mercoledì 26 marzo 2014

Buonasera

Buonasera a tutti e bentrovati!
Io sono Luca Morandi, studente di Medicina e Chirurgia nonché appassionato lettore.
Cosa leggo?
Di tutto, ma in particolar modo Fantasy, Fantascientifico e Storici.
Della mia cultura letteraria fanno parte i più svariati libri da un "semplice" Harry Potter ad un più complicato Cent'anni di solitudine.



Perché scriverò articoli?
Perché esistono molte persone che scrivono e che non riescono a sfiorare con i loro scritti (molti dei quali meritevoli) la maggioranza delle persone. Per cui ho deciso di iniziare un blog dedicato in gran parte a loro: gli esordienti e gli indie. Recensirò tutto ciò che leggerò ed i consigli su nuove letture sono sempre accetti ma non è detto che io li segua (il mio palato non deve risentirne per così dire), non stupitevi inoltre se recensirò dei manga o dei fumetti essendo io un loro grande appassionato.
A tutti i recensiti: io leggo per piacere e così facendo tendo a leggere tutto e con voglia (ho perfino letto la saga di Twilight che al di là di pareri discordanti su bellezza o meno direi che non è affatto adatta ad un maschio) nelle mie recensioni cercherò di essere il più obiettivo possibile (e credetemi ci riesco eccome).

Dopo questa breve presentazione voglio descrivere la situazione in Italia dall'ISTAT (dati dell'anno 2011)

«La dimensione culturale è importante in tutte le economie avanzate. È infatti associata positivamente alla crescita del reddito pro capite e assume nel nostro Paese una particolare rilevanza, sia con riferimento alla dotazione di beni storici artistici e culturali (l’Italia è il paese che detiene il maggior numero di siti inclusi dall’Unesco nella lista dei patrimoni dell’umanità), sia perché nelle attività ricreative e culturali dei cittadini italiani emergono alcune peculiarità di atteggiamento e di comportamento.»
"Nel 2012, oltre 26 milioni di persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l'intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali. Rispetto al 2011, la quota di lettori di libri rimane sostanzialmente stabile (46%).
Le donne leggono più degli uomini: nel corso dell'anno ha letto almeno un libro il 51,9% della popolazione femminile rispetto al 39,7% di quella maschile. La differenza di comportamento fra i generi comincia a manifestarsi già a partire dagli 11 anni e tende a ridursi solo dopo i 75.
La fascia di età nella quale si legge in assoluto di più è quella tra gli 11 e i 14 anni (60,8%).
Avere genitori lettori incoraggia la lettura: leggono libri il 77,4% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 39,7% di quelli i cui genitori non leggono.
Nel Nord e nel Centro del Paese legge oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (52,2%). Nel Sud e nelle Isole, invece, la quota di lettori scende al 34,2%, seppur con un lieve aumento rispetto al 2011.
Mentre nei comuni centro dell'area metropolitana la quota di lettori è pari al 53,3%, in quelli con meno di 2.000 abitanti scende al 41,5%.
In Italia, anche chi legge, legge poco: tra i lettori il 46% ha letto al massimo tre libri in 12 mesi, mentre i "lettori forti", con 12 o più libri letti nello stesso lasso di tempo, sono soltanto il 14,5% del totale.
Una famiglia su dieci (10,2%) non possiede alcun libro in casa, il 63,6% ne ha al massimo 100."
I dati sono chiari: i lettori "forti" ovvero quelli che leggono un libro al mese sono pochissimi: la popolazione italiana è stimata attorno ai  60 milioni, di questi il 46% legge: 27.6 milioni, di questi solo il 15% sono lettori forti: a stento si arriva ai 4.150.000 persone. Tante? Direi che in un paese come il nostro i lettori forti dovrebbero essere almeno il 30% dei lettori ed i lettori dovrebbero essere almeno il 70% del totale della popolazione.

A cosa sono dovuti questi dati? Io ho fatto una piccola ricerca in alcuni gruppi su facebook dedicati alla lettura (quindi già con valori "sballati") ed ho scoperto che chi non ha genitori lettori (come sottolineano anche i dati ISTAT) ha più difficoltà ad avvicinarsi alla lettura.
Io credo che in un paese come il nostro si potrebbe fare molto di più a livello di Scuola, senza neanche fondi aggiuntivi (magari togliendoli alle private ma qui vado troppo sul politico).
Basterebbe una maggiore preparazione ed incoraggiamento alla lettura alle elementari e medie ed il gioco è fatto. Come? Non di certo con i soliti "LIBRI OBBLIGATORI" che tutti gli studenti trovano ASFISSIANTI nonché noiosi a prescindere. Come sostiene uno dei miei contatti di facebbok quando il maestro o professore ha osato prendere una decisione "forte" (far leggere Harry Potter alle elementari e Lo Hobbit alle medie ad esempio) i bambini ne sono stati entusiasti e si sono avvicinati molto di più alla lettura. Inoltre le potenzialità di far scegliere al bambino che cosa leggere invece di indicarglielo loro, con varie possibilità tra cui scegliere (tra cui anche i classici che non voglio togliere dalla cultura italiana ma che sinceramente trovo più leggibili verso il liceo).

