro degli aspetti fondamentali che vorrei mettere in luce, perchè a mio parere assolutamente geniale nel contesto del romanzo, è il paradosso. A partire dal funzionamento del partito e delle sue sottostrutture (e si può ben vedere nel motto: "La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L'ignoranza è forza."), si estende a qualunque persona usi il bipensiero.
Si potrebbe continuare all'infinito parlando di tutti i temi e gli spunti interpretativi di questo romanzo. E' a mio parere uno dei must per chiunque ami la letteratura.

Aggiungo solo qualche parola sullo stile a mio parere superbo che caratterizza tutti i romanzi di Orwell, caratterizzato da una semplicità e un realismo che lo rendono immediatamente assimilabile dal lettore, e che raggiunge in questo romanzo il suo apice. La semplicità di cui parlavo viene portata all'eccesso dalla Neolingua inventata da Orwell, rendendo l'intero romanzo incredibilmente più efficace. 

Voto generale: 10 zampette di Bagaglio

Ora, prima che Aratak mi linci per avergli occupato così tanto spazio e avervi sottratto così tanto tempo, mi levo di torno, ma non prima di avervi lasciato un'ultima citazione:

"La libertà consiste nella libertà di dire che due più due fa quattro... ne seguono tutte le altre."

Alla prossima recensione!

IlBagaglio

5 commenti:

  1. Ottima recensione e soprattutto l'introduzione all'autore, che personalmente ho molto apprezzato. Posso aggiungere una cosa? Oltre ai paradossi, ai neologismi, alla tematica di base in se stessa (agghiacciante quanto genialmente trattata), un altro aspetto da considerare secondo me è il fondamento sul quale si basa la società distopica descritta da Orwell, ovvero il divieto all'amore, o più in generale alla passione. Gli uomini sotto il Grande Fratello vengono depersonalizzati, resi quasi degli automi. Proprio su questo, secondo me, il governo distopico dell'Oceania trae la sua forza. Orwell non critica solo i governi totalitari e la censura, ma la mancanza di coscienza degli esseri umani.
    Tutto qui, volevo solo aggiungere il mio parare al tuo, che comunque condivido appieno. :)

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    1. Ehilà! Grazie mille per i complimenti! Purtroppo a causa dello spazio ho dovuto tralasciare molti temi importanti. Ho scritto una breve tesi e tenuto lezioni sull'argomento, quindi mettere tutto il materiale sarebbe stato eccessivo: ho dovuto operare una selezione.
      Indubbiamente il tema dell'amore è fondamentale e serve a veicolare altri importanti temi come l'impossibilità di trovare un reale essere umano in una società in cui l'individuo è costretto a rinunciare definitivamente a una parte di sé stesso: Orwell definisce Julia "una ribelle dalla cintola in giù" e Winston "un ribelle dalla cintola in su" riferendosi proprio a questo concetto. Lo sviluppo della loro relazione ci fa capire come non sia possibile, in effetti, trovare una completezza.
      Ti ringrazio ancora molto per il contributo!

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    2. Avevo immaginato che per motivi di spazio ti fossi dovuto "trattenere" :)
      Una tesi e delle lezioni, sei un professore per caso? È un peccato non poterla leggere, sarebbe davvero interessante, almeno per me, dato che "1984" è il mio libro preferito.
      Comunque ancora complimenti!

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    3. Spiacente, ma il mio contratto impone l'anonimato! :) In via del tutto eccezionale, però, ti confiderò che non sono affatto un professore, anche se ciò che faccio ha molto a che fare con la letteratura.
      Aspetterò nuovi commenti! :)

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  2. Interessante ;)
    Certo! Io intanto aspetto nuovi post :)

    Ps. Se ti va, anche tu puoi commentare sul mio blog, io ti aspetto eh! Ciao!

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