giovedì 10 aprile 2014

Sherlock Holmes

Buonasera a tutti!
Prima di un paio di mesi fa non avevo mai preso in mano questo meraviglioso libro (mio gravissimo errore) per fortuna ho rimediato quando, per un gruppo di lettura, sono stato invitato a leggere "Uno Studio in Rosso" la prima opera dove vediamo Sherlock Holmes all'opera.
Io ne ho approfittato per prendere il massiccio volume della Newton Compton che raccoglie tutte le sue gesta! Atto lievemente suicida per le oltre 1220 pagine (lette in contemporanea con: "I Neuroni Specchio"; "Il Bar Sotto il Mare" ed ovviamente studiando).



Che si può dire che non sia già stato detto?
La trama... Dopo aver letto 9 libri di cui 5 sotto forma di racconti ha un senso parlare della trama?
Io credo di no, ovviamente si potrebbe parlare del Segno dei 4, o del Mastino, ma non mi sembra il caso anche per non svelarvi le soluzioni.
Piuttosto un consiglio: bisogna sempre stare attenti, in molti dei casi riportati pure il lettore (anche se con molta fatica e molta attenzione) può arrivare alla soluzione o almeno ad un particolare, a me piace proprio questo di Sherlock Holmes: la quasi impossibilità per il lettore di arrivare ad una soluzione.
Io, essendo telepatico, empatico, investigatore, medium, veggente, vedetela come volete, riesco di solito in un normale giallo ad arrivare il 90-95% delle volte alla soluzione (presa come nome, cognome, movente) entro la metà della storia, mentre con Sherlock la cosa che mi è piaciuta di più è arrivare solo nel 40% circa dei casi alla soluzione e nel 10%indirizzarmi in una direzione!
Ho sentito pareri molto discordanti su questo punto invece... Ma mettetevi nei miei panni: che gusto c'è a continuare a leggere un libro dove so già al 90% chi e perché è stato?

Riguardo ai protagonisti... Chi non ha mai sentito parlare di Holmes e del fidato Watson?
Pure io che non avevo mai letto nulla ne avevo sentito parlare!
Cosa li distingue però ai miei occhi da un qualsiasi altro investigatore?
Innanzitutto la bravura di Holmes, che sembra quasi infallibile.
Suo il detto: "uno volta escluso l'impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, non può essere che la verità" e quanto improbabile! 
Prendiamo il caso più scientifico ed allo stesso tempo mistico che si è trovato di fronte: Il Mastino dei Baskerville. La soluzione all'enigma è incredibile ed incredibile è il modo a cui ci arriva. 
Una leggenda che diventa realtà? Realtà che diventa leggenda? Solo all'ultimo si scopre la soluzione, ma si potrebbe dire che è parte di entrambe...
Però mai incredibile come in "Uno Studio in Rosso" dove niente ci poteva far supporre la soluzione, anche per una questione di conoscenza stessa del lettore, che non sa nulla del caso se non le prove presentate che sono davvero scarne! 

Il personaggio di Holmes mi piace tantissimo, oltre alle sue capacità deduttive per la sua stessa rappresentazione. Volendo ben vedere molte figure, dagli stessi investigatori ai medici dovrebbero prendere da lui e dai suoi metodi.

Watson... Il personaggio che forse mi ha deluso di più, ma quello che scrive la storia. Un gran bisogno di questo personaggio poiché tutto il registro e lo stile sarebbe dovuto essere un altro. 
Inoltre Holmes stesso dice: "Un alleato che prevede le tue mosse ed il tuo percorso d'azione è sempre pericoloso,mentre uno per cui ogni nuovo sviluppo costituisce una sorpresa e per cui il futuro è sempre un libro chiuso, è l'assistente ideale." 
Ed in questo caso Watson è ideale, intelligenza e capacità mediche di sicuro molto buone ma capacità deduttive abbastanza scarse.

Le loro avventure hanno luogo a cavallo del 19° e 20° Secolo a Londra nella famosa Baker Street.
Proprio per il periodo sono stato molto felice di trovare situazioni etiche e morali che fino a poco tempo prima e tutt'ora sono di normale amministrazione (purtroppo):
 "Voi ricchi dovete imparare che non potete comprare tutto il mondo perché condoni le vostre malefatte.";
 "Riteneva, e diceva, che la ricchezza di un uomo, superiore alle sue necessità, non doveva venire costruita sulla rovina di altri 10000 uomini che rimanevano in mezzo alla strada."; 
"Che scopo ha tutto questo Watson? A che serve questo circolo vizioso di dolore, di violenza, di paura? Deve avere uno scopo, altrimenti il nostro universo è governato dal caso, il che è impensabile. Ma quale? Questo è l'immenso, sempiterno interrogativo al quale la mente umana è ancora lontanissima dal poter dare una risposta."
Inoltre ci sono storie bellissime contro il razzismo. Purtroppo si vede sempre troppo la presenza "maschile" e mai molto quella femminile... Unica pecca che se vogliamo è presente in tutti questi libri.

Per me un libro da leggere e da gustare, spunti da prendere e tenere dentro di sé per essere riutilizzati. 
La mia citazione preferita dedicata a tutte quelle persone intelligenti che si sentono sempre troppo stupide per un motivo o per l'altro (tra cui mi annovero anch'io): "Per un uomo dotato di logica, tutte le cose andrebbero viste esattamente come sono, e sottovalutare se stessi significa allontanarsi dalla verità quanto sopravvalutare le proprie doti."


Aratak

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