Inoltre un'attività che sarebbe molto utile già a livello delle elementari (quinta) -e qui vorrei che VOI scrittori emergenti, che leggete queste righe, foste aperti a questa iniziativa e ci metteste del Vostro se mai si avvererà- sarebbe quella di stabilire una serie di incontri con autori per la giornata mondiale del libro. Quanti di voi non ha sognato di incontrare un autore da giovane per poi poterlo raccontare in seguito? Io ho una foto (che non trovo più T.T ) con la Troisi ed ho incontrato la Weiss che mi ha firmato un paio di sue opere.
Immaginatevi che emozione per i bambini delle elementari trovarsi uno scrittore davanti, sentirlo parlare della lettura in generale e poi chissà essere così colpiti da chiedere a sua madre di comprare il libro che quell'autore ha scritto, per poi potersene vantare quando l'autore, che aveva sentito parlare un tempo, diventa famoso!


La crisi non colpisce solo la letteratura infatti secondo i dati di Federculture del 2013:
"Il segno meno è la costante del rapporto 2013 (riferito all’anno 2012): -8,2% il teatro, -7,3% il cinema, concerti -8,7%, musei e mostre -5,7%In generale diminuisce dell’11,8% la partecipazione culturale dei cittadini italiani.
In un solo anno i musei statali hanno perso circa il 10% dei visitatori, che passano da 40 a 36 milioni, poco più di quelli entrati nei soli musei londinesi.  
La spesa per cultura e ricreazione ha segnato un -4,4%. E’ il primo calo dopo oltre un decennio di crescita costante: tra il 2002 e il 2011 l’incremento era stato del 25,4%.
 Diminuiti gli investimenti: solo da parte dei Comuni in un anno tagliato l’11% delle risorse, mentre le sponsorizzazioni private destinate alla cultura sono scese nel 2012 del 9,6%, ma dal 2008 il calo è del 42%
Mentre a livello mondiale gli arrivi internazionali nel 2012 raggiungono la cifra record di 1 miliardo,  in Italia aumentano solo del 2,3% i viaggiatori stranieri, le nostre città perdono competitività turistica e il Paese nell’insieme perde attrattività: nel Country Brand Index 2013 crolliamo al 15° posto
...
Il turismo culturale rimane ancora un settore chiave dell’industria turistica di cui rappresenta il35% e sul fronte della spesa effettuata da italiani e stranieri nel nostro paese nel 2012 ben il 17,6%, vale a dire 12,6 miliardi di euro, è rappresentato da spese per attività culturali.
Nonostante questo e a fronte di un aumento del 2,3% dei turisti stranieri arrivati nel nostro paese nel 2012, musei e siti culturali statali perdono 4 milioni di visitatori, scesi a 36,4 milioni contro i 40,1 del 2011.
...
Siamo al 26° posto tra i Paesi dell’Unione Europea per spesa pubblica in istruzione e formazione con un’incidenza percentuale del 4,2% sul PIL, contro una media europea del 5,3%. Il numero degli immatricolati degli atenei italiani è in costante diminuzionein dieci anni gli iscritti alle università sono da passati 338.482 a 280.488, -15%, La strategia Europa 2020 prevede il 40% di laureati tra i 30 e i 40 anni: la media UE è vicina al 35% mentre in Italia siamo solo al 20%." 

Su queste questioni non ho consigli da dare, ne so troppo poco delle questioni economiche del paese.
La mia unica domanda è: davvero non si può fare nulla?
Per me non è così, poco tempo fa era stata ventilata la possibilità di detrazioni fiscali per le famiglie che compravano libri e poi ovviamente è stato ritirato...
La vera domanda quindi è: non si PUO' fare nulla o non si VUOLE fare nulla?

Aratak

2 commenti:

  1. Comincio col fare i complimenti a Luca, un ragazzo che ha tutta la mia simpatica.

    I dati che hai raccolti sono preoccupanti, ma quello che mi spaventa di più è che non sono solo numeri, dietro quelle cifre ci sono persone che dovrebbero rendere il nostro paese più acculturato.
    Questa situazione di degrado cultura si comincia a vedere già negli ultimi anni delle scuole elementari, le esperienze di mia madre che è maestra mi insegnano.
    Ma non sono solo i bambini che non leggono il problema, ma anche i genitori che non li spronano alla lettura, per questo gli incontri con gli autori potrebbero essere delle splendide iniziative.
    Credo che un'unione tra scuole e scrittori possa aiutare a sollevare da questo degrado, perdonatemi il termine brusco, e creare una nuova generazione di cittadini.

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    1. Concordo appieno Kingsley, ho provato a contattare varie persone per informazioni e proposte ma finora con scarso risultato.
      Continuerò a provare perché la speranza è l'ultima a morire come si suol dire e trovo che in un paese con poca cultura sia più semplice trovare situazioni di degrado, che poi va a colpire a tutti i livelli, dalla persona alla società.

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